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E′ LO STATO CHE METTE LE BOMBE!

Si favorisce il disordine, per giustificare il proprio ordine.

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” Taviani mi disse: il Viminale mette le bombe “

fanno discutere le rivelazioni del giornalista Piero Buscaroli su un colloquio del 1974 con l’ allora ministro degli Interni. il senatore a vita Paolo Emilio Taviani, che 20 anni fa sosteneva che l’ eversione era solo di destra, replica: mai chiesti i voti del MSI e mai sospettato di Rumor

 TITOLO: “Taviani mi disse: il Viminale mette le bombe” Fanno discutere le rivelazioni del giornalista Buscaroli su un colloquio del ‘ 74 con l’ allora ministro degli Interni

ROMA . In un giorno di febbraio del 1974 Paolo Emilio Taviani, allora ministro degli Interni, avrebbe fatto al giornalista di destra Piero Buscaroli, raffinato musicologo e a quel tempo direttore del Roma, alcune inquietanti rivelazioni. Le bombe disseminate in quegli anni per l’ Italia erano operazioni targate Viminale; la “strategia della tensione” era funzionale alle ambizioni di potere di Mariano Rumor, uno dei capi della corrente dorotea, piu’ volte presidente del Consiglio; vari “provocatori di sinistra” erano stati finanziati per creare difficolta’ al Pci; anche le Brigate Rosse nascevano da oscuri intrecci. Questo e altro Buscaroli ha tratto dai suoi diari, pubblicando il tutto sul Giornale di ieri. Immediata e prevedibile la smentita di Taviani, oggi senatore a vita ottantaduenne: “Le rivelazioni sono un cumulo di falsita’ “. In particolare Taviani contesta la ricostruzione di Buscaroli la’ dove risulta che il colloquio, voluto dal ministro, aveva un solo significato: garantire a quest’ ultimo una copertura a destra, stabilire buoni rapporti con l’ Msi in vista di possibili sviluppi. Le parole di Taviani riferite da Buscaroli sono: “La destra, quei tre milioni di voti inutilizzati, la democrazia italiana ha bisogno di utilizzarli, non c’ e’ altra strada. Ho fatto sciogliere Ordine Nuovo per liberare il Mis (sic) da un peso. Mai mi verra’ in mente di chiedere lo scioglimento del Mis. Lo dica ad Almirante”. Tutto inventato, replica il senatore a vita: “E una folle invenzione la richiesta di voti missini nel momento in cui era violentissima la polemica contro di me, che avevo appena sciolto Ordine Nuovo. Il mio pensiero sulle stragi e’ stato da me espresso piu’ volte alla magistratura, nelle commissioni parlamentari e sulla stampa”. Chi dice la verita’ ? La ricostruzione di Buscaroli e’ molto accurata, ricca di particolari d’ ambiente: l’ appuntamento, il 7 febbraio alle 17; la corsa per Roma verso via Asmara, dove in un palazzo in “pura architettura democristiana” abita il ministro; l’ incontro nella casa disadorna, una “poltroncina con schienale di plastica a bottoni, uno manca”, ecc. Tanti dettagli per accreditare la verosimiglianza del colloquio. Che non fu solo politico. Taviani avrebbe confidato al suo ospite anche le proprie ossessioni erotiche: “Queste immagini enormi, queste donne nude che ci sovrastano… Bisogna sconfiggere il richiamo del sesso”. Lo sfondo e’ quello di un’ Italia tormentata, alla vigilia della svolta a sinistra che avrebbe aperto la porta al “compromesso storico”. Bombe e misteri, morti e feriti sono cronaca quasi quotidiana. Di li’ a poco, nel maggio, ci sarebbe stato l’ attentato di piazza della Loggia a Brescia. E in agosto al treno Italicus. Sui muri di Roma una mano ignota aveva vergato la scritta “Tutte le bombe fanno Rumor”. E Taviani, il ministro che Buscaroli descrive pronto all’ abbraccio coi “fascisti”, rilascera’ nell’ agosto, cioe’ sei mesi dopo il colloquio di via Asmara, una famosa intervista all’ Espresso per negare la teoria degli opposti estremismi. La responsabilita’ degli attentati e’ a suo dire solo dei neofascisti: “Gli indizi, le informazioni, le prove raccolte dalle questure e da tutta la rete della pubblica sicurezza mi hanno dato la certezza che non solo la matrice ideologica ma l’ organizzazione sovversiva va cercata a destra”. Eppure, a sentire Buscaroli, Taviani in febbraio gli aveva anche detto: “Non esiste, non e’ mai esistito un pericolo fascista”. Perche’ ha atteso vent’ anni per rivelare quella conversazione? Il giornalista Sandro Provisionato, che ha scritto un libro su “I misteri d’ Italia”, ricorda che il ‘ 74 fu un anno “di confusione e stagnazione. Nel ‘ 73 c’ e’ stato il golpe in Cile, in Italia la sinistra non ha ancora conosciuto la grande avanzata del ‘ 75 76. La destra ha guadagnato molti voti nel ‘ 72 ma e’ isolata. Le voci su Rumor stratega della tensione circolavano e come. Soprattutto nella destra, che per prima si orienta a indicare le responsabilita’ dei servizi segreti. Mentre la sinistra e’ ancora ferma a colpevolizzare i fascisti”.

