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Guerre, Manipolazione, MASSONERIA, Mondo, Politica, Salute, Storia

LA VERITA’ DEI MASS-MEDIA, NASCITA E TECNICHE DI MANIPOLAZIONE MENTALE. [Liberarsi dall’inganno]

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CAPITOLO XXXV

La violazione della coscienza delle folle: ingredienti per una ricetta di alta cucina massonica;
qualche saggio di grande attualità; vecchie ricette per tempi nuovi

“Fra tutte le scienze, la più pericolosa sarebbe quella del controllo del pensiero
delle folle, poiché permetterebbe di governare il mondo intero”.
(Talbot Mundy1 , The Nine Unknown, N.Y., Bobbs-Merrill, 1924)

 

H. G. Wells e S. Ciacotin: la “Cospirazione Aperta” all’opera
Nel suo Pawns in the Game il commodoro William Guy Carr riferisce del menzionato libro Occult Theocrasy, scritto nel 1933 a cura di Lady Queensborough, che contribuì a portare alla luce i finanziamenti degli ebrei britannici ai confratelli francesi onde scatenare la grande rivoluzione del 1789 (v. p. 38). A pagina 581 di Occult Theocrasy, l’autrice constatava:
“Uno spirito positivo non può essere controllato. Per fondare un dominio occulto è perciò necessario riuscire a conseguire negli uomini uno spirito passivo e negativo. Uno spirito coscientemente teso ad un obiettivo individuato con precisione è una potenza e, in quanto tale, può sfidare un altro potere, a fini sia buoni che malvagi.
Nel momento in cui questo principio si manifesta, l’aspirazione alla signoria mondiale si condanna da sé. Purtroppo esso è rimasto finora celato e quindi il disegno, di fatto, non ha incontrato opposizione. Distruzione, materialismo, inganno, tali erano i tre obiettivi di Albert Pike. Essi appaiono reggere il mondo d’oggi”.

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H.G. Wells, uno dei padri del mondialismo moderno, membro della Fabian Society, alto iniziato della chiusa società esoterica della Golden Dawn e autorevole esponente della Fondazione Rockefeller, nel 1933 dava alle stampe un romanzo dai toni profetici intitolato The Shape of Things to Come – The ultimate Revolution (La forma delle cose future – La Rivoluzione definitiva).

In esso si descriveva in anticipo la seconda guerra mondiale, preconizzando che sarebbe stata scatenata da Hitler nel 1940 con un attacco alla Polonia a causa di Danzica, che sarebbero subito intervenute Francia e Inghilterra, mentre l’Unione Sovietica per qualche tempo si sarebbe limitata all’occupazione di parte della Polonia, che sarebbe scoppiata una guerra russo-giapponese seguita infine da un allargamento generalizzato del conflitto ad Unione Sovietica e Stati Uniti.

Facili profeti questi alti iniziati che nel nascondimento dei loro conciliaboli concertano quegli eventi – verosimilmente sotto precisi influssi e grazie al potere e ai mezzi loro a disposizione – ai quali i poveri “trascurabili” (il popolo) dovranno poi, terrorizzati, assistere nel ruolo di vittime!

Il libro si conclude programmaticamente: “(la ricostruzione, dopo la decadenza delle religioni tradizionali e delle forme di governo connesse) deve essere, in primo luogo e necessariamente, l’opera di un aggressivo ordine di uomini e di donne religiosamente dedicati, a fondare e imporre un nuovo modello di vita alla razza umana”.
Una proposizione che si ritrova pari pari nel libro di psicologia sociale del professore Serghei Ciacotin Le viol des foules par la propagande polìtìque. Il libro si apre con una dedica in seconda pagina al suo maestro I. P. Pavlov e al grande amico H.G. Wells, salutato come “geniale pensatore dell’avvenire”.
Ciacotin (1883 – 1973), figlio di un diplomatico dello Zar, dottore in scienze e assai prossimo alle idee di Lenin, si appassionò ancora da studente alla politica, approfondendo ben presto i metodi e i procedimenti della propaganda. Nel 1932 fu cofondatore in Germania dell’organizzazione paramilitare socialdemocratica Eiserne Front (Fronte di Ferro), del quale organizzò il settore propaganda con manifestazioni e cortei antagonisti a quelli di Hitler.
Essi sfruttavano esattamente gli stessi meccanismi psicologici di eccitazione delle folle attraverso l’azione esercitata su di esse dalla suggestione delle sfilate in uniforme a passo di musica, con largo spiegamento di fanfare, simboli e bandiere. Ciacotin era riuscito a sperimentare, e quindi a codificare, che attraverso un dosaggio sapiente e un susseguirsi di cortei, infiltrati da un 10 % di agitatori “attivi”, era possibile stimolare – in ordine – i seguenti meccanismi psichici nel 90 % rimanente delle folle, onde captarne il consenso:

1° corteo: suscitare un sentimento di emozione, di compassione e di rivolta, la tristezza dell’attualità. La folla soffre.

2° corteo: provocare un effetto dinamico, di emozione, entusiasmo. La paura presso gli avversari e il coraggio dalla nostra parte.

3° corteo: suscitare il riso attraverso l’ironia e le beffe verso il nemico, per compensare l’effetto emotivo indotto dal secondo corteo e predisporre gli spettatori ad una nuova gamma di sentimenti.

4° corteo: esprimere i propri fini politici e i propri grandi ideali in nome della fraternità dei popoli. 

5° corteo: la gioia della vittoria, espressa da giovani e avvenenti fanciulle, l’apoteosi.

6° corteo: l’accordo finale, l’esortazione alla folla, ormai intossicata dai suoni e conquistata fino al delirio, all’azione, a votare per il partito.

