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Esteri, Storia, Veganismo-Animalismo

GLI EBREI ULTRA ORTODOSSI POSSONO MASSACRARE POLLI PER LE STRADE DI NEW YORK

Che bisogno c’è di Cristo quando basta un pollo per espiare i peccati?

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Un giudice di Manhattan ha ufficialmente autorizzato, con la propria sentenza, gli Ebrei Ultra-ortodossi a portare avanti per le strade di New York il massacro rituale del pollame. Un gruppo a difesa dei diritti degli animali aveva invocato la “pubblica turbativa” e lunedì – proprio a sancire l’inizio del Rosh Hashanah, il primo dei 3 capodanni degli Ebrei e primo dei 10 giorni di penitenza che portano allo Yom Kippur – è giunta la sentenza emessa dal giudice Debra James della Corte Suprema di Manhattan. Sentenza che autorizza il rituale del Kaporos – anch’esso della durata di 10 giorni – nel quale vengono massacrati 50.000 tra polli e galline per “trasferire loro i propri peccati”. Prima di tagliarne la gola, gli uomini afferrano i polli e le donne le galline e quindi – tenendoli per la testa – li fanno roteare 3 volte recitando: “questo è il mio sostituto, questo è il mio scambio, questa è la mia redenzione. Questo volatile finirà a morte ed io avrò una vita lunga e felice”. Il Kaporos, la cerimonia ebraica nella quale si uccide del pollame per espiare i propri peccati, potrà proseguire per le strade di Brooklyn dopo che un giudice ha sentenziato non essere motivo di “turbativa pubblica” Il Kaporos è praticato dagli Ultra-Ortodossi per le strade di Brooklyn. Il rituale è stato contestato da un gruppo che si autodefinisce “l’Alleanza per Porre Fine al Kaporos del Pollame”. I suoi attivisti hanno portato il caso davanti alla Suprema Corte di Manhattan, muovendo causa alla città, alla polizia ed ai capi delle comunità ebraiche locali; sostenendo che il rituale è diventato “una carnevalata motivo di turbativa pubblica con il suo caos” dato l’aumento dei partecipanti, del pollame massacrato e delle carcasse abbandonate per le strade. Nella motivazione si sosteneva poi che potesse contaminare il vicinato dato che le strade di Brooklyn finivano per essere sporche di: “piume, sangue, feci e di fetore”. A loro volta i sostenitori del rituale hanno insistito che portare avanti una tale cerimonia faceva parte della loro libertà religiosa. Stando al New York Post, il Rabbino Shea Hecht già prima della sentenza aveva definito la vicenda: “un attacco alla mia libertà religiosa”. Lunedì. Il Giudice James ha sentenziato a favore della città di New York dichiarando non ci fossero abbastanza prove che il rituale fosse una “turbativa pubblica”, di conseguenza ha dato il via libera alla prosecuzione del rituale che “è stato praticato almeno per 2.000 anni” (sic)….

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Il 27enne Yossi Ibrahim – dell’enclave asidica delle Crown Heights – ha dichiarato al New York Post: “Nessuno ha il diritto di cambiare la nostra religione e questa sentenza dimostra che siamo intoccabili”. Nora Constance Marino, avvocato degli attivisti, ha dichiarato al Post di essere “devastata” dalla sentenza. “A parte il mio personale sentire, sono devastata perché questo è un esempio paradigmatico per quanto concerne le tematiche sulla salute pubblica, la qualità della vita e la crudeltà sugli animali. Essere obbligati ogni anno ad aprire la porta di casa propria per assistere ad un massacro di animali è un qualcosa di sconvolgente”. La “Alleanza per Porre Fine al Kaporos del Pollame” scrive sul proprio sito che ricorrerà in appello e che: “ora ci daremo ancora più da fare per documentare come chi pratichi tale rituale violi 15 leggi e per dare ancora più voce agli animali massacrati”. Per il 20 ed il 21 settembre a Brooklyn, il gruppo ha in programma 2 manifestazioni, le “End Chickens as Kaporos Protest 1 e 2”. Quest’anno i fedeli ultra-ortodossi hanno ordinato per la “cerimonia” più di 50.000 fra polli e galline.

Fonte

VIDEO FESTA Kaporos

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