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GeoPolitica, Guerre, Manipolazione, MASSONERIA, Mondo, Politica, Storia

L’ARABIA SAUDITA E I CRIPTO EBREI

L’Emirato, il piano sionista e il patto col mondo anglofono

La contropartita storica a questo patto, secondo molti storici fu la nascita di un emirato di ceppo sionista (Arabia Saudita) e la protezione fornita dal mondo anglofono (e dal sionismo internazionale) nei confronti dell’emirato saudito. Omicidi, epurazioni, espropriazioni, diffusione programmata di caos e terrore e pare anche la propagazione di copie alterate del Corano presso le nuove generazioni dovevano servire tal causa.

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Chaim Weizmann (da sinistra) l’Emiro Faysal (destra) 1918

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Quasi nessuno (grazie ad una propaganda mediatica ben congegnata) è a conoscenza del fatto che i monarchi sauditi e la loro religione wahhabita abbiano origini ebraiche. Su questo delicato tema interessanti sono gli studi dello scrittore investigativo statunitense Wayne Madsen, autore di libri come The Blood Politics of Bush & Co (TrineDay, 2006) e America’s Nightmare: The Presidency of George Bush II (Dandelion Enterprises. 2003). Madsen  parte nella sua cronistoria dall’impero turco-ottomano il quale, come lo stesso nota, “comprendeva parti chiave dell’Arabia Saudita ed aveva un sacco di cripto-ebrei (ebrei travestiti da musulmani). Questi cripto-ebrei (chiamati Donmeh) hanno mantenuto integri nei secoli collegamenti sia con la famiglia reale saudita che con la stessa religione saudita (ceppo wahhabita dell’Islam).

Radici storiche del Wahhabismo

 In effetti, ad avvalorare la tesi di Madsen, c’è il fatto che il fondatore della setta wahhabita saudita dell’Islam, Muhammad bin Abdul Wahhab (padre del fondamentalismo islamico e grande riformatore della religione in chiave estremista e, ad esempio, anti-sciita) fosse proprio un cripto-EbreoUn rapporto dell’intelligence irachena, datata 2002 e pubblicato nel 2008 dalla Defense Intelligence Agency degli Stati Uniti, indica le radici ebraiche della Wahhab (vedi qui – Wahhabi – Historical Roots – Origini storiche del Wahabismo).
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Muhammad bin abdul wahhab

Chi è Mister Hempher?  

Il rapporto si baserebbe sulle memorie di un certo Mr. Hempher, una spia inglese che sosteneva di essere d’origine azera e che intorno alla metà del 18° secolo, entrò in contatto con Wahhab, fondando la setta wahhabita  al fine di realizzare una rivolta araba contro gli Ottomani e spianare la strada per uno stato ebraico in Palestina: la famosa Terra Promessa tutta terrena alla quale aspirano i seguaci del Talmùd (ebraismo anti-cristiano e/o sionismo ebraico – vedi qui Il Dio dell’ebraismo moderno non è il Dio dei Cristiani. Chi è? e qui Genocidio Gaza, Israele, l’Anno Zero e l’attesa messianica).

The Memories of Mister Hempher

Interessantissimo, in tal senso, è esaminare un documento considerato il piano programmatico di Hampher: ciò che avrebbe fondamentalizzato/estremizzato allo spasmo l’Islam in chiave anti-cristiana: The Memories of Mr. Hempher. Opera occultatissima che alcuni storici considerano falsa, mentre altri dipingono la stessa come una sorta di versione anglofona dei “Protocolli dei Savi di Sion“: la Bibbia ideologica e geopolitica del Nuovo Ordine Mondiale in chiave ebraica (vedi qui lo scritto in lingua originale – The Memories of the Mr. Hempher).