Ciacotin nel suo peregrinare, com’è prassi nel mondo accademico, fra le università di Heidelberg, Parigi e Mosca, aveva avuto occasione di conoscere e legarsi ad innumerevoli persone, fra cui Charlotte Weigert, che gli comunicherà l’interesse per l’Antroposofia dell’alto iniziato Rudolf Steiner; e Jean Coutrot, allora alla guida del Movimento Sinarchico d’Impero francese. Assieme ad altri membri del Centro Studi della Persona Umana (CEPH) – del quale era membro anche TeiIhard de Chardin – Coutrot indurrà Ciacotin a scrivere il libro citato e a pubblicarlo il 20 luglio del 1939.

La tesi di fondo consisteva nella dimostrazione che, giocando opportunamente sugli istinti di conservazione e di riproduzione dell’individuo immerso nella folla, era possibile, in modo cosciente o inconscio, innescare nella stessa folla – e più in generale nelle masse umane – ogni reazione voluta, alla condizione però che il soggetto venisse opportunamente condizionato in modo che i suoi impulsi potessero essere guidati per il meglio, compatibilmente col suo livello intellettuale, fisico, sociale.

“Se si analizzano le possibilità di resistenza alla suggestione – una questione della più alta importanza – si arriva dunque a stabilire che, salvo i casi patologici […] esse sono in gran parte funzione del grado di cultura […] degli individui in questione.


L’ignoranza è dunque l’ambiente migliore per formare masse che si prestino facilmente alla suggestione.


Prosegue Ciacotin: «[…] Le ricerche statistiche e i fenomeni osservati nel corso degli ultimi anni dimostrano che, sfortunatamente, appena un 10% degli uomini è in grado di resistere alla tecnica della propaganda affettiva, basata sulla legge dei riflessi condizionati, mentre il 90% soccombe alla violazione psichica. Il fatto è senza dubbio penoso, ma sarebbe più terribile ancora se fosse fondato su una caratteristica innata, biologica. Ora, non è così: la differenza innegabile che si constata fra gli uomini è dovuta al fatto che non tutti gli uomini hanno la medesima storia individuale; gli uni, più favoriti dal destino, hanno potuto appropriarsi delle conoscenze ed esercitare i loro meccanismi psichici che garantiscono loro il discernimento, la difesa contro le violazioni psichiche, gli altri – la maggioranzadi mente più angusta per via della loro educazione, dominati dalla necessità della lotta per l’esistenza e dalle condizioni sociali della loro vita che forgiano il loro psichismo, divengono facilmente preda di macchinazioni di avventurieri
e usurpatori e sono incapaci di resistere loro, anche se i loro interessi immediati e vitali sono in pericolo.

Questo fenomeno è facilitato dal fatto biologico e psicologico, messo in evidenza da J. Mannerot, secondo cui

“individui ridotti ad una vita di privazione a livello animale (si dovrebbe dire anche psicologicamente e moralmente), aderiscono a ciò che sviluppa un certo calore umano, vale a dire a ciò che ha già raggruppato molti individui. Essi percepiscono l’attrazione sociale in maniera diretta e brutale”.


Tutto ciò contribuisce a lumeggiare non poco la determinazione che ha accompagnato per tutta la vita Cecil Rhodes nel volersi impadronire del controllo “delle università e dei colleges”, chiodo fìsso anche della coeva Pilgrims’ Society, ma ancor prima esplicitata in ogni programma di dominazione dalle varie sinarchie.

Di qui il ruolo insostituibile delle grandi scuole come Yale, Harvard, il Ruskin College, Oxford, la London School of Economics, l’ENA di Parigi, gli stessi Rhodes Scholars, dove viene formata quell’esigua percentuale che costituisce l’establishment di ogni nazione, incaricato di manipolare la preponderante massa, a sua volta, controllato da una frazione ancor più esigua che dispone di ogni mezzo.

In questa visione trovano la propria esatta ed insostituibile collocazione i partiti politici, le leghe e i sindacati, in grado di indurre per loro natura uno stato di conflittualità permanente nella preponderante massa, indebolendola ed impoverendola moralmente e fisicamente, facile preda di ogni successivo condizionamento e avventura.

Del resto, annotava il Moncomble

«gli uomini sono quello che sono. Vogliono essere psichicamente “liberi”. Ci tengono a quello in cui credono e non vogliono separarsene, nonostante l’evidenza. Gli uomini vivono con l’illusione della libertà e non vogliono subire l’umiliazione di lasciarsi imporre una direzione. Vogliono scegliere “liberamente”, anche se ciò non è alla fine che una meravigliosa illusione, creata e mantenuta dalla “violazione psichica”. 

Tutto il sistema della “democrazia” si fonda su questa base».

(Yann Moncomble, 1953-1990, giornalista ed esperto mondialista).

Il 4 aprile 1946 venne fondata in Francia la “Confederazione francese delle forze culturali, economiche e sociali”, più nota con l’acronimo COFORCFS, e a Segretario generale, vero capo dell’organizzazione, venne eletto Ciacotin. Il 6, 7 e 8 luglio 1947 si tenne a Parigi una Conferenza mondiale delle Forze culturali dove si decise l’istituzione di COFORCFS MONDIALE, in vista della creazione di una Stato Federale Mondiale. Presidente-fondatore di COFORCFS era il professor Pierre Girard, interamente al soldo dei Rothschild.
Interessante rilevare che il Ciacotin aveva chiamato a far parte del comitato d’onore di COFORCFS personaggi come l’arcivescovo di Canterbury, membro della Pilgrims’ Society, e un gran numero di massoni. L a cosa non deve stupire eccessivamente: una delle idee guida dell’opera di Ciacotin era infatti l’idea di uno Stato Federale Mondiale, al quale egli aveva 
dedicato uno schema piuttosto articolato con le Nazioni Unite confinate in un settore subordinato.