Folli Stefano

Pagina 4
(24 aprile 1994) – Corriere della Sera

A chi serve il terrorismo?

Palese che ormai viviamo in una dittatura bianca dove le armi di coercizione non sono più il manganello e l’olio di ricino o i gulag russi, sarebbe quindi opportuno chiedersi quali sono le armi usate oggi per mantenere lo stato dittatoriale. Capite le armi usate diventa facile capire chi è in grado di usarle e quindi capire chi è in cima alla piramide dittatoriale. Quali sono queste armi? Prima fra tutte l’economia trasformata in finanza a qualsiasi livello. Se l’economia è il mezzo per creare una società equilibrata e fiorente la finanza è invece il mezzo per rendere fiorente il potere di pochi. Se l’economia diventa solo finanza si può intuire il risultato. Per fare questo è bastato poco, si è trasformato e si continuerà a farlo altrove (asia), gli stati in semplici società per azioni dove il pareggio di bilancio è una condizione schiavizzante e la moneta invece che essere mezzo di scambio è divenuta un prodotto vincolante per tutti ed è pagata profumatamente, tanto da rendere irreversibile il debito pubblico, cioè quello che una volta era la spesa pubblica. Altra arma è rendere impossibile un cambiamento dal basso; la politica si è staccata dal volere popolare e quindi il voto che dovrebbe essere direzione è divenuto solo teatrino. Non possiamo più scegliere a livello nazionale, le leggi elettorali sono farse popolari, e tanto meno a livello europeo dove eleggiamo, sempre indirettamente, un Parlamento che non ha potere esecutivo ma solo ratificante. Altra arma è il controllo delle notizie e delle informazioni (Orson Welles docet) che è sempre stato alla base di ogni dittatura, un tempo si imponevano le line editoriali devastando le redazioni che non seguivano i “consigli”, oggi si minaccia i giornalisti di azioni legali se parlano più del dovuto e meglio ancora si lascia l’editoria in mano a pochi che decidono come le testate devono muoversi. I giornalisti, indipendenti ‘sto cazzo, scusate ma mi è venuta cosi, non esistono da molto tempo. Infine la paura orwelliana è evidente in questi ultimi giorni. Aver paura del proprio stato che è nemico della gente con tasse e burocrazia che ti puniscono se sgarri non era più sufficiente; si necessita di paura diversa, di qualcosa che induce la gente ad acconsentire a coercizioni che altrimenti non accetterebbe. Come si ottiene uno stato di paura, semplice basta guardare la Francia e indirettamente l’Italia. Combattere il terrorismo sta diventando la notizia del giorno, i giornali non parlano d’altro, ovviamente specificando che siamo in guerra, e ventilano ogni possibile scenario apocalittico, che puntualmente si verificherà. La presa sulla gente è già fatta. Sulla scia della paura si può inventarsi le peggio cose. Riduzione delle libertà personali per poter avere un controllo maggiore sul popolo e far fronte cosi al terrorismo, ma intanto le libertà di tutti se ne volano. Intervenire su mezzi di comunicazione limitandoli o sfruttandoli per insinuare idee e direzioni. Potenziare la macchina bellica ed avere la scusa di poterla escludere dal rapporto debito pil, renderla cioè finanziabile a volontà senza andare contro a quelle regole di pareggio di bilancio e affini che però lasciano morti per povertà sul marciapiede delle nostre città. Insomma, a chi serve questo terrorismo teleguidato? Da un lato si lascia le frontiere aperte come se l’Europa e prima dell’Europa i paesi mediterranei, fossero assolutamente terra