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BREXIT, GABRIELE ADINOLFI: “VINCERÀ QUELLO CHE DECIDE LA CITY. E TRUMP UN TRAMPOLINO PER HILLARY”

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Per Gabriele Adinolfi è già tutto deciso, ma non sappiamo come. “Il referendum conviene in ogni caso a Londra – afferma nell’intervista a IntelligoNews e a decidere sarà comunque la City. Per lui, dunque, il popolo non conta. E sugli Stati Uniti ha le idee altrettanto chiare: “Trump sta lì perché è l’unico uomo che può far votare una donna agli americani”. Vincerà, dunque, la Clinton…

Quanto influirà sul referendum inglese l’omicidio di Jo Cox?
“Non credo ai sondaggi, soprattutto in Inghilterra. Nè a quelli prima, nè a quelli dopo l’omicidio della parlamentare inglese”. 
 
Sondaggi a parte, quanto influenzano la scelta degli elettori simili accadimenti?
“La City ha due interessi contrapposti. Da quello che prevarrà dipenderà il futuro dell’Inghilterra in Europa. Ma, attenzione, dal punto di vista economico se esce non cambia nulla come se rimane. Cambia solo dal punto di vista psicologico perché permette agli inglesi di fare da cavallo di Troia per bloccare la protesta ad Est e per impedire l’intesa russo-tedesca. La questione è tutta interna alla City”. 
E il popolo?
“Qualunque scelta abbia fatto il popolo può essere contraria a quella dei poteri forti, ma matematicamente i poteri forti vinceranno. Il problema è tutto interno ai poteri forti, non so quale scelta faranno, potrebbero pure uscire”. 
 

Insomma, c’era bisogno per lei del referendum?
“Sì, perché il farlo ha comunque permesso all’Inghilterra di portare a casa ulteriori vantaggi. Parliamo del Paese che nell’Unione Europea sta con i migliori vantaggi economici e giuridici. Non dimentichiamo che la loro Banca partecipa all’emissione dell’euro, anche se non lo hanno a casa loro. Quindi con la minaccia del referendum hanno ottenuto ulteriori vantaggi nel caso restassero poi in Europa”.

 
Venendo agli Stati Uniti, il calo dei sondaggi di Trump viene anche collegato alla strage di Orlando. Come la pensa?
“Non c’entra nulla. Trump è stato scelto perché è l’unico uomo che può permettere agli americani di far vincere una donna, perché vogliono far vincere la Clinton. Anche lì io non credo al popolo sovrano. Pensare che il sistema cambi per volontà inglese o americana è come pensare che gli italiani all’improvviso diventino protestanti”. Fonte
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