Ciacotin proponeva che “il governo mondiale non potesse essere realizzato che attraverso la tappa di un’organizzazione federalista, dove Stati aventi le stesse caratteristiche economiche e geografiche verranno raggruppati in vaste entità, le federazioni, che, a loro volta, formeranno le confederazioni ancora più vaste e il cui numero sarà ridotto al minimo […]. Le confederazioni saranno in numero di quattro, Estremo Oriente, Impero britannico, Unione Panamericana, Unione Europea-Sovietica, in corrispondenza dei quattro continenti: Asia orientale, Africa, America (incluso Cana-da), Europa e Asia occidentale”.
Curiosamente, ma non troppo, questo schema corrisponde al contenuto della proposizione n. 592 del Patto Sinarchico d’Impero:

“Questa struttura piramidale implica la completa formazione di cinque grandi federazioni imperiali (o Società minori delle Nazioni) già costitute o in via di costituzione nel mondo moderno:

– la Società minore delle Nazioni britanniche
– la Società minore delle Nazioni panamericane
– la Società minore delle Nazioni paneuroasiatiche dell’URSS
– la Società minore delle Nazioni paneuroafricane
– la Società minore delle Nazioni panasiatiche”.

Non è dato sapere se Ciacotin fosse o meno membro di società occulte: i dati a disposizione tendono anzi a escluderlo per accreditarne piuttosto un’immagine di manovrato da parte di personaggi ai quali aveva messo a disposizione il suo talento. Personaggi come il citato H.G. Wells, una delle punte di lancia del progetto mondialista del tempo, al quale Ciacotin indirizzò queste lusinghieri apprezzamenti:

“Il grande apostolo del rinnovamento della razza umana, il pensatore ispirato che attraverso le brume scorgeva le grandi linee della vita umana dell’avvenire [che] in diverse sue opere immortali parla della Cospirazione Aperta (Open Compiracy), che andava predicando negli ultimi anni della sua vita, e che è, secondo lui, la via per giungere ai fini sublimi della vita di una Società umana prospera e felice”.

Ciacotin, in realtà, condivideva appieno gli intendimenti dell’alto iniziato Wells, contenuti nell’opera The Open Conspiracy: Blue Prints for a World Revolution (La cospirazione aperta: progetti per una rivoluzione mondiale) quando scriveva:
«La “Cospirazione Aperta” si mostrerà, credo, come un’organizzazione cosciente di uomini intelligenti e, del tutto possibile in certi casi, ricchi, come un movimento avente scopi sociali e politici definiti, che, per sua ammissione, non tiene in alcun conto i vertici esistenti e il controllo politico, o ne fa un uso strumentale in rapporto al momento; null’altro che un movimento di persone in una certa direzione che fra non molto scoprirà con una certa sorpresa il fine comune verso il quale si stavano indirizzando […]. In tutti i casi essi influenzeranno e controlleranno i vertici del governo visibile».

Cospirazione che Wells definiva col ricorso ad espressioni del tipo

“cervello unico mondiale” che dovrà agire come “polizia della mente” del singolo.

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Herbert George Wells (1866 – 1946) alto iniziato della Fabian Society e della Golden Dawn – alla quale appartenne Anche il mago Aleister Crowlley – alla guida per lungo tempo dei servizi segreti britanici per l’estero.

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Serghei Ciacotin (1883 – 1973) 

Alla presenza di condizionamenti ben più potenti, totalizzanti ed efficaci di quelli conseguibili ai tempi delle parate hitleriane, basti pensare alla televisione e, ai nostri giorni, a Internet e alla realtà virtuale, la percentuale dei teleguidati è destinata a lievitare vertiginosamente, forse oltre quello stesso 95 % già indicato come valore di riferimento ai Simposi di Davos e da altre autorevoli fonti.

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Strumenti che semplificano in modo incredibile l’opera di violazione della coscienza e l’addomesticamento delle masse da parte dei burattinai. Se le strategie possono variare grazie allo strumento tecnico, gli obiettivi di fondo rimangono tuttavia immutati: è il dominio dell’uomo sull’uomo, homo homini lupus, inseguito da pochi dominatori attraverso una guerra sorda e subdola, sistematicamente combattuta con le armi della menzogna.

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Una menzogna, per sua natura, tende continuamente ad accreditarsi come verità: nelle mani di quelli essa viene amplificata ed estesa attraverso gli onnipotenti mezzi di comunicazione,, mirata a precisi fini da conseguire o al consenso da estorcere, aggirando le resistenze morali di quanto rimane nell’uomo occidentale di naturaliter christianus.

Qualche saggio di grande attualità

L’osservazione della realtà sociale fa emergere parecchie tecniche di impiego corrente di violazione della coscienza delle folle, per condurle ai fini voluti, foss’anche al di là dello Stato e delle sue leggi. Eccone solo qualche saggio.

1° SAGGIO: Utilizzo dell’associazionismo solidaristico
Prendendo a pretesto un fenomeno sociale in grado di suscitare nella società una reazione emotiva positiva, del tipo:

solidarietà (deboli, bisognosi, extracomunitari, nomadi);

rispetto dei diritti umani;

salvaguardia dell’ambiente;

salvaguardia della pace;

si procede ad acquisire il controllo dell’associazionismo attivo nel settore, o infiltrandolo, o coordinandolo dall’alto, o creandolo ex novo.