Evoluzione del Wahabismo e del sionismo nel mondo anglosassone    

Ad onor del vero, il rapporto tra ebraismo e mondo anglosassone ha origini piuttosto antiche. In effetti fin dai tempi della riforma anglicana – e ancor prima – sette ebraiche (poste a genesi di quello che sarebbe poi divenuto il sionismo politico di Theodor Herzl) operarono una sorta di colpo di stato ai danni della Corona Inglese, innescando poi la reazione a catena di quelle che sarebbero diventate nel tempo le principali tappe del Nuovo Ordine Mondiale ai danni del cuore del Cattolicesimo e dell’intera umanità. Vale la pena di citare in merito e secondo un preciso ordine cronologico: la Riforma Anglicana (1538 – Subordinazione del potere religioso a quello politico: Re Enrico VIII diventò anche capo della religione protestante anglicana sovvertendo il cattolicesimo e l’ordine gerarchico del Sacro Romano Impero); l’abolizione della transustansazione eucaristica (1673 – o Massima insubordinazione: Con il Test Act approvato dal Parlamento Inglese, i Protestanti dichiararono illegittimo il miracolo dell’Eucarestia Cattolica); la Fondazione e successiva istituzionalizzazione della privata Banca d’Inghilterra e del sistema bancario moderno basato sul debito e sulla cartamoneta creata dal nulla (1694 – 1717: pilastro essenziale dell’intera opera sionista moderna); Fondazione della Gran Loggia Madre d’Inghilterra (1717) e il successivo e correlato commissionamento della realizzazione dell’Agenda mondialista della setta degli Illuminati di Baviera da parte dei banchieri ebrei Rothschild; la Rivoluzione Francese (liberale e massonica) del 1789; la Rivoluzione comunista (bolscevica) del 1917; fino ad arrivare alla compartecipazione nella realizzazione dello stato illegittimo d’Israele (1948) con il passo preventivo ed ufficiale alla stessa che fu dato con l’invio dichiarazione Balfour (2 Novembre 1917); nonché – dulcis in fundo – il sostegno alle scuole coraniche integraliste (vedi, ad esempio, ciò che accade con Boko Haram in Africa – vedi qui Un cristiano Ucciso ogni 5 minuti – La Matematica e Boko Haram).

Intorno alla Dichiarazione Balfour      

In merito alla “Dichiarazione Baofour” c’è da dire che si trattò di una lettera (scritta in data 2 novembre 1917) che rappresentò il documento e/o l’atto ufficiale della politica del governo britannico, in funzione al quale si decise la spartizione dell’impero ottomano all’indomani della Prima Guerra Mondiale.  Missiva scritta – come detto – dall’allora ministro degli esteri inglese, Sir Arthur Balfour, al banchiere ebraico-sionista barone Lord Walter Rothschild – principale rappresentante della comunità ebraica inglese e referente dello stesso movimento sionista fondato da Theodor Herzl – con la quale il governo britannico affermava di guardare con favore alla creazione di un focolare ebraico in Palestina. Tale posizione del governo emerse all’interno della riunione di gabinetto del 31 ottobre 1917 (Cfr.: qui Gaza, l’Occidente Democratico e la politica di Pinocchio – Verità Nascoste).

La nascita dell’integralismo islamico

Le Confessioni o “Memorie” della spia britannica spiegherebbero il ruolo attivo dell’impero britannico a trazione ebraico-sionista nel generare il fondamentalismo islamico mediante la nascita del movimento di riforma wahhabita. E ciò come parte di una cospirazione per corrompere l’Islam originario: sicuramente da sempre orientato all’espansionismo e alla lotta, ma non di certo caratterizzato da gradi di spietatezza e disumanità così evidenti come quelli espressi dal fondamentalismo islamico moderno e contemporaneo. Evidentemente un personaggio del calibro di San Francesco d’Assisi oggi avrebbe avuto sicuramente meno “fortuna” presso un reggente islamico wahhabita, rispetto a quanto avvenne del Duecento. Ma di certo a Dio tutto è possibile! Da allora, come vedremo, nacque un idilliaco rapporto tra Sauditi e Commonwealth. Non va dimenticato, infatti, come nel 1922 il Trattato di Jeddah diede l’indipendenza all’Arabia Saudita, anche se la corona inglese ancora esercitava una notevole influenza sull’emirato. Infatti ancora oggi – non a caso – mercenari inglesi sono le guardie del corpo dei Saud. “L’alleanza dei Saʿūd con la setta wahhabita consentì nei 200 anni successivi la conquista di buona parte della Penisola araba, che fu sottoposta ai precetti coranici. La Dinastia Saudita ed i suoi alleati divennero così la realtà politica dominante su tutta la penisola araba, controllando gran parte del Najd, anche se non aveva il totale controllo delle coste” (vedi qui Storia dell’Arabia Saudita).

