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GeoPolitica, Guerre, Manipolazione, Politica, Storia

Speciale – Così il sionismo creò l’integralismo islamico – Prima Parte

Sette segrete e governi ombra hanno fatto con l’islam ciò che con il cristianesimo non possono fare: strumentalizzare. La creazione di un terrorismo mondiale di stampo islamico, è la copertura per arrivare ad un governo mondiale sionista. I musulmani leggano e riflettano…(non si trascuri la seconda e terza parte di questo articolo).

Speciale – Così il sionismo creò l’integralismo

islamico  Prima Parte

Esiste un progetto di dominio mondiale preciso e nascosto

tra le pieghe della storia

 

di Sergio Basile

Integralismo islamico

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Premessa                                                                                                              ​

Aleppo, Damasco, Bagdad, Mosul, Londra –  di sergio Basile  Ordo ab Chao! L’ordine dal caos! Almeno così qualcuno vorrebbe! Infatti da giorni dinanzi alla violenza che sionisti e integralisti islamici stanno spigionando nel mondo, qualcuno – nel tentativo di “mettere un pò d’ordine – giustificherà tutto ciò in maniera sommaria, dicendo magari che la bestia umana non cambierà mai… e magari omettendo di porre in essere le giuste relazioni che la storia ufficiale non ci aiuta assolutamente a cogliere. E ciò al fine di confondere le acque e rendere questo pandemonio indecifrabile. Chi sono le vittime? Chi i carnefici? Sionisti che attaccano musulmani. Musulmani che attaccano cristiani. Sionisti contro cristiani, ecc.. Da che parte stanno i governi liberali? Da che parte stanno i governi socialisti? Esistono paesi “democratici” o è tutta una balla? Dov’è la verità? Oggi ciascuno tenta a suo modo di mettere ordine a questa vicenda rispondendo a questi perchè, ma la mancanza di strumenti storici e speculativi idonei impedisce la ricostruzione veritiera di questo puzzle. Impedisce di comprendere perchè tanto odio e violenza.

Il mondo cristiano brucia e il cattolico (?) Renzi pensa agli scout?

I genocidi dei cristiani in Medioriente e nel mondo sono ormai divenuti uno “spettacolo” che neppure carnefici del calibro di Diocleziano e Nerone videro mai nelle loro arene. Probabilmente solo nella Cina comunista (di qualche tempo fa?) e durante la rivoluzione Bolscevica si poté assistere a tanto orrore. Chi sembra non accorgersi di nulla sono i nostri politici, e specie chi dinanzi a ciò – ben saldo alle proprie illegittime poltrone di Palazzo Chigi – dovrebbe quantomeno stralciare la posizione e lo status dell’Italia all’interno della NATO e delle organizzazioni internazionali (UE in testa): carrozzoni inutili e strategici al tempo stesso che digeriscono oltre il normale e il razionale queste stragi. O addirittura le fomentano con assurdi embarghi economici, armi ed altro... Allora accade che mentre in Iraq e Siria – per tacere sulla Striscia di Gaza – cristiani e musulmani moderati vengono sgozzati, trucidati, venduti, resi schiavi ed annientati con gran disinvoltura dal sionismo e dall’integrlismo islamico (che come vedremo sono in perfetta armonia…) Matteo Renzi & Cotrovano anche il tempo di pensare al meeting dei giovani scout di San Rossore (Pisa) a caccia di nuovi spot e foto da regalare agli amici di facebook, al fine – illusorio – di far salire i propri indici di gradimento. E magari a farci desistere dal pensare che viviamo in una vergognosa dittatura o da una monarchia assoluta mondiale retta da una mano nascosta. E ciò sulla pelle di ragazzini poco più che ventenni che spesso e volentieri non capiscono di finire nelle losche maglie della stumentalizzazione politica. Ma questa è l’Italia del politically correct. Ormai si sa!