Il potere così acquisito viene quindi impiegato per perseguire i propri obiettivi occulti, che spaziano ad libitum:

saccheggio dell’Erario, creazione di masse manovrabili, disordine sociale, criminalità, diffusione della droga, società multirazziale;

interferenza negli affari interni di altri stati, protezione delle proprie attività criminali (garantismo), proselitismo ideologico, sette;

sabotaggio economico, ecobusiness;

controllo della diffusione della propria ideologia;

sabotaggio del potere statuale, distruzione dell’indipendenza nazionale, separatismi;
eccetera.

controllo mediatico

Manovrando opportunamente con i mezzi di informazione in grado di indurre a piacere le reazioni emotive dell’opinione pubblica si stimolano o si amplificano le reazioni di rigetto contro le proprie attività occulte, presentandole come fenomeni dannosi alla società e quindi da combattere:

egoismo, razzismo, intolleranza, discriminazione;

violazione dei diritti umani;

inquinamento, distruzione dell’ecosistema;

violenza, militarismo; eccetera.

Sull’onda emozionale prodotta si promuovono opportune misure legislative, finanziarie a sostegno e garanzia delle proprie attività occulte, quali ad esempio:

solidarismo di Stato, leggi antirazzismo, liberalizzazione della droga, provvedimenti legislativi ad hoc tipo legge Martelli e legge Turco-Na politano sull’immigrazione;

vincoli che soffocano l’attività economica;

leggi protezionistiche degli animali;

smantellamento dell’esercito, servizio civile; eccetera.

In conclusione si sono ottenute tre condizioni eccezionalmente favorevoli al perseguimento dei propri scopi occulti:

1) L’asservimento del potere statuale (istituzionale, repressivo, finanziario, legislativo) ai propri fini, con la possibilità di smantellare lo Stato impiegando la sua stessa forza, attraverso il sostegno che esso è obbligato ad assicurare per reazione all’ondata emotiva che travolge gran parte della popolazione. In questa fase verranno attivate:

associazioni di volontariato, multietniche, sociali;

associazioni a tutela dei diritti umani, dei detenuti;

associazioni ecologiste;

associazioni pacifiste; eccetera.

2) La possibilità di agire al di fuori di ogni controllo grazie allo status di Organizzazione Non Governativa (ONG) o di associazione privata, con possibilità di filtrare i membri di vertice garantendosi da ogni attacco o controllo.

3) La possibilità di asservire ai propri fini l’immenso potenziale dell’associazionismo spontaneo in buona fede (costituito dalla parte più energica, positiva e attiva della popolazione), neutralizzandone eventuali iniziative eterodosse e per diffondere attraverso di esso la propria ideologia, controllandolo e utilizzandolo per distruggere la stessa struttura sociale che lo esprime.

2° SAGGIO: Suggestioni democratiche di massa

Noam Chomsky (n. 1928), uno dei più noti linguisti del XX secolo, professore di linguistica e filosofia al MIT di Boston, personalità controversa che, pur osannata come “Profeta del Mondo Nuovo” dal Sistema, non perde l’occasione di metterne a nudo le piaghe. Disprezzato dai sionisti che gli hanno appiccicato l’etichetta di “ebreo che odia se stesso”, ha scritto un aureo libretto in difesa della democrazia, dove prende in esame, con stile assai efficace, i motivi per cui in realtà essa sembrerebbe non funzionare. Si possono così cogliere interessanti spunti sulla manipolazione del popolo americano da parte di un ristretto gruppo di eletti: eccone qualche stralcio.

La propaganda, constata Chomsky, ha effetto solo se supportata dalla classe colta e quando non vengono ammesse deviazioni di alcun tipo dall’ideologia ufficiale. Era la lezione appresa da Hitler e da molti altri, che prosegue fino ai nostri giorni (p. 9). Egli rileva che la società democratica divide i cittadini essenzialmente in due classi:

quella a cui compete la gestione degli affari generali, l’esigua classe specializzata, e quegli altri, vale a dire la grande maggioranza della popolazione, che Walter Lippmann connotava col termine di “branco selvaggio” (bewildered herd, p. 12).

Chomsky sottolinea che il “gregge” viene convocato solo in tempo di elezioni per tenere viva nelle pecore l’impressione di vivere in democrazia e non in uno stato totalitario. Una volta eletta la classe specializzata, il “branco” ritorna spettatore, anzi rimane stupido, obbediente e passivo, da trattare nuovamente come un ragazzino di tre anni, per sua definizione irresponsabile ed incapace di conoscere il proprio bene.

In realtà, argomenta il Chomsky, il branco era stupido anche prima delle elezioni, per cui è d’uopo guidarlo, occorre orientarne il consenso, operazione che consiste essenzialmente nell’addomesticarlo per il tempo ritenuto necessario. E il fine della propaganda.
Con tali premesse i sistemi educativi dei due gruppi dovranno per fòrza differire, di un tipo per gli eletti, adatti alle esigenze delle masse per i secondi:

«[…] Gli uni devono essere profondamente indottrinati nei valori e negli interessi del potere privato e della connessione con lo Stato che lo rappresenta. Il resto del branco selvaggio deve essere mantenuto confuso […]. La maggioranza della gente è guidata dalle emozioni e dagli impulsi. Coloro che possiedono razionalità devono suscitare “illusioni necessarie” e “sovrasemplifìcazioni” emozionalmente potenti per tenere i semplicioni ingenui più o meno in carreggiata. Ciò è diventato parte essenziale della scienza politica contemporanea […].

Oggi giorno è facile definire lo stato totalitario, lo stato retto dai militari, dove un randello è mantenuto sospeso sopra il branco e, quando questo devia, viene colpito in testa. Non appena la società diventa libera e democratica, però, tale capacità di controllo va perduta.