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Inizio:

Speciale – Così il sionismo creò l’integralismo islamico – Terza Parte

Sionismo ebraico e ruolo di Arabia Saudita e Turchia nella nascita dello stato d’Israele e nel Nuovo Ordine Mondiale

Turchia 1888 – La prima comparsa delle “Memorie di Hempher”      

Gaza, Aleppo, Damasco, Baghdad, Mosul, Londra –  di Sergio Basile   Nella Prima e Seconda parte dell’articolo (vedi qui Speciale – Così il sionismo creò l’integralismo islamico – Prima Parte e qui  Seconda Parte ) abbiamo indagato un fenomeno poco noto: la nascita del wahhabismo (corrente foddamentalista islamica) su impulso del sionismo ebraico internazionale e della corona inglese, mediante l’opera della spia inglese Mr. Hempher e la diffusione delle sue memorie. La prima comparsa delle “Memorie” di Hempher in Oriente pare sia del 1888 (vedi qui – Mr. Hempher’s Memories) ed avvenne in Turchia, Paese nel quale furono rinvenuti cinque volumi detti Mir’at al-Haramayn ed attribuiti allo scrittore Ayyub Sabri Pasha. Opera che nel complesso – malgrado la censura e i numerosi tentativi di discredito subiti – godrebbe ancora di notevole credito presso molti studiosi arabi e mediorientali.  Il libro-raccolta autobiografico di confessioni racconta la storia della spia di Sua Maestà, che agli inizi del 1700, si finse musulmano infiltrandosi nell’Impero Ottomano con l’obiettivo di indebolire e sovvertire l’Islam rendendolo funzionale agli interessi dell’impero (sionista-anglofono) e se ci pensate bene alla stessa causa anti-cristiana (specie cattolica).

Nascita del wahabismo – Hempher e l’arruolamento di Al-Wahhab

Quando l’unità dei musulmani sarà rotta e la simpatia comune

tra loro sarà compromessa, saranno sciolte le loro forze e così

saranno facilmente annientabili … Il popolo inglese (noi) dovrà

suscitare uno scisma in tutte le sue colonie in modo da poter

vivere nel benessere e nel lusso“.

Così recita un passo delle “Memories“. La diffusione dell’alcool e la fornicazione tra i musulmani sarebbero dovuti servire a tal fine. Ma il collante al disordine religioso fu, evidentemente, la nascita del wahhabismo, capace di imporre un codice religioso e morale intransigente e violento a tutti i musulmani mediante un efficace lavaggio del cervello. Perciò a Bassora, Hempher arruolò un giovane iracheno – che in molti definiscono dalla testa calda – di nome Muhammad ibn Abd al-Wahhab, convincendolo a fondare la setta wahhabita (vedi qui – Wahhabi – Historical Roots – Origini storiche del Wahabismo).