di nessuno, poi si arriva a finanziare pesantemente tutti coloro che entrano in Europa senza una ragione valida, si inventano leggi e si sfrutta le vigenti per far si che queste persone si integrino, si svende le notizie più assurde, del tipo: “nuove forze lavoro necessarie”, scordando che ci sono italiani ed europei in genere che non hanno lavoro… a che servono nuove forze lavoro se manca il lavoro per le forze attualmente e legittimamente sul territorio? Nessun giornalista gli viene in mente che quando c’è gente disposta a lavorare per due spiccioli stai livellando i diritti sociali verso il basso? Ecco, ma il concetto di “sociale”, tanto caro alla destra e alla sinistra che fine ha fatto? I cosi detti centri sociali che negli anni 60 e 70 scendevano in strada per protestare per ottenere dei diritti per il sociale dove sono adesso? Contro chi protestano? E i sindacati? Organismi che dovrebbero proteggere chi lavora che stanno a fare? Possibile che fino a 20 anni fa si sprecavano gli scioperi nazionali e i cortei organizzati con i pullman ed ora non si vede altro che piccole scaramucce che rientrano entro tre ore. I diritti sociali non sono però necessari in uno stato dittatoriale, anzi, avere dei diritti sviluppa un senso di libertà, mentre invece se li calpesti la remissione mentale delle persone è certa. Allora, a chi serve il terrorismo? Credete realmente che la maggior parte degli islamici sia disponibile al martirio? Eppure la maggior parte dei servizi televisivi fa passare interviste più o meno esplicite di normali mussulmani che trovano normali i fatti di Parigi o anche tutti gli altri attacchi del passato. Ragazzini islamici che se ne escono dicendo che se è fatto in nome di allah allora va bene. Ci fosse stato un servizio con un islamico che condanna pesantemente i fatti in oggetto! No, si invita in trasmissione l’islamico targato PD che alle domande di condanna non risponde facendo capire che nel suo intimo gioisce del terrorismo. Non invitano altri islamici realmente moderati che fanno passare messaggi di pace, invitano pseudo esaltati che fomentano la paura. Allora a chi serve il terrorismo? Sicuramente alle multinazionali delle armi che guadagnano vendendo ad aggressore ed aggredito, ma si va oltre il mero guadagno, certa gente i soldi li ha privatizzati e non ha problemi su questo fronte, si torna al concetto paura, si deve vivere nella paura. Paura della piccola delinquenza che ti scippa e il giorno dopo è fuori, ma se tu gli dai una bastonata paghi per anni e ti rovini, paura dello Stato che ti salassa di tasse e ti riduce in povertà e non puoi far nulla per difenderti, paura del terrorismo che potrebbe farti saltare mentre sei beatamente a fare una foto del duomo della tua città, paura di raccontare la verità perchè sarai deriso dalla gente che non ha capito una mazza di nulla, paura di perdere quel poco che faticosamente sei riuscito a mettere insieme…. PAURA. La Paura è la base di una società dittatoriale ed è l’inverso di una vita libera. Dovete aver paura e non avere mezzi di difesa per acconsentire agli ex stati, oggi società controllate e amministrate dalla politica meno eletta possibile, di adottare mezzi in nome della vostra difesa ma che alla fin fine sono mezzi di controllo della gente e quando la gente diventa troppa la guerra è sempre un’ottima soluzione.

di Jacopo Cioni-Direttore del sito www.ilsovranista.it

LE QUATTRO GRANDI BANCHE DI WALL STREET E LE OTTO FAMIGLIE COLLEGATE CHE DOMINANO LA FINANZA MONDIALE. 

