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MASSONERIA, Storia

LE ORIGINI EBRAICHE DELLA MASSONERIA

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La controversa questione dell’origine ebraica della sètta massonica risale alla fine dell’Ottocento, ossia quando alcuni tra i più autorevoli studiosi di questa materia iniziarono a sostenere a spada tratta questa tesi. Tra essi, vale la pena di menzionare prestigiosi autori cattolici come Mons. Ernest Jouin (1844-1932) direttore della Revue Internationale des Sociétés Secrètes, che per primo coniò il termine «giudeo-Massoneria», il gesuita Padre Enrico De Rosa (1870-1938), articolista di valore de La Civiltà Cattolica, o Mons. Umberto Benigni (1862-1934), esperto di Storia della Chiesa, tutti personaggi al di sopra di ogni sospetto in quanto del tutto estranei alla corrente dell’antisemitismo biologico che una trentina di anni dopo sarebbe affiorata in Inghilterra e in Germania in ambienti razionalisti ostili al cattolicesimo. Il fatto che da allora molte cose siano state scritte in favore o contro questo assunto, e che tutt’oggi se ne discuta, prova l’attualità di questo argomento trattato in modo scientifico, anche se in maniera sintetica, dall’Autore di questo scritto agli inizi del XIX secolo (1905).

●Premessa

La Massoneria è di origine ebraica? La risposta affermativa può essere sostenuta con solide prove. Ciò che non si dovrebbe contestare, è che essa è, da molto tempo, una succedanea della Sinagoga. Indubbiamente, il Grand’Oriente di Francia cerca di negarlo. Ma nessuno di quelli che sono informati sulla questione credono alla sua indipendenza. Tutti sanno che essa ubbidisce al Kahal (in ebraico «Sinedrio») con una docilità che supera di gran lunga la passività che si rimprovera ai gesuiti, i discepoli di Sant’Ignazio di Loyola (1491-1556).

●La Kabbalah e la Massoneria

La Kabbalah è l’insegnamento orale farisaico, che Eliphas Levi (1810-1875), il patriarca, dell’occultismo moderno, considera giustamente come ciò che costituisce il dogma dell’Alta Magia 2. Dopo la distruzione di Gerusalemme (70 d.C.), i rabbini raccolsero le dottrine degli antichi farisei e ne formarono il Talmud moderno, una mescolanza impura di fantasticherie assurde prese in prestito dai Magi, e di principî di morale capaci di rivoltare le coscienze meno delicate. Il Talmud farisaico è costituito dalla Mischna (in ebraico «ripetizione »), di cui la Kabbalah di sinistra forma la base, e dalla Ghemara (in ebraico «ciò che si è appreso») che ne è il commento. Gli ebrei pongono la Bibbia al di sotto del Talmud. Scrive Ferrari, seguendo Mosè Maimonide (1135-1204):

«Quelli che violano i precetti degli Scribi devono essere puniti più severamente di quelli che non seguono la Legge di Mosé; colui che infrange la Legge di Mosé può essere assolto, (“absolvi potest”), ma il violatore dei precetti dei rabbini dev’essere messo a morte (“morte moriatur”)» 3.

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●Una parola sulla morale talmudica

Scrive l’ex rabbino convertito al cattolicesimo David Paul Drach (1791-1868):

«Le prime edizioni del Talmud offrono il testo di questo codice in tutta la sua integrità» 4. Quelle di Venezia, del 1520, di Amsterdam, del 1600, e la grande tavola rabbinica, in quattro volumi, edita presso Bomberg, contengono in extenso i passi ostili dei commentatori biblici contro i cristiani. Nell’edizione di Froben, tipografo di Basilea (1581), i censori Marius Marinus, Italus Brakensis e Petrus Cavallerinus soppressero i diversi paragrafi in cui si oltraggia Cristo e si accusano i cristiani di vizi abominevoli.