L’Emirato, il piano sionista e il patto col mondo anglofono

La contropartita storica a questo patto, secondo molti storici fu la nascita di un emirato di ceppo sionista (Arabia Saudita) e la protezione fornita dal mondo anglofono (e dal sionismo internazionale) nei confronti dell’emirato saudito. Omicidi, epurazioni, espropriazioni, diffusione programmata di caos e terrore e pare anche la propagazione di copie alterate del Corano presso le nuove generazioni dovevano servire tal causa. Ciò spiegherebbe anche la regia britannica dietro i gruppi islamici di Boko Haram (vedi qui La Matematica e Boko Haram). Il tutto con l’appoggio morale ed economico della Gran Bretagna ed in seguito degli USA, dopo la cessazione degli Accordi di Bretton Woods (vedi qui Auriti, il Commonwealth e la Moneta Debito) e – ancor prima – dopo il colpo mortale inferto da Paesi come Inghilterra e Belgio durante la Guerra civile americana, con l’appoggio fornito ai suddisti dietro la regia delle banche di casa Rothschild (vedi qui – US Presidents Murdered By Rothschild Banksters).

 Il rapporto dell’intelligence iracheno del 2002      

Queste rivelazioni sarebbero anche al centro del rapporto dell’intelligence irachena del 2002, pubblicato nel 2008 dalla Defense Intelligence Agency (vedi qui – Wahhabi – Historical Roots – Origini storiche del Wahabismo). Documenti occultati dalla storia ufficiale per secoli e che rivelano come l’Islam (già di per sé orientato su posizione anti-cristiane) sia stato progressivamente sempre più asservito – suo malgrado – alle aspirazioni ed alle cause sioniste e coloniali in chiave anti-cattolica e anti-cristiano-ortodossa. Allu luce di ciò possiamo comprendere come il wahhabismo fu concepito anche per dividere l’unità degli stessi musulmani, nonché a controllare (attraverso gli emirati) i loro vasti territori e le loro fortune: gas e petrolio in testa. Ecco perchè anche i nostri avi considerarono da sempre – non a torto – il denaro e il petrolio come lo sterco e il sangue di Satana.

 Tjen Shulman – membro della comunità ebraica di Bassora      

Altre prove documentali della veridicità di questa fondamentale chiave di accesso alle segrete regie che manovrano (mediante il sistema bancario) queste derive mondialiste (in chiave anti-cristiana, specie anti-cattolica e anti-ortodossa) e che avvalorano le memorie di Hempher sono state prodotte sempre dallo scrittore ottomano Ayyub Sabri Pasha nel 1888. L’autore – come detto – imputa alla regia anglo-sionista l’origine e la diffusione del wahhabismo. Inoltre nel suo libro, “Gli ebrei Donmeh“, un altro autore, Mustafa Turan scrive come il nonno di Wahhab, Tjen Sulayman, fosse in realtà Tjen Shulmanun membro della comunità ebraica di Bassora, in Iraq. Nel suo libro, “Gli ebrei Donmeh e l’origine dei wahabiti sauditi”Rifat Salim Kabar rivela che Shulman si stabilì in quella che oggi è l’Arabia Saudita, dove suo nipote, Muhammad Wahhab, fondò la violenta setta wahhabita dell’Islam.

Il rapporto dell’intelligence iracheca  

Il suddetto rapporto dell’intelligence irachena  (vedi qui – Wahhabi – Historical Roots – Origini storiche del Wahabismo) rivelò inoltre come Shulman fosse stato bandito da Damasco, da El Cairo, e da La Mecca per la sua “ciarlataneria”. Abdul Wahhab Ibrahim ne  “Il movimento wahhabita: La verità e Radici“, afferma in aggiunta che il re Abdul Aziz Ibn Saud, il primo monarca saudita, discendeva da Mordechai bin Ibrahim bin Moishe, un mercante ebreo di Bassora.  Secondo il libro in questione, Moishe Mordechai cambiò il suo nome e sposò suo figlio a una donna da una tribù saudita.  Ma le sorprese, come gli esami, non finiscono mai! Nel libro di Said Nasir, “La storia della famiglia Saud“, si sostiene che nel 1943, l’ambasciatore saudita in Egitto, Abdullah bin Ibrahim al Muffadal, fu pagato da Muhammad al Tamami affinché creasse un albero genealogico  falso che dimostrasse che i Saud e i Wahhabiti fossero discendenti diretti del profeta Maometto.

