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Italia, Politica

Ulivi eradicati anche senza notifica, diritti sospesi [video]

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Militarizzazione dell’area con oltre cento agenti, anche in tenuta antisommossa. Per abbattere gli ulivi sospese le garanzie fondamentali dei proprietari degli ulivi.

Un blitz che ricorda le operazioni anti-terrorsimo, all’alba, al buio, con un centinaio di uomini delle forze dell’ordine pronti a presidiare la zona e a permettere agli uomini dell’ARIF di eseguire la sentenza di morte nei confronti di quasi 50 ulivi, di cui alcuni secolari: è quello che è stato messo in atto stamattina ad Oria, città del brindisino al confine sud con la provincia di Lecce e sul confine ovest con la provincia di Taranto. Un vero e proprio atto di forza. Sarebbero oltre cento gli uomini delle forze dell’ordine, tra carabinieri, poliziotti, Guardia di Finanza, Corpo forestale, Vigili del fuoco, con agenti inviati da varie parti d’Italia. Presenti anche i reparti antisommossa. Non si può fare a meno di notare che la militarizzazione degli uliveti con questo imponente schieramento di forze sia un’esagerazione. Che rappresenti un monito, una sorta di intimidazione per chi tenta di fermare le operazioni? Può trattarsi di una provocazione?

Ai proprietari dei terreni è stato impedito il diritto alla difesa, diritto fondamentale sancito dall’articolo 24 della nostra Costituzione e principio fondamente di ogni ordinamento democratico. Uno dei proprietari, con un esercito di fronte a lui, si è visto notificare alle 4 di notte, sul proprio fondo, il provvedimento di eradicazione con l’indicazione del numero di ulivi da abbattere motivato da un generico “affetti da xylella fastidiosa”. Non c’è tempo per rivolgersi ad un avvocato, per proporre il ricorso al TAR ed è forse questa la nuova strategia. Impedire alla giustizia amministrativa di fermare ruspe e motoseghe. Semmai il TAR potrà pronunciarsi solo quando gli alberi sono stati abbattuti.

Ma sulla base di cosa viene affermata la positività delle piante al batterio?

Gli uomini incaricati dell’esecuzione assicurano che sono state fatte delle analisi in laboratorio e che gli alberi, pur rigogliosi e apparentemente in salute, sarebbero stati trovati positivi al batterio. Peccato però che i risultati di queste analisi non siano accessibili, né ai proprietari, né ai ricercatori, né a chi chiede piena luce su questa vicenda. Insomma i proprietari di ulivi e i salentini devono convincersi sulla fiducia che gli alberi sono affetti da xylella e che è la xylella a farli seccare.

E se il provvedimento che autorizza le eradizioni fosse illegittimo, come potrebbe tutelarsi il proprietario?

Intanto viene raso al suolo l’uliveto, poi si vedrà, tanto un risarcimento danni monetario potrà anche venir fuori. L’importante è che gli ulivi vengano abbattuti.

Un altro proprietario ha dichiarato di essere arrivato nel suo uliveto trovando gli operai all’opera, senza aver ricevuto preventivamente la notifica.

Quello che sta avvenendo, il metodo che si sta utilizzando, ha più a che fare con un paese autoritario che con una democrazia. Il principio di trasparenza dell’azione della pubblica amministrazione; il diritto alla difesa per i proprietari; la motivazione concisa, ma coerente, congrua ed esaustiva, del provvedimento: sono questi alcuni dei pirncipi che impediscono all’autorità pubblica di abusare dei propri mezzi a danno dei cittadini ed è ciò che contraddistingue uno stato democratico da uno stato autoritario. Ma questi principi, oggi, sono stati tutti disattesi.

“Stamattina è arrivata la notifica, era buio e già c’era gente. Era organizzato tutto… che gli alberi dovevano andare a terra, non si doveva avvicinare nessuno”, racconta uno dei proprietari.

“Loro dicono che erano ulivi malati, per me stavano in vegetazione. Sulla notifica c’era scritto solo affetti da xylella. Dicono che hanno fatto analisi di laboratori. 4-5 erano secolari. Gli alberi erano integri”, ha poi aggiunto.

A chi obiettava che non ci sono prove sulla responsabilità della xylella nel disseccamento, sulla effettiva positività alla xylella di quegli alberi, o sull’efficacia delle eradicazioni nel contenimento del batterio, veniva risposto con un lapidario “questi sono gli ordini”.

Sarebbero mille gli alberi da abbattere nei prossimi giorni. Cresce la rabbia e lo sgomento tra gli attivisti, che si stanno mobilitando per trovare una strategia di contrasto alla mattanza di alberi.

Foto di copertina: Francesco D’Ippolito

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