I media russi che trasmettono informazioni in forma alternativa (rispetto ai media occidentali) si sono presi la briga di sviscerare e segnalare in modo specifico quali siano gli oligopoli finanziari anglosassoni- le quattro mega banche- che hanno il controllo della finanza mondiale, come è venuto alla luce dai risultati inquietanti di una ricerca fatta da “Russia Today”: queste sono BlackRock, State Street Corp,- FMR/Fidelity,- Vanguard Group. E’ risultato fra l’altro che, anche che la “privatizzazione globale dell’acqua” viene attuata dalle stesse megabanche di Wall Street, in concomitanza con la Banca Mondiale, fatto questo che arreca benefici nel suo insieme al nepotismo dinastico della famiglia Bush (grande famiglia di petrolieri), i cui componenti stanno cercando anche di prendere il controllo delle fonti d’acqua dell’Acuífero Guaraní in Sud America, una delle maggiori riserve d’acqua dolce del pianeta. Già nel 2012 il precedente legislatore texano Ron Paul –padre del candidato presidenziale Rand, uno dei creatori del poi rinnegato “Partito del Te”, venuto poi meno, ma che è stato anche uno dei migliori esperti fiscali degli Stati Uniti- aveva segnalato che i Rothschild possiedono le azioni delle 500 principali multinazionali riportate nella rivista Fortune che sono controllate a loro volta dalle quattro grandi banche di Wall street (“the Big Four”): la BlackRock, la State Street, FMR/Fidelity e Vanguard Group (che strana coincidenza). Adesso Lisa Karpova (LK), della Pravda.ru, è riuscita a penetrare, con la sua indagine, nei dedali della finanza globale ed ha commentato che si tratta di ” sei, otto o forse 12 famiglie , che sono quelle che veramente dominano il mondo, pur sapendo che è un mistero difficile da decifrare”.

COME PUO’ ESSERE POSSIBILE CHE ESISTA IN PIENO SECOLO XXI, un secolo ultra tecnologico e di trasparenza democratica (secondo gli apologeti del progresso, ben controllati anche loro) tanta opacità per arrivare a conoscere coloro i quali sono i plutocrati mega banchieri oligopolisti/oligarchici che detengono le finanze del pianeta? LK arriva alla conclusione che le otto ridotte famiglie , che sono state ampiamente citate nella letteratura, non si trovano lontane dalla realtà: Goldman Sachs, Rockefellers, Loebs Kuhn e Lehmans a New York, i Rothschild di Paris/Londra, i Warburgs di Amburgo, i Lazard di París, e Israel Moses Seifs di Roma. Vada pure avanti la polemica per cui, a mio giudizio, la lista risulta incompleta e non sono tutti quelli che vi si trovano e neppure tutti sono quelli che compaiono. LK ha ha iniziato l’”inventario delle maggiori banche del mondo” e si è accertata dell’identità dei loro principali azionisti, così come di quelli che “prendono le decisioni”. Qualcuno potrà criticare, non senza ragione, che l’inventario di LK non arriva alla sofisticazione di Andy Coghlan e Debora MacKenzie, della rivista scientifica “New Scientist”, i quali rivelano la plutocrazia bancaria e le sue reti finanziarie- l’1% che governa il mondo-, basandosi in una ricerca di tre teorici dei “sistemi complessi”, che tuttavia alla fine dei conti, i risultati della ricerca coincidono in forma sorprendente, nonostante la sua semplicità di sistema di indagine. LK ha scoperto che le sette mega banche di Wall Street che controllano le principali multinazionali (corporations) globali sono Bank of America, JP Morgan, Citigroup/Banamex, Wells Fargo, Goldman Sachs, Bank of New York Mellon e Morgan Stanley. LK ha verificato che le megabanche del tempo passato erano controllate a loro volta dal nucleo dei “Quattro Grandi (The Big Four)”: BlackRock, State Street Corporation, FMR/Fidelity e Vanguard Group.