Di qui il ricorso alle tecniche della propaganda. La logica è chiara. La propaganda sta alla democrazìa come il randello sta allo stato totalitario. Tutto ciò è saggio e buono giacché, di nuovo, l’interesse comune sfugge al branco selvaggio» (pp. 15-16).  

Chomsky passa quindi ad illustrare qualche tecnica di propaganda rifacendosi a un caso pratico, quello mirato ad ottenere il consenso ad un intervento militare, solitamente sgradito alle masse. La domanda vera rivolta al singolo, infatti, dovrebbe essere: “appoggi la nostra politica?”. Il modo di presentarla consiste invece nel creare uno slogan che in sé non significhi nulla, ma che nessuno possa avversare; l’importante è che distolga l’interpellato dalla domanda reale, che non deve essere in alcun modo oggetto di attenzione del branco selvaggio. Tale slogan potrebbe essere: “Sostieni le nostre truppe?” La risposta è scontata: “Non posso non appoggiarle”.
A questo punto, dice il Chomsky, avete vinto, il coagulo è creato: sventolio di bandiere, sfilate, manifestazioni, il consenso è ottenuto (p. 21 e segg.).


Osserva ancora il nostro autore che per mantenere dei rapporti così profondamente radicati nella menzogna occorre falsificare completamente la storia. Ampiamente risaputo. Scopo raggiunto mediante il controllo totale dell’istruzione pubblica.

Si avranno in tal modo sempre a disposizione argomenti per giustificare qualsiasi azione che la classe specializzata intendesse intraprendere.
“Negli ultimi dieci anni, ogni anno o due, sono stati costruiti mostri sempre più terribili contro cui dovevamo difenderci […]. Dapprima i russi, nemico a lungo disponibile […], indi i narcotrafficanti, gli arabi folli e Saddam Hussein, nuovo Hitler lanciato alla conquista del mondo” (p. 38).

“[…] Prendiamo l’idea che Saddam Hussein sia un mostro teso alla conquista del mondo – ampiamente creduta negli Stati Uniti e non irrealistica. È stato martellato nella testa della gente mille volte: sta per prendersi tutto! […]”.


“Ma come ha fatto a diventare così potente? L’Iraq è un piccolo paese del terzo mondo, senza base industriale. Per otto anni esso ha combattuto l’Iran […] spalleggiato dall’Unione Sovietica, dagli Stati Uniti, dall’Europa, dai maggiori paesi arabi e dai paesi arabi produttori di petrolio. (Ciononostante) non era riuscito a sconfiggere l’Iran. Ma all’improvviso è pronto a conquistare il mondo. Avete mai trovato qualcuno che vi abbia fatto notare la contraddizione?
Guardate che si tratta di un esercito del terzo mondo, composto (principalmente) da contadini […]. Prendiamo ora la questione delle ragioni della guerra. Essenzialmente sono queste: gli aggressori non devono essere premiati e l’aggressione deve essere prontamente invertita mediante un ricorso alla violenza. Ma può essere questa la ragione della guerra?
Gli Stati Uniti sostengono quei principi per i quali l’aggressore non deve essere remunerato e l’aggressione deve essere rintuzzata mediante un rapido ricorso alla violenza? […] Guardate i media, i commentatori liberali, i critici, le dichiarazioni al Congresso e vedrete se qualcuno ha messo in dubbio l’assunto che gli Stati Uniti si attengono a questi principi.

Si sono opposti gli Stati Uniti alla loro stessa aggressione di Panama, insistendo affinché Washington fosse bombardata per invertirne gli esiti? Quando l’occupazione della Namibia nel 1969 venne dichiarata illegale, gli Stati Uniti hanno dichiarato guerra? Hanno bombardato Città del Capo? No, […] eppure solo negli anni dell’amministrazione Reagan-Bush, è stato ucciso un milione e mezzo di persone nei paesi che confinavano col Sudafrica…” (pp. 48 e segg.).

Conclude il Chomsky: “(Tale modo di procedere) non è molto differente dall’operato della Commissione Creel, quando riuscì a trasformare una popolazione pacifista in isterici deliranti, decisi a distruggere tutto ciò che fosse tedesco per salvarci dagli Unni che strappavano le braccia ai bambini belgi. Le tecniche potranno essere più sofisticate, con l’utilizzo della televisione e l’impiego di molto più denaro, ma è tutto piuttosto tradizionale” (p. 57).

E l’undici settembre era di là da venire…
3° SAGGIO: Jugoslavia 1999: la verità, grande assente

Un anno prima dell’aggressione della Serbia alla Croazia, ovvero sabato 23 giugno 1990, la Gran Loggia di Jugoslavia venne aperta in pompa magna, presieduta dal Gran Maestro Zoran D. Nenezic, membro del 33° grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato della Giurisdizione Sud degli Stati Uniti. Nenezic era affiancato da Elvio Sciubba, alto dignitario del Supremo Consiglio italiano dei 33, che in quel periodo moltiplicava i suoi viaggi a Belgrado23.
E assai significativo che nella élite, della stessa Giurisdizione Sud, alla quale apparteneva Nenezic, si trovassero anche il 33 Bush Sr., allora Presidente degli Stati Uniti, il supermondialista Kissinger, Lawrence Eagleburger, i Pilgrims James Baker III e Lord Carrington, quest’ultimo piuttosto noto alle cronache per i suoi indefessi, quanto vani, sforzi per la pace fra serbi e croati in veste di mediatore per conto della CEE assieme a Lord Owen, psichiatra, membro della Trilaterale dei Rockefeller e del RIIA.
Va rilevata una singolare coincidenza che accomuna questi personaggi, (salvo, forse, Lord Owen) e che cioè essi provengono tutti da incarichi dirigenziali nell’Alta Banca:
Lord Carrington aveva infatti fornito i suoi servizi alternativamente ai Rothschild (era direttore della multinazionale “Rio Tinto Zinc”) e ai Rockefeller, l’israelita Eagleburger era stato direttore dell’ITT (International Telegraph and Telephone), della LBS – Banke e della “Global Motors” jugoslave.
Rappresentante della “Kissinger Associates”, una società di consulenza per governi e multinazionali, Eagleburger fu ambasciatore americano a Belgrado nel periodo (1977-1981) in cui l’ex presidente serbo Milosevic guidava la Beeo-banka, corrispondente alla nostra Banca d’Italia. Quanto al Segretario di Stato del Bush Sr., James A. Baker III, basti dire che proviene da una famiglia di miliardari del Texas, assai vicina alla “cultura”” di Albert Pike, il fondatore dell palladismo americano bis.
Altrettanto singolare era la figura del Primo ministro serbo, Milan Panic, miliardario a capo di una multinazionale farmaceutica presente in 60 paesi e fondata a suo tempo negli Stati Uniti coi fondi del Pilgrims Nelson Rockefeller (1908-1979). La branca slava di questa multinazionale, la ““Galenika”,, annoverava nel suo consiglio di amministrazione l’ambasciatore americano a Belgrado.

