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Chiesa Cattolica, Storia

BABBO NATALE SI CHIAMAVA SAN NICOLA

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Mese di dicembre, gli spot pubblicitari ci propongono fino alla noia uno strano personaggio vestito di rosso, con barba e baffi bianchi chiaramente posticci, che distribuisce regali. È il cosiddetto “Babbo Natale”, una fra le tante americanate che hanno invaso la nostra vita, certo più innocua di Halloween, ma sempre frutto di una mentalità mondano-protestante che cerca di svuotare e sbiadire i contenuti della nostra fede e che nulla ha a che fare con la nostra cultura cattolica.

Forse pochi lo sanno, ma Babbo Natale, che gli americani chiamano Santa Claus, o più semplicemente Santa, rappresenta l’impoverimento di un personaggio della cultura cristiana dell’Europa centrale germanica e slava. Se esaminiamo con più attenzione questo nome americano, comprendiamo subito che esso deriva da Sankt Nikolaus, San Nicola di Mira, che noi italiani chiamiamo anche San Nicola di Bari, dalla città dove riposano e vengono venerati i suoi resti mortali, e che festeggiamo ogni anno il 6 dicembre.

Cosa c’entra San Nicola con i doni? La tradizione racconta che quando era vescovo di Mira in Licia (nell’odierna Turchia) tra la fine del Terzo e l’inizio del Quarto secolo dopo Cristo, egli era solito aiutare i poveri, e dopo avere saputo di un uomo povero che aveva tre figlie da maritare, di nascosto gettò nella casa per tre notti consecutive un sacchetto pieno di denaro, ciascuno dei quali destinato ad acquistare la dote per una delle figlie di quell’uomo.

Ricordando questo e altri episodi di bontà verso i poveri, la moderna tradizione mitteleuropea fa di San Nicola un distributore di doni, che nella notte tra il 5 e il 6 dicembre entra nelle case, e negli stivaletti lasciati sotto una finestra, lascia ai bambini buoni un regalo, mentre ai bambini cattivi lascia, a titolo di avvertimento, una frusta.

Nelle rappresentazioni di San Nicola, prima del suo arrivo giungono sulla scena i cosiddetti Krampus, diavoletti che cercano di disturbare i bambini buoni e li tentano a diventare discoli. Subito tuttavia giunge il nostro santo, e la sua presenza è sufficiente per spingere i diavoli a una fuga disperata. Il contenuto edificante è piuttosto chiaro: solamente i bambini buoni ricevono da San Nicola un premio, mentre quelli cattivi sono ammoniti a cambiare strada per non subire una punizione. La sola presenza di San Nicola allontana i diavoli, poiché l’inferno non può resistere a Dio e ai Suoi eletti, a chi vive nella santità.

Il Sankt Nikolaus che porta i doni ai bambini è sempre rappresentato come vescovo (cattolico, naturalmente) in vesti liturgiche. Toglietegli l’anello vescovile, la mitria, il pastorale, la stola e la casula e avrete… Babbo Natale, il quale quindi è San Nicola cui è stata tolta la dimensione spirituale. Il messaggero del Signore che allontana il male e premia la bontà si è trasformato in apostolo del consumismo e dello sfrenato acquisto di beni, spesso non necessari alla nostra vita.

Purtroppo neppure la figura del vero San Nicola ha resistito all’ondata di buonismo che ha preso il posto della fede, divenuta sempre più fredda e come sale senza sapore. Egli è quindi diventato un portatore di buoni sentimenti, che si presenta dinanzi ai bambini raccomandando loro di essere buoni, di amare la mamma e il papà, di fare i compiti, di non dire parolacce … tutte cose senz’altro positive, tuttavia insufficienti quando si trascura di insegnare ai bambini di curare la dimensione spirituale della vita: amare Gesù e la Madonna, dire le preghiere la mattina e la sera, andare a Messa la domenica e seguirla con attenzione senza chiacchierare … tutte che cose che, se fatte, porteranno di per sé i bambini a essere buoni.

La figura di Babbo Natale ha ormai quasi soppiantato anche Gesù Bambino quale datore dei doni della Notte Santa. Anche in moltissime parrocchie, quando svolgono opere di carità nel tempo di Natale, si utilizza questa gelida figura senza comprendere che in questo modo si contribuisce allo svuotamento dei contenuti spirituali presso i fedeli.

A questo proposito bisogna quindi essere chiari e netti, anche con i bambini: Gesù Bambino porta i regali (dopo tutto, è il Suo Natale) e non Babbo Natale, poiché semplicemente questo buffo personaggio non esiste. È inoltre necessario essere coerenti e testimoniare anche nelle piccole cose la nostra fede cristiana: ad esempio, non augurando Buone Feste, bensì Buon Natale e Felice Anno Nuovo; inviando cartoline o e-mail di auguri raffiguranti temi religiosi, preferibilmente la Sacra Famiglia con Gesù appena nato, anziché pini, paesaggi innevati, palline colorate e animaletti di vario genere che non hanno nulla a che fare con la nascita del Signore Gesù.

Dopo tutto, è proprio quello di Gesù il Natale che noi cristiani festeggiamo.

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