QUESTE SONO LE TRACCE DEI CONTROLLANTI DI CIASCUNA DELLE SETTE MEGABANCHE.
1.- Bank of America: State Street Corporation, Vanguard Group, BlackRock, FMR/Fidelity), Paulson, JPMorgan, T.Rowe, Capital World Investors, AXA, Bank of NY Mellon.
2.- JPMorgan: State Street Corp., Vanguard Group, FMR/Fidelity, BlackRock, T. Rowe, AXA, Capital World Investor, Capital Research Global Investor, Northern Trust Corp. e Bank of Mellon.
3.- Citigroup/Banamex: State Street Corporation, Vanguard Group, BlackRock, Paulson, FMR/Fidelity, Capital World Investor, JPMorgan, Northern Trust Corporation, Fairhome Capital Mgmt e Bank of NY Mellon.
4.-Wells Fargo: Berkshire Hathaway, FMR/Fidelity, State Street, Vanguard Group, Capital World Investors, BlackRock, Wellington Mgmt, AXA, T. Rowe y Davis Selected Advisers.
5.- Goldman Sachs: “I Quattro Grandi”, Wellington, Capital World Investors, AXA, Massachusetts Financial Service y T. Rowe.
6.- Morgan Stanley: ” I Quattro Grandi”, Mitsubishi UFJ, Franklin Resources, AXA, T.Rowe, Bank of NY Mellon e Jennison Associates.
7.- Bank of NY Mellon: Davis Selected, Massachusetts Financial Services, Capital Research Global Investor, Dodge, Cox, Southeatern Asset Mgmt… e “I Quattro Grandi”.

Dei Quattro Grandi che dominano le sette megabanche e che godono di sovrapposizioni ed incroci azionari, si evidenziano soltanto quelli che controllano State Street y BlackRock.

1.- State Street: Massachusetts Financial Services, Capital Research Global Investor, Barrow Hanley, GE, Putnam Investment e… “I Quattro Grandi(Loro stessi sono azionisti!).2.-BlackRock: PNC, Barclays e CIC.

COME ESEMPIO DELLE SOVRAPPOSIZIONI ED INCROCI AZIONARI, si può prendere la PNC Bank, che viene controllata da tre dei “Quattro Grandi”: BlackRock, StateStreet y FMR/Fidelity. Nel suo libro “La Guerra delle Valute”, l’autore cinese, Song Hongbing, catalogava in questo ai Rothschild come la famiglia più ricca del pianeta, con un capitale accumulato di 5 milioni di milioni di US. $. Se i Rothschild fossero un paese, avrebbero avuto quindi, il quinto posto del ranking globale dietro il PIL di 7, 3 milioni di milioni di US. $ dell’India (quarto posto), e maggiore del Giappone, di 4,8 milioni di US-$, quinto posto, prima della Germania (sesto posto), della Russia (settimo posto), del Brasile (ottavo posto) e della Francia (nono posto). Io avrei citato un articolo delle stesso Economist- anche questo di proprietà, come il Financial Times, del gruppo Pearson- tutti controllati dalla Black Rock, uno dei “Big Four”-, in cui si dimostrava quali fossero le multinazionali controllate dalla Black Rock: essendo questa la principale azionista della Apple, di ExxonMobil, di Microsoft, GE, Chevron, JP Morgan, P&G, Shell, Nestlé, senza contare la sua proprietà del 9% delle azioni di Televisa. Secondo i risultati ottenuti dalla ricerca svolta da Lisa Karpova e dalla sua equipe, i “Big Four” controllano inoltre le maggiori multinazionali anglosassoni: Alcoa; Altria; AIG; AT&T; Boeing; Caterpillar; Coca–Cola; DuPont; GM; H–P; Home Depot; Honeywell; Intel; IBVM; Johnson&;Johnson; McDonald’s; Merck; 3M; Pfizer; United Technologies; Verizon; Wal–Mart; Time Warner; Walt Disney; Viacom; Rupert Murdoch’s News; CBS; NBC Universal. I padroni del Mondo! Come se quanto esposto prima fosse poco, LK commenta che la Federal Reserve USA comprende 12 Banche, rappresentate da un Consiglio di sette persone, che rappresentano i “Big Four”. In definitiva la Federal Reserve si trova sotto il controllo dei Big Four privati: BlackRock, StateStreet, FMR/Fidelity y Vanguard Group.A mio giudizio, è molto probabile che esistano imprecisioni che sarebbero il prodotto della stesa opacità dei mega banchieri. Nella fase della guerra geofinanziaria, quello che conta è la percezione degli analisti finanziari di Cina e Russia che sono arrivati alla determinazione dei Quattro Grandi e delle otto famiglie, tra le quali si evidenziano i banchieri schiavisti Rothschild: controllori nel loro insieme di altrettante mega banche della Federal Reserve. I padroni dell’Universo!

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