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Milan Panic (n. 1929) – cittadino americano eletto primo ministro jugoslavo nel 1992 ––  con Madeleine Korbel Albright  (nata  nel 1937 da famiglia  ebraica di  Praga). La Albright  fa parie della Trilaterale e del direttivo  del CFR e dell’Aspen.

Altra strana coincidenza: uno stretto parente di Milan Panic, il generale Zivota Panic, era a capo dell’esercito serbo e mentre le etnie jugoslave si scannavano fra loro, il Gran Maestro della Gran Loggia di Belgrado, il 33 Milan D. Markovic, partecipava al Consiglio dei 33 tenuto a Washington il 17, 18 e 19 ottobre 1993 sotto l’alta autorità dell’Ill.mo Fratello C. Fred Kleinknecht, Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio del Rito Scozzese americano.
Sessione dei lavori aperta con una cerimonia religiosa, celebrata nella chiesa di St. John The Divine, sede del “Tempio della Comprensione” e del Lucis Trust, dal Gran Cappellano dell Supremo Consiglio il 33 protestante Carl Sanders, al cospetto di dignitari di pari grado. Ed è noto, a chi si occupi di società segrete, che i Supremi Consigli dei 33 occupano un posto molto rilevante al di sopra dell’area del POTERE visibile…
Mentre tutto questo accadeva sopra la testa dei popoli ignari, per le folle si stava apprestando un quadro ben diverso…
Come si è detto, in democrazia l’importante non è la realtà in sé, ma piuttosto l’immagine di essa che i manipolatori occulti delle folle impongono tramite i mezzi di comunicazione, in particolare attraverso il mezzo televisivo.
Entrata di prepotenza fra le mura domestiche, la televisione si è assisa in cattedra sostituendosi alla funzione naturale, assolta per millenni dalla famiglia, di punto d’incontro dei suoi componenti. La possibilità di colloquio è quasi definitivamente tramontata, annichilita.

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Educatrice incontrastata delle masse al successo materiale e al consumismo, la TV propina menzogne, rovesciamenti e ipocrisie a dosi così elevate e frequenti che lo spettatore non è più in grado di reagire se non nella direzione voluta dai suoi gestori.

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Si tratta di un’autentica violazione della coscienza delle folle, che oggi non avviene più nelle piazze o mediante adunate oceaniche, ma direttamente a domicilio, dove la propaganda televisiva, abilissima nel selezionare i problemi e presentarne sottilmente le soluzioni, inchioda per ore le persone comodamente sedute in poltrona, intorpidendone le coscienze e forgiando a lungo andare quelle idee condivise della cosiddetta opinione pubblica.

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La gente, inondata da un’informazione preconfezionata a senso unico, non indugia a riflettere se i singoli Hitler, Stalin, Gheddafi, Milosevic (che, peraltro, vanta una laurea ad Harvard) o il Saddam Hussein di turno, avessero davvero potuto ieri, o potessero oggi, disporre a piacimento di un intero Paese, quasi non esistessero insuperabili vincoli alla loro azione.

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Nulla trapela, infatti, sui quasi onnipotenti servizi segreti, in grado di spazzare nella discrezione qualsiasi opposizione anche agguerrita e solo si sussurra di armi ancora più devastanti di quelle nucleari, come l’inesorabile morsa finanziaria dei Soros in grado di prostrare e fare a pezzi le nazioni, semplicemente operando dalle tastiere dei computer per spostare in poche ore la destinazione di una massa da capogiro di capitali.

Billionaire investor George Soros speaks at a forum Charting A New Growth Path for the Euro Zone during the annual IMF-World Bank meetings in Washington September 24, 2011. REUTERS/Yuri Gripas (UNITED STATES - Tags: POLITICS BUSINESS)

George Soros, lo speculatore miliardario, israelo-ungherese.

È ad esempio interessante rilevare come nella guerra del Kosovo si sia fatto ampio ricorso all’impiego della tecnica televisiva di eliminazione di ogni piano generale a favore della polarizzazione ripetitiva su un piano particolare, in modo da massimizzare l’importanza di quest’ultimo e indurre nello spettatore la sostituzione dei due piani.
La ben collaudata teleguidabilità delle reazioni delle folle ha fatto seguire, nella fattispecie, una mobilitazione massiccia di sostegno ai kosovari, mentre tragedie di dimensioni ben maggiori, come il Sudan o il Ruanda rientravano, quasi inosservate, nel rumore di fondo.
Oggi la manipolazione delle coscienze è stata forgiata come un’arma sofisticatissima e temibile, a disposizione di chi controlla i veicoli culturali di massa, permanentemente assisa sul presupposto reale che la folla è acqua e assume il colore di quel che ci si versa, e più è tenuta nell’ignoranza, più si colorisce.
Così fin dai tempi della Bosnia si puntò a una progressiva denigrazione della Serbia attraverso i mezzi di comunicazione ricorrendo anche a diffusione di immagini, come quelle riprese da un satellite del “massacro” sul campo da calcio di Srebrenica nel 1995, funzionale in quel momento a distogliere l’attenzione dall’esodo forzoso dei serbi dalla Krajina manu militari, ad opera dei croati.