Poco tempo dopo, gli ebrei credettero di poter ristabilire questi testi nell’edizione di Cracovia. Ma il Sinodo riunito in Polonia, nel 1631, constatando il pessimo effetto che essi producevano sui cattolici giudaizzanti, prescrisse di ometterli nelle future edizioni. Ecco il testo emesso dal Sinodo ebraico sul quale richiamiamo in modo particolare l’attenzione dei nostri lettori:

«Ingiungete, sotto pena di scomunica maggiore, dice la dotta e prudente assemblea, di non stampare nulla nelle edizioni a venire della Mischna o della Ghemara che abbia a che fare, nel bene o nel male, con gli atti di Gesù il Nazareno. Ingiungiamo, perciò, di lasciare in bianco i punti che trattano di Gesù il Nazareno. Un cerchio come questo “0”, messo al loro posto, indicherà ai rabbini e ai maestri di scuola di insegnare alla gioventù questi passi a viva voce. Solamente per mezzo di questa precauzione, gli scienziati dei nazareni non avranno più alcun pretesto per attaccarci a questo proposito» 5.

Agendo così, il Sinodo dava prova di circospezione: ma, nonostante la sua prudenza, non poteva depennare in questa vasta raccolta tutto ciò che è di natura tale da sollevare l’indignazione delle persone oneste. Credo utile citare alcuni passi per meglio comprendere l’argomento che stiamo trattando. La Ghemara pone come principio che gli ebrei sono un’emanazione della sostanza divina e i non-ebrei un seme del bestiame. Dice il grande Isaac Abravanel (1437-1508), uno dei commentatori più autorevoli della Mischna:

«Il popolo eletto è degno della vita eterna; al contrario, gli altri popoli assomigliano ai somari, e saranno trattati in conseguenza» 6.

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Rabbi Menachem non è più gentile:

«Voi, israeliti, voi siete degli uomini, ma gli altri popoli non sono uomini. Gli israeliti sono i soli ad essere chiamati uomini. Gli idolatri (vale a dire i discepoli di Gesù) provengono dallo spirito impuro, e devono, a questo titolo, portare il nome di maiali» 7.

Non ci si deve dunque stupire, dopo aver letto queste cose, se il Talmud permette agli ebrei di comportarsi verso i goym («i non ebrei») con la sfacciataggine più assoluta. Leggiamo in un trattato di cui si compone questa raccolta: «Sarete puri con i puri e perversi con i perversi» 8. L’ebreo non deve salutare l’ateo (ossia il cristiano), a meno che il bisogno di pace non esiga il contrario.

«L’ipocrisia è permessa, nel senso che l’ebreo può mostrarsi educato verso l’ateo. Che egli lo onori e gli dica “ti amo”, se l’ebreo ne guadagna» 9.

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La Ghemara si spinge più lontano. Essa dichiara che «Dio ha donato agli ebrei ogni potere sui beni e sulla vita delle altre nazioni» 10. Maimonide, il sapiente dottore, insegna che «non si deve rubare ad un ebreo, ma si può tenere il bene rubato ad un cristiano» 11. Affermano ancora gli autori del Talmud:

«Non c’è alcun male nell’ingannare un “goy” (un cristiano), e nel praticare l’usura a suo riguardo; ma se vendete qualcosa al vostro prossimo, (ovvero ad un ebreo), o se acquistate da lui qualsiasi cosa, vi è proibito ingannarlo» 12.

Raccomando all’attenzione dei miei lettori la teoria dei talmudisti in materia di giustizia:

«Se un ebreo ha un processo contro un cristiano, farete vincere la causa al primo. Così vuole la nostra legge» 13.

Questo principio è applicabile solamente nei Paesi in cui, come attualmente da noi, la Sinagoga la fà da padrona sovrana. Se, al contrario, i cristiani detengono il potere, l’ebreo deve ricorrere agli intrighi e alla corruzione. Ecco ancora alcuni aforismi che egli non dovrebbe imprudentemente trascurare:

«Colui che rende al “goy” (al cristiano), ciò che questi ha perso non troverà grazia davanti a Dio. Quando un “goy” ha tra le mani un documento provante che ha prestato del denaro ad un ebreo, e che, venendo a perderlo, un altro ebreo lo ritrova, quest’ultimo non deve restituirlo» 14.