Integralismo islamico

Politica italiana – Abominevole indifferenza verso il genocidio in corso

Allora accade che la compagine di governo – chiamata a controllare che il processo di disintegrazione indotta del Paese proceda secondo copione – si dimostri praticamente indifferente sia sull’inferno di Gaza che – ad esempio – in merito al rapimento degli ultimi giorni di centinaia di donne della minoranza Yazidi e cristiane di Mosul, da parte miliziani dell’Isis nel Kurdistan iracheno. Secondo il portavoce del ministero dei diritti umani dell’Iraq Kamil Amin  “le ragazze sarebbero state messe in vendita al mercato della città dopo essere state smistate nel campo di prigionia di Sinjar, città Yazidi che nel frattempo è stata conquistata”. Ma d’altronde un governo che nessuno ha votato, innalzato dal sionismo internazionale grazie al buon Napolitano, perchè dovrebbe mettersi contro i poteri forti che l’hanno creato e legittimato contro la stessa costituzione? Meglio  piuttosto la politica dei sorrisi di comodo al raduno scout e qualche bella dichiarazione sul “futuro” roseo dell’Italia in “ripresa”. Ma – ci chiediamo – fino a quando questa politica della presa in giro durerà, col benestare di una parte “modernizzata e mondializzata” (che fa rima con infiltrata) indifferente e sorniona della stessa Chiesa Cattolica? E pensare che la Chiesa di Cristo è la prima vittima (designata da secoli) di questo gioco al massacro retto dal suo più antico “Nemico”. Ma pochi riescono ad andare oltre le apparenze… O forse non vogliono farlo!