 Verso un messianesimo terreno

Quindi comprendiamo come questi raggiri e queste mistificazioni storiche servirono al mondialismo sionista ebraico per accelerare quel progetto tutto terreno di messianesimo mondano e quel dominio mondiale (vedi qui – Genocidio Gaza, Israele, l’Anno Zero e l’attesa messianica) che si pose e si pone ad oggi in netta antitesi col messaggio di Salvezza di Gesù Cristo: disconusciuto e considerato un impostore (e non solo…) nel Talmùd – il libro guida dell’ebraismo, molto caro agli stessi massoni – come ben sapeva ed insegnava San Massimiliano Kolbe (vedi qui – Padre Massimiliano Kolbe – La Milizia dell’Immacolata e la lotta contro Massoneria e Sionismo). Un messianesimo, questo, fondato sul denaro e su un paradiso terrestre e mondano e dunque agli antipodi – ribadiamo –  di quello proposto dal Messia dei Cristiani, Gesù Cristo Nostro Signore: Messia degli stessi profeti ebrei dell’era pre-cristiana (Isaia e Michea in testa che tra le tante profezie ricordarono anche il ruolo di Betlemme).

Alcune profezie messianiche in Isaia e Michea

Centinaia d’anni prima della venuta di Cristo, il Profeta Isaia, infatti, parlò della concezione enascita del Messia: “Ecco, la Vergine concepirà e darà alla luce un figlio: e il Suo Nome sarà Emanuele (Dio con noi)” (Isaia Cap. 7,14). Queste parole di Isaia furono ripetute quasi esattamente dall’Arcangelo Gabriele quando annunciò alla SS. Vergine Maria: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco, concepirai nel tuo seno e darai alla luce un figlio…” (Luca Cap. 1,30-31). D’altronde – come insegnano i padri della Chiesa – non ci poteva essere errore circa questo Figlio di cui parlò Isaia; il Messia di Betlemme e Narareth era “Iddio Onnipotente, il Padre del secolo venturo, il Principe della Pace” (Isaia Cap. 9,6). Profezia di Isaia che trova mirabile corrispondenza, nel Vangelo di Luca, nelle parole dell’Arcangelo Gabriele alla Vergine Maria: “E gli darai nome Gesù. Egli sarà grande e sarà chiamato il Figlio dell’Altissimo” (Luca Cap.1,31-32); ma anche nel capitolo primo del Vangelo di Giovanni: “Al principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio… e il Verbo si fece carne…” (Giovanni Cap. 1,1,14). Il Profeta Michea predisse, poi, addirittura il luogo di nascita di Gesù Cristo, il Messia atteso:

“Tu, o Betlemme Efrata, sei piccola tra le migliaia di Giuda:

ma da te mi sorgerà Colui che sarà Dominatore in Israele:

e il Suo procedere è dall’inizio, dai giorni dell’eternità”

(Michea Cap 5,2)

 L’antitesi del messianesimo cristiano (messianesimo dell’Anti-Cristo)

Proprio (e solo) per questo il popolo ebraico è definito nell’Antico Testamento come “il popolo eletto“: perchè dalla stirpe (ebrea) di Davide fu generato Gesù (per i Cristiani Dio incarnato per la salvezza di tutta l’umanità). Visione del tutto differente da quella espressa dall’ebraismo che nel tempo, disconosciuto e rinnegato Gesù, identificò il Messia con lo stesso popolo d’Israele(vedi qui Genocidio Gaza, Israele, l’Anno Zero e l’attesa messianica); e la “Terra Promessa” di cui si parla nell’Antico Testamento con la realizzazione dello stato d’Israele: prospettiva terrena e non spirituale. La salvezza per il sionismo, dunque, è una questione legata al sangue ed alla stirpe e non una questione universale. Possono realizzare le promesse solo gli ebrei di sangue (eletti) e/o gli ebrei adottivi (massoni – vedi qui Essenza ed inganni del Talmudismo in chiave anticristiana). Tutto il resto dell’umanità è escluso da questo presunto “piano di dominio”. Ecco perché la massoneria (derivazione dell’ebraismo) è custode e depositaria del segreto dei segreti o segreto della moneta-debito (concezione ebraica – vedi qui Giacinto Auriti – Il Segreto dei Segreti). Ed ecco perché il messianesimo ebraico-sionista non trova giustificazione alcuna nelle parole di Gesù:

«Non chiunque mi dice:

“Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli,

ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.

Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica,

sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia.

Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono

su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. 

Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica,

sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia.

Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, 

soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa,

ed essa cadde e la sua rovina fu grande».  

( Vangelo Secondo Matteo Cap  7,21.24-27 )

Il Nuovo Ordine Mondiale sionista-ebraico secondo Padre Natanaele

Come nota l’ortodosso Padre Natanaele (vedi qui Messiah Came To Conquer Death)  l’ebraismo, dunque, più che concentrarsi su un aspetto spirituale e trascendentale “si concentra su un materialismo grossolano … terreno … e proteso al definitivo dominio globale.  Infatti – continua Padre Natanaele: vedi video giù in allegato – il messia che gli ebrei stanno aspettando (e questo secondo il padre ortodosso si evince chiaramente dalla mentalità ebraica laica) è colui che soggiogherà le nazioni gentili (cristiane) e imposterà un regno giudaico terreno“. Secondo il monaco ortodosso in questo piano contemplante un paradiso terreno giudaico “non c’è redenzione, e nessuna salvezza dal peccato e dalla morte” (…) Un piano destinato a consegnare alla schiavitù i cristiani“. Questo, secondo Padre Natanaele sarebbe il motivo per cui la chiesa ortodossa identificherebbe il “messia” atteso dagli ebrei nell’ “Anti-Cristo“: semplicemente perché incarna l’esatto opposto di ciò che il vero Messia ebreo, Gesù Cristo, ha compiuto con la Sua Morte e Resurrezione. D’altronde le linea guida del mondialismo usurocratico economico-finanziario (e bellico) contemporaneo e moderno sembrano (per usare un eufemismo) orientate in vista di questo fine.

La nostra vittoria è vicinaperché il nostro potere e l’influenza politica ed

economica sulle masse sono in rapido progresso. Compriamo titoli di stato

e oro, e quindi abbiamo il controllo del potere su scambi mondiali.

Il potere è nelle nostre mani, ma attenzione, a non confidare

nei loschi poteri dei traditori!” 

(Rabbi Harry Waton – Mosca, 1939)

(A Program for the Jews and an Answer to all Anti‑Semites)

Dovunque gli ebrei arrivano devono farsi sovrani dei loro signori

(Sanhedrin, fol.19 col. 2)

Messiah Came To Conquer Death

L’inconro tra i dignitari britannici e il primo monarca saudita  

Anche durante il Novecento si individuano, seguendo questo filone, le trame di questo intreccio proteso alla realizzazione di questo modello terreno di “Terra Promessa”. All’inizio della Prima Guerra Mondiale, ad esempio, un ufficiale britannico ebreo, David Shakespeare, ebbe un curioso incontro Ibn Saud, futuro primo monarca saudita, il quale a sua volta, qualche anno dopo (nel 1915) incontrò l’ambasciatore britannico nella regione del Golfo, Bracey Cocas.  Cocas dichiarò testualmente:

“I think this is a guarantee for your endurance as it is in the interest

of Britain that the Jews have a homeland and existence, and Britain’s

interests are, by all means, in your interest.”