Maimonide insegna che

«Dio ordina di praticare l’usura verso il “goy”, e di non prestargli il denaro dovuto se egli non acconsente di pagare all’ebreo degli interessi che permetteranno a quest’ultimo di fargli del torto, mentre bisogna agire diversamente verso l’israelita» 15.

Citiamo anche il saggio consiglio che il rabbino Schwabe dà ai suoi correligionari:

«Se un cristiano ha bisogno di denaro, l’ebreo dovrà ingannarlo con abilità: aggiungerà interesse usurario ad interesse usurario finché la somma sarà così elevata che il cristiano si troverà nell’impossibilità di pagare senza vendere i proprî beni, o finché la somma ammonterà ad alcune centinaia o migliaia, a secondo della ricchezza del debitore, e che l’ebreo abbia la possibilità di intentargli un processo e ottenga dei giudici il diritto di prendere possesso dei suoi beni» 16.

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●Tre teste in un berretto

Questa morale provocò nei primi traduttori del Talmud uno stupore più che comprensibile. Nulla di tutto ciò ci stupisce, dato che abbiamo visto gli ebrei, i massoni e i protestanti gettare la maschera e contrarre alleanza al punto di diventare una sola e medesima sètta. L’Alta Finanza ha sostituito il piccolo prestatore. Essa opera sulle collettività anziché operare sugli individui. È più vantaggioso ai suoi rovinare un popolo che ridurre sul lastrico un bottegaio o un povero contadino. Talvolta, anch’essa specula sulle società finanziarie che la adombrano, dopo avere ottenuto l’aiuto dal suo compare di Loggia e la complicità di un discepolo di Calvino (1509-1564).

Il primo, uomo politico, gli presta l’appoggio della sua influenza, e il secondo, magistrato tutto fare, lo protegge dalle minacce della legge. Vi ricordate dell’Unione Generale, del Banco di Sconto, di Panama e delle Ferrovie del Sud? Questa alleanza dei figli della Vedova con la Sinagoga e con i discepoli di Calvino può essere considerata come un inizio di prova a sostegno della nostra tesi. Se i membri di questo triplice alleanza non avessero formato una sola famiglia, sotto tre nomi diversi, avrebbero sostenuto con un simile ardore la causa di Alfred Dreyfus (1859-1935) 17 e lavorato, come hanno fatto, per disorganizzare le nostre forze nazionali?

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●La parola agli interessati2

Non scriverò la storia della Massoneria. Sarebbe un lavoro immane. Mi limiterò invece a dimostrare che tutto, nell’organizzazione dei suoi diversi riti, rivela anche agli occhi dei meno attenti la sua origine ebraica. Innanzi tutto, parliamo della Massoneria Simbolica composta di tre Gradi. La leggenda che si racconta al neofita nel giorno della sua iniziazione al Grado di Maestro è caratteristica. Eccola:

«Quando fu costruito il Tempio di Gerusalemme, Salomone affidò ad Hiram l’incarico di dirigere i lavori e di pagare gli operai che erano in numero di tremila. Volendo che lo stipendio corrispondesse al merito di ciascuno, Hiram divise il suo personale in tre classi: gli apprendisti, i compagni e i maestri. Ogni classe aveva la sua parola d’ordine e i suoi segni particolari che dovevano essere tenuti segreti affinché Hiram potesse distinguere gli apprendisti dai compagni, e i compagni dai maestri. Tre compagni, che avevano deciso di scoprire la parola d’ordine dei maestri per riceverne lo stipendio, si nascosero nel Tempio, e aspettarono a ciascuna delle porte. Quando Hiram si presentò per chiudere il Tempio, il primo compagno che incontrò gli chiese la parola d’ordine del Maestro. Hiram si rifiutò di pronunciarla e ricevette un colpo di bastone sulla testa. Egli fuggì verso le altre due porte e subì lo stesso trattamento. I suoi assassini allora lo presero e lo nascosero sotto un mucchio di pietre, al di sopra del quale posero un ramo di acacia, per riconoscere il luogo dov’era stato sepolto il cadavere. La scomparsa di Hiram afflisse Salomone che ordinò delle ricerche. Un maestro finì per scoprirlo. Lo prese per un dito, e il dito si staccò dalla mano; lo prese per il polso, e il polso si staccò dal braccio.