È interessante al proposito apprendere l’esistenza di società private specialisti che, su incarico del governo americano, nella vicenda jugoslava hanno operato in direzione di “influssi” pilotati sulla popolazione occidentale. Si tratta principalmente della Hilll & Knowlton e della famosa Ruder & Finn, legate (il solito caso) a centri di potere come il CFR, il World Affairs Council27, i Circoli Bilderberg o la Rockefeller Foundation28 oltre, naturalmente, che alla CIA o alla DIA (versione militare della CIA), strutture tutte in grado di influenzare in modo efficacissimo l’opinione pubblica attraverso un accurato orientamento di giornalisti, uomini politici, club, università, eccetera.
Fu una di queste società, la Ruder & Finn, a creare il montaggio dei “campi serbi di pulizia etnica” accostandoli abilmente a quelli nazionalsocialisti, in un transfert di valenze che permise di porre Milosevic e compagni sul piano di Hitler, e di far propendere l’influente comunità ebraica americana affianco di bosniaci e albanesi.
Una volta di più la voce del cannone è stata preceduta dalle sperimentate tecniche di condizionamento psicologico miranti a creare quegli états d’esprit così importanti ai fini del consenso del suo impiego. Lo schema era classico: indurre emozioni e orientarle al fine di generare quella voluta reazione di univoco biasimo morale che sarebbe approdata ad una corale invocazione di un pronto ristabilimento della giustizia violata.
Questa volta le tecniche di plagio si sono giovate di parole-chiave ad alto contenuto emotivo o ideologico, come verità, libertà, diritti dell’uomo, democrazia, genocidio, purificazione, campi, fosse comuni, ecc. caricandole dei significati voluti, miranti ad ottenere un effetto preordinato di legittimazione e giustificazione di un operato che, altrimenti, avrebbe rischiato di svelare il suo volto cinico e pragmatico.
Si trattava in ultima analisi di ottenere, attraverso parole, immagini, voci, notizie false, provocazioni, stereotipi negativi, un rovesciamento della realtà e spacciarlo come vero. In tali operazioni, sosteneva il direttore della Ruder & Finn,  James Harff:

“[…] noi sappiamo perfettamente che la prima affermazione è quella che conta . Le smentite non hanno alcuna efficacia”, come dire che, una volta innescato, il meccanismo della violazione delle folle, diventa irreversibile.

harff

James Harff, ex direttore della sezione “Affari Pubblici” della Ruder & Finn , il cui titolare, David Finn, è autore dell’articolo “Perché mentiamo”:
“Dire la verità”, esordisce, “non è uno dei dieci comandamenti”.

LA VERITA’ DEI MASS-MEDIA

Il potente e ubiquitario schieramento dei mezzi di comunicazione odierni, che ha annullato le distanze e quasi azzerato i tempi di diffusione delle notizie, funge, come è evidente, da sonora cassa di risonanza, avvertita in tutto il mondo, delle posizioni dell’Establishment dominante, vale a dire quello anglosassone, imbavagliando, di fatto su ampia scala, qualsiasi informazione non controllata.

L’influenza enorme sulla mentalità e sui costumi della televisione, e prima, della cinematografìa, è fatto pacifico sotto gli occhi di chiunque: verrebbe da chiedersi l’identità di questi formatori di opinione, di questi titani che da un secolo propongono stili di vita, lanciano mode, slogan, creano gusti, abitudini, modelli.

“L’alleanza fra televisione e industria del cinema è sempre stata stretta, l’una alimenta l’altra. Metro-Goldwyn Mayer, 20th Century Fox, Paramount Pictures, Columbia, Warner Bros., Universal e United Artists, queste società sono state tutte fondate, dirette e orientate da ebrei famosi come i Goldwyn, i Fox, i Laemmle, gli Schenk, i Lasky, gli Zukor, i Thalberg, i Cohen, i Mayer e i Warner”37 (http://jewishfaces.com/movies.html).

Sì, noi ebrei comandiamo Hollywood (e pure i media, Wall Street e il governo)!

Gli ebrei CERTO che controllano i media

Stampa e televisione costituiscono dunque veicoli eminenti e indispensabili per la violazione delle folle. La tecnica è sperimentatissima:

presentare in continuazione una colluvie di notizie, portando alla luce ogni genere di informazioni, in modo da creare una specie di rumore di fondo continuo in grado di occultare le vere informazioni, accessibili soltanto a chi ne possiede la chiave di decodifica, prestandosi così al ruolo strumentale di trasmissione di messaggi fra iniziati sotto le mentite spoglie di notizie più o meno insignificanti.
Una manipolazione planetaria dell’opinione pubblica, e occidentale in particolare, che emerge con cruda chiarezza dalle attualissime parole che molti anni or sono (siamo nel 1880 e ancora non c’era la televisione!) John Swinton (1829-1901), già redattore-capo del giornale per antonomasia del Sistema, il New York Times, pronunciò nel discorso di congedo dai colleghi tenuto al banchetto in suo onore, presso l’American Press Association, alla vigilia del suo collocamento a riposo. Al lettore il giudizio.

