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Italia, Politica

INVITA GLI AMICI A RACCOGLIERE L’UVA, MULTATO PER LAVORO NERO

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Invita gli amici a raccogliere l’uva , multato per lavoro nero

Per l’Ispettorato del Lavoro stava impiegando manodopera non dichiarata, e cioè la sua compagna e tre suoi amici di vecchia data. Multa da 19.500 euro

L’Ispettorato del lavoro non conosce deroghe. Succede che un agricoltore della provincia di Cuneo ha deciso di invitare gli amici a raccogliere l’uva.

Peccato però che i controllori l’abbiano multato per lavoro nero poiché secondo l’Ispettorato del Lavoro stava impiegando manodopera non dichiarata, e cioè la sua compagna e tre suoi amici di vecchia data.

È accaduto, come racconta La Stampa, a Castellinaldo d’Alba a Battista Battaglino, pensionato di 63 anni.

Intanto diminuisce la popolazione autoctona in una nazione sterilizzata dalla medicina e dalla chimica nei cereali, in cui le famiglie naturali vengono definite superate e considerate alla stregua di una malattia sociale.

L’Italia che non pensa ai figli, tra 50 anni (o 5 anni? ) scomparsa o meticcia

Il basso tasso di natalità ci ridurrà a 45 milioni tra pochi anni. Se non si avviano politiche per la famiglia, solo l’immigrazione eviterà il calo del Pil e il crollo del sistema pensionistico

Dicono che l’immigrazione risolverà i problemi dell’Italia. Demografici, s’intende. E pensionistici, visto che saranno probabilmente i migranti a pagare ai noi e ai nostri figli le pensioni.

Bisognerà arrendersi, forse, all’evidenza di un meticciato che ci siamo costruiti con le nostre mani, con le politiche mai a favore della famiglia e che invitano le donne a far tutto meno che figli.

Quando i bambini di oggi si metteranno in testa l’alloro della laurea, gli italiani saranno solo 55 milioni: il 10% in meno di quanti siamo adesso. E nel 2050 saremo ancora meno, appena 45 milioni. Pochi, troppi pochi. Non andava così male dai tempi della Seconda Guerra Mondiale, sintomo che politiche errate possono far più danni della grandine.

Maledetto ’68. Da quel dì, l’Europa ha incominciato ad invecchiarsi. Oggi gli ultra 65enni sono il 22% della popolazione, nel 2045 saranno il 40% se non intervenissero le nascite (tante) degli immigrati a far scendere la percentuale ad un meno preoccupante 30%. Il problema, vero, è che dai tempi della contestazione giovanile abbiamo smesso di far figli. Oggi ogni donna italiana partorisce in media 1,39 figli, ben lontano da quei due figli per madre che servono per permettere all’Italia di mantenere lo stesso livello di popolazione. Solo 40 anni fa le nostre donne ne partorivano 4 a testa in media. Un salto nel vuoto.

Un vuoto che qualcuno dovrà pur riempire. Se non cambierà la mentalità del figlio unico, a farlo saranno – appunto – gli immigrati. Che forse potranno anche frenare il calo economico di un Paese che aveva fatto del manifatturiero il suo biglietto da visita. Ma che trasformerà l’Italia in un Paese diverso. E non solo. Perché il dramma riguarda il tasso di dipendenza: oggi abbiamo tre cittadini in età lavorativa per ogni pensionato, tra venti anni ce ne saranno appena due. E questo creerà non solo un calo del Pil dello 0,2%, ma anche l’assenza di lavoratori capaci di pagare le sempre più lunghe (e magre) pensioni di chi oggi si affaccia al mondo del lavoro.

La possibile soluzione è nella demografia. Come riporta L’Espresso, nel 2013 l’arrivo dei migranti ha fornito il 95% dell’aumento della popolazione, mentre solo il 5% è dovuto alle nuove nascite. Fino al 2040, dati Eurostat, importeremo 400 mila persone all’anno. La metà dei nostri ragazzi, allora, sarà di origine straniera, così come lo sarà un ultra 40enne su tre. In questo modo, invece di “sparire” diventando 45 milioni, potremo ritrovarci a 66 milioni di cittadini. Solo che non saremo più italiani. Ma un meticciato. A lungo termine saranno più i bambini stranieri di quelli italiani. Le classi “ghetto” con soli immigrati e nessun bimbo italiano saranno la normalità.

E’ anche vero che gli italiani non vogliono più fare alcuni lavori che reputano non adeguati al loro livello di studio. E infatti quasi il 72% degli immigrati extra Ue ha un lavoro remunerato, seppur a basso salario, mentre solo 67% degli europei può vantare la stessa “fortuna”. Gli italiani preferiscono farsi qualche anno di disoccupazione piuttosto che accettare un lavoro che non li soddisfa. Altri vanno all’estero (45mila nel 2013 e 91mila nel 2014). Chi invece arriva in Italia con i barconi non ci pensa due volte e si butta nel lavoro edile e in quelli di fabbrica, dove sempre più spesso non si parla più italiano.

E se tutta Europa conosce il calo demografico, alcune differenze tra Paesi ci sono. A vincere sono gli Stati – leggi Francia – che delle politiche per la famiglia hanno fatto un cavallo di battaglia. Che sostengono economicamente le donne che vogliono fare figli. Nazioni in cui rimanere incinta non è una condanna. All’ombra della Torre Eiffel il tasso di natalità è rimasto invariato da 40 anni ad oggi. Tutto merito del welfare. Il 4% del Pil finisce in aiuti alle famiglie e sostegno economico per i bambini sotto i tre anni d’età. Partorire conviene.

Qual è, allora, la risposta? Se vogliamo evitare di scomparire, se non ci piace l’idea che l’Italia diventi una nazione meticcia, sarà necessario rivedere le politiche per la famiglia. Quella capace di procreare, s’intende. Quella che può dare un futuro al Paese. Altrimenti, nei prossimi decenni saremo invasi dai migranti. Oggi i giovani tra 25 e 29 – quelli che emigrano – sono 51 milioni in Europa e 95 milioni in Africa. A breve saranno 41,12 milioni in Ue e 151 milioni nel continente nero. Fra trenta anni lo scarto sarà ancora più ampio: 40,9 milioni contro 186.

E allora molti di questi prenderanno la via dell’Europa. Una soluzione ai mali dell’Occidente? No, una falsa medicina. La cura corretta è mettere in condizione gli Europei di fare più figli e sostenere la cultura della procreazione. Favorire l’immigrazione è solo più semplice.

“Stavamo raccogliendo l’uva, ridendo e prendendoci in giro perché in quelle vigne è anche difficile stare in piedi. Ad un certo punto siamo stati letteralmente circondati da carabinieri e funzionari dell’ispettorato del lavoro. Ci hanno chiesto i documenti e hanno redatto un verbale di denuncia di lavoro nero”, ha raccontato Ada Bensa, compagna del pensionato. Che ha dovuto far fronte a una multa di 19.500 euro, 3900 per ognuno dei 4 amici e del pensionato.

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