Il maestro, stupito, esclamò: “Mac-Benac”! Parola che, secondo i massoni, significa “la carne lascia le ossa”. Per paura che Hiram avesse rivelato la parola d’ordine, i maestri decisero tra di loro che sarebbe stata sostituita da “Mac-Benac”, due parole che i FF\ considerano sacre, e che si astengono dal pronunciare quando non sono in Loggia».

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Sapete da dove hanno preso questa favola i massoni? Dalla parafrasi caldaica dei rabbini. Volendo provare che Gesù Cristo non era il Figlio di Dio, i talmudisti arricchirono la storia che ho appena narrato con un dettaglio che conoscono solo i veri iniziati. Essi pretesero che Gesù fosse riuscito ad introdursi nel Santo dei Santi, dove la parola era tenuta nascosta, l’avesse scoperta e trafugata, dopo averla dissimulata in un’incisione che si era fatto nella coscia, e che fu per virtù dell’onnipotente nome di Jehovah che poi operò dei miracoli. Ora, secondo il rito della Massoneria simbolica, la parola perduta che bisogna ritrovare è appunto «Jehovah». La conclusione che è permesso trarre da ciò che ho appena letto è che la sètta massonica ha un’origine ebraica. I massoni stessi condividono questa opinione. Ma questa prova non è l’unica che possiamo portare. Per l’ammissione al Grado di Rosa-Croce, il Primo Sorvegliante presenta il candidato al Venerabile nei termini seguenti:

«Saggissimo, ecco un degno Cavaliere d’Oriente che si presenta al Sovrano Capitolo per ottenere il favore di essere ammesso al sublime Grado
di Rosa-Croce». Il Saggissimo prende allora la parola e dice:
«Degno cavaliere, chi è lei»?
«Sono nato da nobili genitori della tribù di Giuda», risponde il neofita. Il Saggissimo prosegue:
«Qual’è il suo paese»?
«La Giudea».
«Quale arte professa»?
«L’Arte Muratoria».
Il Saggissimo: «Degno cavaliere, lei mi ispira la più perfetta stima, ma ci vede prostrati di tristezza: tutto è cambiato. Il primo sostegno
della Massoneria non c’è più; la confusione si è insinuata nei nostri lavori; non è più in nostro potere lavorare ancora; il velo del tempio è lacerato, le tenebre sono sparse sulla superficie della terra, la luce è oscurata, i nostri attrezzi sono rotti, la parola è perduta; non è possibile dargliela: tuttavia, la nostra intenzione non è di restare oziosi; cerchiamo, tramite una nuova legge, di ritrovare quella parola; è dell’intenzione di cercarla»?
Risponde l’iniziando: «Sì, Saggissimo».
«Ci promette – chiede il Saggissimo al neofita – di adoperarsi con coraggio a sostegno della Massoneria»?
Il neofita: «Sì, lo prometto».
Il Saggissimo: «Venga, dunque, a prestare giuramento, che se giunge a conoscere i nostri misteri, ne custodirà il più grande segreto».

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I due Sorveglianti prendono allora l’iniziando e lo conducono ai piede dell’altare, dove, in ginocchio e con la mano destra sulla Bibbia, che è aperta al Libro della Saggezza, e avendo sulla mano destra una Spada e un Compasso, pronuncia il suo giuramento. Quando quest’ultimo è terminato, tutti i FF\ si siedono e il Saggissimo pronuncia le ultime parole di Cristo sul Calvario: «Consummatum est» («Tutto è compiuto»). La Croce, agli occhi degli iniziati, rappresenta, sotto una forma che serve ad ingannare i profani, i due principali strumenti della Massoneria: la Squadra e il Compasso.