Penso che questo sia una garanzia per il vostro avvenire in quanto è nell’interesse della Gran Bretagna che gli ebrei abbiano una patria e l’esistenza, e gli interessi della Gran Bretagna sono, con tutti i mezzi, nel vostro interesse.”  Ibn Saud replicò:

“Yes, if my acknowledgement means so much to you, I acknowledge

thousand times granting a homeland to the Jews in Palestine

or other than Palestine.”

Sì, se il mio riconoscimento significa molto per voi, allora io riconosco mille volte la concessione di una patria per gli ebrei in Palestina o diversa dalla Palestina.” Due anni più tardi, ministro degli Esteri britannico Lord Balfour, in una lettera al barone Walter Rothschild, un leader dei sionisti britannici appartenenti alla nota famiglia di banchieri, fece la seguente dichiarazione rinnovando il patto medesimo: “Sua Maestà guarda con favore la costituzione in Palestina di un focolare nazionale per il popolo ebraico..» (vedi qui Gaza, l’Occidente Democratico e la politica di Pinocchio – Verità Nascoste).

L’appoggio di Ataturk nella nascita dello stato d’Israele  

L’accordo per la creazione dello stato d’Israele ebbe tra l’altro anche l’appoggio del leader/dittatore turco Kemal Ataturk, che secondo diverse fonti sarebbe anch’egli un cripto-Ebreo. Lo scrittore Varg Vikernes, in merito, nota come tra il gruppo sovversivo dei cosiddetti “Giovani Turchi“, responsabili del rovesciamento della casa reale ottomana dopo la Prima Guerra Mondiale (vedi qui – Giovani Turchi e infiltrazioni ebraiche) e coinvolti nel genocidio degli armeni fosse formato per metà (50% circa) da ebrei.

 Il 50% dei “Giovani turchi” furono cripto-ebrei    

Le personalità più importanti dei “Giovani Turchi” erano infatti, secondo gli studi posti inessere dall’autore: Abdullah Cevdet (turco); Agah Efendi (turco); Alexander Parvus (ebreo); Ayetullah Bey (turco); Emmanuel Carasso (ebreo); Tekin Alp (il suo nome reale è Marcel Samuel Cohen) (ebreo); Mehmet Cavit Bey (ebreo & massone); Nuri Bey (turco); Osman Hamdi Bey (turco); Refik Bey (turco); Refik Saydam (accusato di essere ebreo, anche se nessuna prova fu trovata al riguardo); Russo Nissim (ebreo); Talaat Pasha (sposato con un’ebrea, e accusato di essere ebreo egli stesso: ma nessuna prova fu trovata al riguardo); Yusuf Akçura (tataro/tartaro); Ze’ev Jabotinsky (ebreo); Ziya Gölkalp (turco). Ovvero 7 turchi, 1 tataro e 8 (o come minimo 6) ebrei. In altre parole il comando dei “Giovani Turchi” poteva essere composto di almeno un 50% di ebrei.

Il ruolo cruciale dell’Arabia Saudita e della religione wahhabita  

Ma negli equilibri mediorientali funzionali alla “conquista della cosiddetta terra”, accanto alla Turchia, essenziale fu – come detto – la fedeltà deIl’Arabia Saudita. Il patto sopra-esposto tra l’impero Commonwealth e l’Arabia Saudita fu perfezionato nel 1932, anno dell’ascesa al potere di Ibn Saud: primo sovrano dell’Arabia Saudita. I Saud fecero di fatto del wahhabismo la religione di stato dell’Arabia Saudita. Il resto è storia, com’è storia la perversa condotta di nazioni come Arabia Saudita e Qatar nel sostenere i mercenari (cosiddetti “ribelli” dell’ELS) in Siria, come negli altri teatri mediorientali ed africani. Inoltre è da notare come nello stesso nuovo governo (democratico???)  della Libia post-Gheddafi, la setta integralista islamica dei wahhabiti abbia molta influenza.