Mons. Nona: le nostre sofferenze odierne il preludio di quelle europee

Nelle ultime ore dall’Iraq, ad aprire occhi ed orecchie a Renzi e a molti compiacenti cardinali, vescovi e colleghi “distratti”, ci ha pensato S.E. Amel Nona, arcivescovo caldeo di Mosul fuggito ad Erbil, che ha ammonito senza mezzi termini: “le nostre sofferenze di oggi sono il preludio di quelle che subirete anche voi europei e cristiani occidentali nel prossimo futuro“. Beh, Mons. Nona non sarà la mistica Caterina Emmerick,  ma questa profezia potrebbe non tardare molto ad attuarsi. D’altronde con una media di 30mila immigrati al mese all’interno dei confini italiani, prima o poi qualcuno di essi suonerà la fanfara (o il corno) e molti mercenari al servizio del burattinaio sionista e/o di qualche imam fuori controllo inizieranno la fase due del piano d’invasione e allora ne vedremo “delle belle”. Uomo avvisato… Che faranno – ci chiediamo – in quel giorno gli scout e i loro capi che oggi sorridono felici accanto al loro beniamino, caro a Washington, Bruxelles e ai poteri occulti?
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 L’interrogativo di Mons. Nona verso cattolici e musulmani
Eppure le parole di Mons. Nona dovrebbero aprire gli occhi a tutti: a noi inermi cittadini, ai burattini della politica come a quei parroci gretti e cristallizzati nel loro “mestiere di prete” che vivono per forza di inerzia trascinandosi tra un banco e l’altro nella solita routine, senza comprendere i segni dei tempi e la drammaticità ed unicità dei “nostri tempi”. Senza capire il pericolo mortale che i cristiani di tutto il mondo ed i loro confratelli e consorelle stanno vivendo in questo tempo oscuro ed unico. Ma il loro “collega” Nona dovrebbe indurli ad uscire dal coma. Se non ora quando? «Ho perso la mia diocesi –grida il prelato iracheno – Il luogo fisico del mio apostolato è stato occupato dai radicali islamici che ci vogliono convertiti o morti. Ma la mia comunità è ancora viva». Nel frattempo però in diocesi meno fortunate ogni giorno si contano a centinaia i morti e le vittime di questa follia mondiale: padri impiccati, madri e sorelle violentate e uccise e perfino bambini decapitati (vedi qui – Olocausto dei cristiani. L’Isis sta decapitando tutti i bambini). “Anche voi siete a rischio – continua in un altro passaggio l’arcivescovo  Amel Nona dovete prendere decisioni forti e coraggiose, a costo di contraddire i vostri principi. Voi pensate che gli uomini sono tutti uguali, ma non è vero. L’Islam (quello – aggiungiamo – montato ad odio in molte moschee..) non dice che gli uomini sono tutti uguali. I vostri valori (cristiani) non sono i loro valori. Se non lo capite in tempo, diventerete vittime del nemico che avete accolto in casa vostra».
 Che fa l’islam moderato?
A questo punto un quesito è d’obbligo. Premesso che il sionismo ebraico anti-cristiano sta a guardare (per usare un eufemismo) l’annientamento dell’antagonista millenario e che molti vescovi cristiani si sentono addirittura autorizzati a non premere contro gli interlocutori politici di maggior “prestigio”… che si dichiarano con nonchalance apertamente filo-sionisti (da destra a sinistra, al centro – vedi il video giù in allegato) ci chiediamo: che fa il cosiddetto islam moderato? Cosa fanno quei 2/3 di islamici che teoricamente disapprovano questa follia omicida? Il problema principale che dovrebbe unire tutte le religioni in una reazione pacifica dovrebbe consistere nel creare un movimento di opinione trasversale capace di incidere il maniera vigorosa sull’opinione pubblica e sulle classi politiche e così fermare il genocidio dei cristiani, come dei palestinesi (cristiani e musulmani moderati).
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 Cristiani – diritto alla Pace e all’autodifesa
I popoli mediorientali hanno diritto alla Pace e all’auto-difesa, così come fecero i Cristeros messicani negli Anni Venti/Trenta dinanzi ai genocidi compiuti dai burattini senz’anima del governo massonico e socialista di Plutarco Elias Calles. Anche lo stesso mondo cattolico istituzionale e non – specie quello impegnato nella politica nazionale e nelle relazioni diplomatiche – non può limitarsi a parlare di Pace e preghiera a cadenza settimanale senza pretendere garanzie scritte precise dalla Comunità Internazionale (pena la minaccia di fuoriuscita immediata dell’Italia dall’UE, NATO) e dal mondo islamico “moderato”. La responsabilità maggiore è oggi, tuttavia, probabilmente del mondo islamico cosiddetto “moderato” che troppo spesso parla di pace e tolleranza dimenticandosi che Maometto stesso decretò e combatté innumerevoli battaglie – sterminando migliaia di uomini e comunità –  per sancire l’espansione dell’Islam in tutto il Medioriente e in parte dell’Europa (specie Spagna). E ciò senza mai ammettere le proprie colpe, come invece fu fatto da Giovanni Paolo II il 12 Marzo del 2000 a San Pietro (vedi qui – Giovanni Paolo II chiede sette volte perdono ). Ma al di là di questo… il problema è ben più oscuro e occultato.