Mi si obietterà, probabilmente, che prima del 1789, gli ebrei erano esclusi dalle Logge, da cui la conclusione che non hanno potuto essere i fondatori dell’Ordine massonico. Se è per questo, essi non figuravano nemmeno nelle file degli gnostici, dei manichei, degli albigesi, dei sociniani, ecc…, e tuttavia gli storici meno sospetti affermano che essi furono l’anima di queste formidabili eresie di cui la Kabbalah talmudica formava la base. Scrive Jean-Marie Ragon (1781-1862), l’autore sacro della Massoneria:

«La Cabala – o Kabbalah – è la madre delle scienze occulte; e gli gnostici – questi eretici che spinsero fino all’abominazione gli errori dell’intelligenza e la perversione dei costumi – sono nati dai cabalisti» 18.

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Ragon dimentica di dire che i suoi FF\ dei Gradi filosofici non arrossiscono, di annoverare i rappresentanti della Gnosi tra i loro antenati. Scriveva nel 1861 Eliphas Levi:

«Tutte le religioni veramente dogmatiche sono uscite dalla Kabbalah e vi ritornano. Tutto ciò che vi è di scientifico e di grandioso nei sogni religiosi di tutti i fanatici – Jacob Boehme, Swedenborg, Saint-Martin, ecc… – è stato mutuato dalla Kabbalah; tutte le associazioni massoniche devono ad essa i loro segreti e i loro simboli» 19.

Dice altrove lo stesso Autore:

«La dottrina cabalistica è il dogma dell’Alta Magia e, velata sotto il nome di Kabbalah, è indicata da tutti i sacri geroglifici degli antichi santuari e dei riti ancora così poco conosciuti della Massoneria antica e moderna» 20.

Se ciò che ha appena riportato non fosse abbastanza chiaro, Eliphas Levi, il cui solo nome fà autorità in questa materia, aggiunge altrove:

«La grande associazione cabalistica conosciuta in Europa con il nome di Massoneria apparve tutto ad un tratto nel mondo nel momento in cui la protesta contro la Chiesa aveva appena smembrato l’unità cristiana» 21.

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I nove decimi degli autori massonici condividono il modo di vedere di Ragon e di Eliphas Levi. Dopo tutto questo, com’è possibile mettere ancora in dubbio i legami di parentela che uniscono la sètta massonica alla Sinagoga? A coloro che dubitassero ancora della solidità di queste prove, farò
osservare che Massoneria e i talmudisti parlano la stessa lingua.

●Le parole d’ordine

La parola d’ordine del Rito Francese è Tubalcain Jachin, il nome di una delle colonne del Tempio di Salomone, e ne è la parola sacra. Boaz è la parola sacra del Rito Scozzese. Era il nome della seconda colonna del Tempio e quello dello sposo di Ruth (Rt 2-19). Il Grado di Maestro del Rito Francese ha come parola d’ordine Giblim. Questa parola, che in lingua ebraica si pronuncia Guiblime, ricorda i ghiblien, incaricati da Salomone – raccontano gli iniziati – del taglio delle pietre per la costruzione del Tempio.

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La parola sacra del Rito Scozzese, per il Grado di Maestro, è Moabon, la cui radice ebraica Moab o Mohab significa «pastore». Moab era anche il figlio incestuoso di Lot e della sua figlia maggiore (Gn 19, 37). Passiamo alle Logge di adozione, o Massoneria femminile. Durante l’iniziazione di una Maestra, il quadro rappresenta episodi tratti dall’Antico Testamento:

● La Scala di Maestra;
● La Torre di Babele;
● Giuseppe nella cisterna;
● Il sonno di Giacobbe;
● La moglie di Lot trasformata in una statua di sale;
● L’incendio di Sodoma;
● Il sacrificio di Abramo;
● Due terrine infiammate;
● L’Arca di Noé sul monte Ararat, ecc…

Babele è la parola d’ordine; Havoth-Jair la parola sacra. In ebraico, Havoth-Jair significa «appida illuminationis». Nel Grado di Maestra Perfetta, il Gran Maestro porta il nome di Mosé, e la Gran Maestra quello di Zippora (moglie di Mosè). Il F\ depositario si chiama Aronne (fratello di Mosè). La parola d’ordine è Beth-Abara, dall’ebraico Beth-Ebet; la parola sacra è Achitob, dall’ebraico Ahhitoub. Nel Grado di Eletta Sublime Scozzese, il Maestro porta il nome di Eliacim, che era quello del governatore di Betulia (Gdt 4, 6).

