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Italia, Mondo, Politica

A Roma e al Papa serve Putin

Due giorni dopo il vertice del G7, in cui Barack Obama aveva parlato di isolamento della Russia, Vladimir Putin si reca in visita in Italia.

Come scrive il portale russo “Vzglyad”, gli americani hanno bollato la visita come un nuovo tentativo di dividere l’Occidente, anche se gli italiani stessi hanno invitato Putin e sarebbe strano se Mosca non sfruttasse il loro desiderio di salvaguardare i rapporti con la Russia nonostante le pressioni USA.

Nel corso dell’ultimo anno e mezzo Putin si è recato in Italia per la terza volta, quella di oggi è la seconda visita dopo l’inizio del conflitto con l’Occidente per l’Ucraina e i tentativi di isolare la Russia da parte dell’Unione Europea. Il fatto che l’Italia è il punto debole del fronte unito occidentale non deve stupire: per la Federazione Russa è il terzo partner più importante in Europa, dopo la Germania e la Francia.

Il volume d’affari tra i 2 Paesi cresceva a ritmi elevati, prima di partire il presidente russo parlava di circa 50 miliardi di dollari. Naturalmente la guerra di sanzioni ha generato un calo; per l’Italia il commercio con la Russia è molto più importante rispetto a Germania e Francia. La Russia serve all’Italia come vantaggioso partner economico (ad esempio gli italiani erano tra i promotori di “South Stream”) e come mezzo per controbilanciare l’influenza della Germania, che Roma percepirà sempre come rivale storico. “All’isolamento”, secondo la definizione di Obama, gli italiani sperano di sopravvivere, anche se capiscono che nessuno renderà loro la vita facile per fare affari con la Russia.

Al premier Matteo Renzi hanno rinfacciato nel corso del vertice bavarese del G7 di essere l’unico a non aver detto una sola parola sull’aggressione russa, scrive il “New York Times.” Alla domanda della stampa su cosa intenda dire a Milano al presidente russo Putin riguardo la situazione in Ucraina, il primo ministro ha tagliato corto:

“Non ho nulla da spiegare al presidente della Russia. Sa già tutto.”

Al tempo stesso, parlando dei colloqui del G7, Renzi ha appositamente sottolineato che nel vertice si è parlato del ruolo di primo piano che dovrebbe svolgere la Russia per risolvere i più importanti e spinosi problemi dei moderni rapporti internazionali. Per l’Italia uno dei più importanti problemi internazionali è il flusso di rifugiati provenienti dall’Africa e vuole coinvolgere la Russia nel ristabilire l’ordine nel Mediterraneo.

Per Putin, Renzi è il settimo capo del governo italiano con cui si relaziona. Tra gli altri 6 quello rimasto al potere più a lungo è Berlusconi, con cui Putin ha instaurato legami più vicini e di fiducia. Renzi è agli opposti rispetto a “don Silvio”, però sta imparando molto da lui, compreso, a quanto pare, come costruire buoni rapporti con la Russia.

Dopo la visita all’EXPO-2015 a Milano, Putin si incontrerà a Roma con Renzi e il presidente Sergio Mattarella. Ma per i media di tutto il mondo il momento clou sarà l’incontro con Papa Francesco.

Come scrive il “Corriere della Sera”, la diplomazia americana ha raccomandato il Vaticano di non fidarsi di Putin. Ma finora il Vaticano si è rifiutato di schierarsi contro la Russia sulla questione ucraina, non ha definito la Russia come aggressore e il conflitto in Ucraina è stato caratterizzato da Papa Francesco come “violenza fratricida.” Già lo scorso febbraio il Papa, sottolineando come “la vittoria” e “la sconfitta” siano sbagliate per determinare la fine della guerra in Ucraina, ha detto:

“E’ una guerra tra cristiani. In entrambi gli schieramenti avete ricevuto lo stesso Battesimo. Ora combattere contro cristiani. Riflettete su questa cosa senza senso.”

Putin e Papa Francesco
Putin e Papa Francesco

Papa Francesco conosce perfettamente la Storia, compreso il rapporto tra i cattolici e gli ortodossi, tra il Papato e la Russia. L’ostacolo principale per l’incontro tra il Papa e il Patriarca di Mosca era proprio l’Ucraina, attraverso le cui terre partiva l’espansione cattolica in Russia (sia militare sia religiosa), oltretutto gli attuali tentativi dell’Occidente di “europeizzare” l’Ucraina complicano la situazione. Francesco non vuole aggravare la spaccatura tra cattolici ed ortodossi. Ora il Vaticano è interessato ad una cooperazione con la Russia non solo in Medio Oriente, dove la popolazione cristiana si è ridotta a seguito di guerre, dell’aggressione occidentale e della crescita dell’Islamismo di reazione, ma anche in Europa. I cattolici del Vecchio Continente non solo stanno diventando una minoranza, ma sono una minoranza che si difende, costretta sempre più a ritirarsi sotto la pressione del progetto totalitario globale. Recentemente Putin è stato percepito da molti in Europa come il difensore dei valori tradizionali della morale cristiana, rendendolo di fatto l’alleato della minoranza cattolica.

Era già successo nella storia delle relazioni tra la Russia e il Cattolicesimo: nel tardo 18° secolo, dopo la Rivoluzione Francese e il proliferare dell’anticlericalismo, hanno trovato rifugio in Russia 2 tra i più importanti ordini cattolici, quello dei Gesuiti e dei Maltesi. Il Vaticano capisce che non si può fermare semplicemente il processo di allontanamento da Dio dell’Occidente. Vedono che il vento anticattolico da molto tempo non proviene dalla Russia.

Così i tradizionalisti, anche se così diversi come Putin e Francesco, hanno qualcosa di cui discutere dall’attuale agenda geopolitica e dalle prospettive globali.

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