 

 

L’albero genealogico che collega Marx (Karl) Mordechai ai Rothschild 

Infine un altro particolare interessante che collega il Regno Unito all’ebraismo sionista passando per lo stesso Karl Marx (fautore, con la sua ideologia, i suoi scritti e il suo pensiero, della Rivoluzione bolscevica con benestare dei rabbini più influenti del tempo – vedi qui Dichiarazioni e Rivelazioni eccellenti di Sionisti doc) e per la dinastia Rothschild riguarda la dinastia ebraico-olandese Barent-Cohen (vedi qui – foto albero genealogico) e può evincersi dall’analisi della struttura del medesimo albero dinastico. In particolare la figura centrale fu Levy Barent Cohen(1740 – 1808), finanziere inglese figlio di Barent Cohen, un ricco mercante di Amsterdam.

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Cohen, Rothschild, Marx & Co  

Cohen si trasferì in Inghilterra, a Londra – con il fratello – dove nel 1778 fondò una grande azienda. Cohen fu naturalizzato nel 1798, divenendo ben presto uno dei mercanti più importanti della città. E’ interessante notare (vedi foto albero genealogico) come Cohen attraverso matrimoni illustri e strategici contratti dai suoi figli, riuscì a collegare quasi tutte le principali famiglie ebraiche d’Inghilterra. Sua figlia Hannah, poi, divenne la moglie di Nathan Mayer Rothschild (grande ispiratore ed artefice della setta massonica degli Illuminati di Baviera – fondata da Adam Weishaupt il 1° Maggio del 1776 a Francoforte – vedi qui Mistero Marx – Dai Protocolli dei Savi di Sion all’internazionale Socialista); la seconda figlia, Judith, sposò Moses Montefiore ; la terza figlia, Jessie, sposò Myer Davidson. Insomma le basi per la conquista del mondo furono gettate proprio in quegli anni e con il formidabile appoggio dellaBanca d’Inghilterra e della sua arma più potente: il debito (vedi qui Auriti, il Commonwealth e la Moneta Debito).

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 Importanti passi successivi        

I successivi passi decisivi (alcuni tra i principali… solo in Europa) in questa piano di conquista globale (che in un certo senso spiegano anche la non-opposizione sionista ed europeista – cioè dell’Unione Europea – verso l’islamizzazione contemporanea della società italiana ed europea; ma anzi l’incentivazione politica e mediatica di tal fenomeno – vedi qui Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa – Prima Parte qui  Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta – Seconda Parte e qui M5S, Kalergi & Co – In Italia non esisterà più il Reato di Immigrazione Clandestina) furono la Rivoluzione Francese (1789 – vedi qui approfondimenti e derive socialiste contemporanee Francia – Tradizionalisti Cattolici Monitorati per “Patologia Religiosa” – Credere diventa una Malattia); la colonizzazione anglo-ebraico-massonica italiana del 1861 (vedi qui La Guerra e l’Occidente oltre il velo della propaganda mediatica – Da Pontelandolfo a Damasco e qui Massoneria – Profetica Maledizione di Don Bosco del 1855 e Visione di Padre Pio del 1913) e quella Bolscevica in Russia (1917): rivoluzione considerata da numerosi rabbini come il successo più grande dei figli d’israele (vedi qui Rivoluzione e Sionismo, Rivelazioni eccellenti – 2 – Le ammissioni dei rabbini Lior e Waton e qui Dichiarazioni e Rivelazioni eccellenti di Sionisti doc ). Questi intrecci spiegano, a ben vedere, anche la curiosa vicinanza della famiglia Bush e della crema della finanza statunitense (massonica e filo-sionista) con la famiglia Bin Laden. Ma questa è un’altra storia….

Di Sergio Basile

Prima parte tratta da

Speciale – Così il sionismo creò l’integralismo islamico – Seconda Parte

Parte finale completa da

Speciale – Così il sionismo creò l’integralismo islamico – Terza Parte

Vedi anche

Speciale – Così il sionismo creò l’integralismo islamico – Prima Parte

 

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