Il Primo Sorvegliante è designato con il nome di Ozia principe di Giuda (2 Re 15, 13). La neofita si chiama Giuditta. Diciamo una parola dei Gradi capitolari scozzesi. Al momento dell’iniziazione del Maestro Segreto, la decorazione della Loggia, che raffigura il Santo dei Santi, è costituita da una tappezzeria nera, cosparsa di lacrime bianche. Nel fondo si estende un grande Cerchio nel mezzo del quale è disegnato un Triangolo, al cui centro brilla la Stella fiammeggiante.

Il Venerabile personifica re Salomone. Un F\, che si designa con il nome di Hiram, ricopre le funzioni di Sorvegliante e di Ispettore. Ziza è la parola d’ordine. È così che si chiamava il figlio di Gionata (2 Cr 11, 20). Come parola sacra, è stata scelta la lettera ebraica Iod, che, in senso cabalistico, significa «Dio», «principio», «unità».

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Durante l’iniziazione del Maestro Perfetto, il Venerabile si chiama Hiram, il Sorvegliante Stofkin, l’Iniziatore Zerbal (dall’ebraico Sereb-iah o Scherebia; Esd 9, 5). La parola d’ordine è Johaben, (dall’ebraico Jhoeben), mentre la seconda è Zerbal (il nome del capitano delle guardie di Hiram, re di Tiro). La parola sacra è Ivah, che sta per Geova. Gli altri Gradi del Rito Scozzese hanno tutti lo stesso carattere.

Di conseguenza, è inutile passarli in rassegna. La Massoneria hiramita non differisce come terminologia dal Rito Francese, o Rito Simbolico, e dal Rito Scozzese. Ecco alcuni esempi. Per il Grado di Maestro Perfetto la parola d’ordine è Monte-Libano, mentre la parola sacra è Jehovah. Per il Decimo Grado (Maestro Scozzese) le parole sacre sono Urim o Thumim, nomi dati a certi oggetti dalla superstizione ebraica. Parola incomunicabile: Geova. Parola d’ordine: Zedidiac (dall’ebraico Zedadiah).

Il Rito di Misraïm, all’espansione del quale hanno lavorato attivamente due ebrei del Sud della Francia – i fratelli Michel e Marc Bedaridde – ha ancora più degli altri una sfumatura semita. Per tutti i Gradi, le parole d’ordine e le parole sacre (almeno novanta) sono state estratte dal Talmud. La Massoneria dei Moabiti, o Cavalieri Prussiani, non fà eccezione a questa regola. La stessa osservazione vale anche per il Rito di Memphis. Si legge nel Tegolaio moabita:

«Tocco: prendere l’indice della mano destra del Tegolaio e premerlo con il pollice dicendo: “Sem”. L’esaminatore ripete lo stesso tocco e dice: “Cam”. Ripete il tocco pronunciando: “Iafet”. La parola d’ordine è “Phaleg”, pronunciata tre volte in tono lugubre e lento. Parole sacre: “Sem”, “Cam”, “Iafet”».