 Lettura critica della storia islamica
Come nota il collega Giovanni Amico (vedi qui la grande domanda che l’Islam ha dinanzi a sé) “per proporre un Islam che oggi rinneghi la violenza contro le minoranze, permetta la conversione di un islamico al cristianesimo, si schieri a favore di una vera libertà religiosa, è necessaria una lettura critica della storia islamicaAltrimenti – concordiamo con Amico i violenti avranno vita facile, poiché accuseranno gli islamici moderati di aver abbandonato la fede e di essersi lasciati corrompere dai costumi occidentali“. Evidentemente però la questione è diversa e va posta in altri termini: forse non si tratta di leggere la storia in maniera più critica, ma più approfondita. Per secoli in paesi come la Siria cristiani e musulmani sono andati d’amore e daccordo. E ciò perchè si comprese che necessitava superare le divisioni per il quieto vivere di tutti. Certo, l’annacquamento delle coscienze e l’immobilismo (se non la diabolica complicità) di molti paesi occidentali cosiddetti “cristiani”, o meglio “democratici” (cioè massonici) ha inciso in memoria preponderante nell’indurre gli esaltati islamici di turno a convincere e/o costringere con la forza anche i cosiddetti “musulmani moderati” che l’occasione storica che si presentava per ottenere quel famoso dominio mondiale era ed è a portata di mano. Un’occasione d’oro, dunque, resa tale dall’indifferenza stategica sostanziale (e/o dal tiepido dissenso) di molti capi di stato e/o capi religiosi occidentali.
Integralismo islamico
 Disinteresse totale e/o silenzio assenso – il modello Riccardi
La totale assenza di manifestazioni in molti paesi cristiani (e cattolici) è, ad onor di ciò, imbarazzante e fa il paio con l’immobilismo registrato ormai da anni negli ambienti islamici più moderati. Quale esempio dare alle nuove generazioni? E quale esempio stanno dando i responsabili ed i capi di molti movimenti sedicenti cattolici ai giovani cristiani? Un esempio su tutti (in negativo) ci torna prepotentemente alla mente: Andrea Riccardi. Fondatore della comunità di Sant’Egidio e ministro senza portafoglio per la cooperazione internazionale e l’integrazione – dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013 – del Governo Monti (e pertanto complice dei ministri degli Esteri Anton Giulio Terzi  e della Difesa Giampaolo di Paola nella raccapricciante gestione della quesione siriana, fino all’avvento del governo Letta).  Esempio vivente, con le sue mancate dimissioni (da una compagine governativa tanto immorale) dell’immobilismo del mondo cattolico modernizzato e secolarizzato verso il dramma del Medioriente (vedi qui di seguito, in merito, articoli riguardanti alcuni scempi compiuti nel 2012 – Terzi nega Visto a Delegazione Siriana per incontro istituzionale sulla Pace qui Grande Indignazione tra enti ed associazioni laiche e cattoliche per l’abuso di potere del Ministro Terzi qui Siria: la guerra voluta dall’Occidente qui Chiediamo le Dimissioni del Ministro Di Paola e del Governo Monti e qui Approvato il Decreto della Vergogna della Politica Italiana). A nostro avviso, grave è dunque la responsabilità di molti responsabili di gruppi cattolici spesso troppo attenti alla forma ed al politically correct e poco attenti alla sostanza. E parlo – badate bene – da credente praticante! Organizzazioni che contano tra le loro fila centinaia di migliaia di aderenti in tutto il mondo e che tanto potrebbero fare anche in chiave politica… Specie CL (nato con prerogative spiccatamente politiche). Come del resto è grave la responsabilità dei media arabi e di moltissimi imam che non hanno indotto e non inducono ad un serio esame di coscienza le comunità islamiche di riferimento, convincendoli a prendere le distanze dall’integralismo. Ma perchè avviene questo? E soprattutto ci ha generato davvero l’integralismo islamico?
 Un progetto di dominio mondiale per due mostri?
Da un’analisi ancor più approfondita della complessa vicenda c’è qualcosa di strano che non torna. Se l’islam integralista è intenzionato a dominare il mondo facendo proselitismo anche presso quelle frange islamiche di maggioranza cosiddette moderate, come si giustificherà/legittimerà questa piano egemonico con l’altro grande piano egemonico di controllo globale a trazione ebraico-sionista chiamato “Nuovo Ordine Mondiale” e che vede il principale quadro di regia nei santuari della grande finanza anglofona e asiatica assoggettati al sistema bancario internazionale? Detta in altri termini, in un mondo che odia Gesù Cristo e il suo messaggio d’Amore, Redenzione e Pace universale, come inquadriamo il mostro integralista-islamico con il mostro sionista? Beh in realtà la questione è più sottile e subdola di quanto si possa immaginare. (continua…)
Fonte
Seconda parte
Terza parte
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