«In America, in questo periodo della storia del mondo, una stampa indipendente non esiste, lo sapete voi e lo so pure io. Non c’è nessuno di voi che oserebbe scrivere le proprie vere opinioni, e già sapete anticipatamente che se lo facesse esse non verrebbero mai pubblicate. Io sono pagato un tanto alla settimana per tenere le mie opinioni oneste fuori dal giornale col quale ho rapporti.
Altri di voi sono pagati in modo simile per cose simili, e chi di voi fosse così pazzo da scrivere opinioni oneste, si ritroverebbe subito per strada a cercarsi un altro lavoro.
Se io permettessi alle mie vere opinioni di apparire su un numero del mio giornale, prima di ventiquattrore la mia occupazione sarebbe liquidata. Il lavoro del giornalista è quello dì distruggere la verità, di mentire spudoratamente, di corrompere, di diffamare, di scodinzolare ai piedi della ricchezza, e di vendere il proprio paese e la sua gente per il suo pane quotidiano.
Lo sapete voi e lo so pure io. E allora, che pazzia è mai questa di brindare a una stampa indipendente? Noi siamo gli arnesi e i vassalli di uomini ricchi che stanno dietro le quinte.
Noi siamo dei burattini, loro tirano i fili e noi balliamo. I nostri talenti, le nostre possibilità, le nostre vite, sono tutto proprietà di altri. Noi siamo delle prostitute intellettuali»

john swinton

Sintesi in una immagine da condividere sui social network, (clicca e salva immagine)

VECCHIE RICETTE PER TEMPI NUOVI

René Guénon, dai vertici di quel mondo occulto che per lui non aveva segreti, dove si coltiva la scienza esoterica che sa manipolare le forze, offre il quadro d’insieme, illuminante e a un tempo esaustivo,in cui si inseriscono organicamente le realtà testé considerate.
Ascoltiamolo:

«Un “potere occulto” di ordine politico e finanziario non dovrà essere confuso con un “potere occulto” di ordine puramente iniziatico, ed è facile comprendere che i capi di quest’ultimo non si interesseranno affatto alle questioni politico-sociali in quanto tali, anzi potranno anche avere una bassissima considerazione per coloro che si consacrano a questo genere di lavoro […].
Un altro punto da tenere presente è che i Superiori Incogniti, di qualunque ordine siano e qualunque sia il campo in cui vogliono agire, non cercano mai di creare dei “movimenti” […].
Essi creano solo degli stati d’animo ( états d’esprit), ciò che è molto più efficace, ma, forse, un poco meno alla portata di chiunque. È incontestabile che la mentalità degli individui e delle collettività può essere modificata da un insieme sistematico di suggerimenti adatti; in fondo, l’educazione stessa non è altro che questo, e non c’è qui nessun “ occultismo” […].  

Uno stato d’animo determinato richiede, per stabilirsi, condizioni favorevoli, e occorre o approfittare di queste condizioni se esistono, o provocarne la realizzazione».

“Provocarne la realizzazione” è l’impegno costante delle multiformi “società di pensiero”, come un tempo amavano definirsi i cenacoli massonici. Inoculando destramente idee ad hoc – mediante l’utilizzo di falsi messaggi e di false liturgie attraverso televisione, Internet e i divertimenti più stordenti – esse si conquistano spazi di coscienza sempre maggiori a spese di un progressivo degrado dei principi naturali cristiani, fino ad esitare negli auspicati “stati d’animo” che finalmente schiudono l’accesso alle suggestioni di massa.
A quel punto il livello di vigilanza delle singole coscienze diventa labile, prossimo alla scomparsa. È il momento di introdurre, o sovrapporre, il messaggio di volta in volta funzionale agli scopi di cui sono state caricate le idee surrettiziamente introdotte.

Napoleone, a chi, due secoli or sono, lo interrogava sull’età in cui deve iniziare l’educazione del bambino, rispondeva: “vent’anni prima della sua nascita, con l’educazione della madre”. Napoleone è dunque il padre della famosa “educazione continua”.

Scriveva un alto iniziato a commento della trattazione del XXX grado di Cavaliere Kadosh ad opera del Pike in Morals and Dogma:

“Le due colonne che il cavaliere deve abbattere, e che portano il segno l’una della corona, l’altra della tiara, non sono cambiate nella loro essenza, ma si sono spostate nella loro collocazione istituzionale. Esse rappresentano, da un lato l’oppressione politica, sorretta dalla forza delle armi, dall’altro l’oppressione ideologica, che, per opprimere, falsifica le idee”40.

“[…] alla Massoneria Universale è demandato precipuamente il compito storico di inculcare i principi del suo insegnamento tradizionale nell’Animo degli uomini (gli iniziati, N.d.A.) che, con il loro esempio, devono guidare i popoli sulla via della pace, della libertà e dell’armonia fra le Nazioni”41

gg

La scritta sul cuscino in braccio a P. Volcker,
membro del Lucis Trust, significa:
“Il lavoro è per coloro che non sanno pescare”42. Nella foto a destra una copertina di Time Magazine
Su Volcker nel periodo (1975 – 1979) in cui fu
Presidente della Federal Reserve

Tratto da, Capitolo XXXV pag.587

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Discussione

2 pensieri su “LA VERITA’ DEI MASS-MEDIA, NASCITA E TECNICHE DI MANIPOLAZIONE MENTALE. [Liberarsi dall’inganno]

  1. articolo interessante.
    un po’ lungo va sicuramente riletto con attenzione.
    il video sull’ipersessualizzazione non è disponibile.

    Mi piace

    Pubblicato da patriziopaolinelli | 24 settembre 2015, 14:01

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