Questo è tutto? No, c’è ancora di meglio. Per i massoni, l’era cristiana non esiste. Usando il gergo della sètta, un massone scrive «anno 5891» e non «1891». I massoni fanno partire l’inizio dall’anno con il mese di marzo, esattamente come gli ebrei. Essi non danno ai diversi mesi dell’anno gli stessi nomi che diamo noi, ma usano i nomi ebraici. Non dicono marzo, aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre e dicembre; ma Nijan, Jiar, Sivan, Thamous, Ab, Aloul, Thisch’ri, Marhheschvan, Chisler, Tebeth, Sliebat e Adar. Leggiamo sulla rivista massonica Le Rameau d’Eleusis:

«Fino al 5826 (1826), in questo Rito (il Rito Francese) era usanza dare ai mesi del calendario gregoriano i nomi dei mesi ebraici; ma siccome non cominciano allo stesso tempo, ne risultava che questa nomenclatura poteva indurre i massoni nell’errore. È per questa ragione che si è dovuta aggiungere, nel computo, una secondo colonna che indica la concordanza dei mesi ebraici con i mesi gregoriani».

La Massoneria Scozzese ha adottato il calendario ebraico in tutto il suo rigore. Il Riti Indiano, Caldeo, di Memphis, Persiano, ecc…, seguono il calendario egizio che non differisce in modo sensibile da quello ebraico. Conclusione logica e inconfutabile: la Massoneria è una sètta di origine ebraica.

●Confessioni dei capi della sètta

Forse mi si dirà che esagero nel presentare i pericoli della Massoneria. Se certi adepti spingono il bisogno di perseguitare fino alla monomania, ce ne sono altri la cui benevolenza non può essere messa in dubbio. Riconosco volentieri che, lasciata a sé stessa, la maggior parte dei massoni sarebbe innocua. Ma essi ricevono degli ordini e, come servi piegati dalla disciplina, li eseguono senza analizzarli. L’ubbidienza del massone dev’essere di una passività assoluta. Un mio vecchio amico, un ex Rosa-Croce di cui ho scritto e ho pubblicato le confidenze, e che in realtà era un Cavaliere Kadosh, mi ha confidato più volte:

«Pochi iniziati, o sedicenti tali, conoscono lo scopo che persegue la sètta in cui hanno avuto l’imprudenza di impegnarsi. Il Rosa-Croce stesso, a meno che sia di un’intelligenza eccezionale, non vede la verità che attraverso una benda appena trasparente. Una sola cosa gli appare chiara e indiscutibile: l’origine ebraica della Massoneria».

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Nel discorso che il Saggissimo o il Venerabile che presiede il Capitolo dei Rosa-Croce indirizza ai neofiti il giorno dell’iniziazione, il seguente passo merita un’attenzione tutta particolare:

«La Massoneria – dice l’oratore – è un tempio aperto a tutte le buone volontà; ma per rendere il suo insegnamento più efficace, essa lo ha avvolto in simboli ed emblemi e lo ha diviso per classi o per Gradi, per osservare meglio l’intelligenza dei suoi adepti e per dar loro un’istruzione proporzionata unicamente alle loro attitudini e alle loro forze». Poi aggiunge: «Essa ha diviso questo insegnamento in tre periodi ben distinti: 1º) il periodo giudaico e architettonico; 2º) il periodo religioso; 3°) il periodo filosofico […]. Il periodo giudaico comprende i primi sedici Gradi.

In questo periodo, si segue e ci si occupa unicamente dello sviluppo della razza semitica. Tutto è orientale: Gerusalemme, Salomone e il suo Tempio, Tiro e Hiram (o Adhoniram), Zorobabele e Ciro. Tutte le parole d’ordine sono ebraiche o siriache; i segni stessi rappresentano le lettere dell’alfabeto ebraico. Fin qui, la Massoneria, che ha seguito unicamente la razza dei figli di Sem, razza che credeva in un’unica divinità, ha trascurato i figli di Iafet, che erano politeisti».

Il Saggissimo fà poi osservare che quando il cristianesimo e, con lui, la credenza nell’unicità di Dio invase l’Occidente, la Massoneria riunì le due razze in un solo fascio e fondò il 17º Grado, che è quello dei Cavalieri d’Oriente e d’Occidente. Essa abbandona allora il periodo giudaico per entrare nel periodo religioso.

«Il catechismo del 18º Grado che vi verrà consegnato – dice ancora il Saggissimo agli iniziandi – contiene alcune idee su questi diversi Gradi: dal Grado di Apprendista fino a quello di Cavaliere d’Oriente e d’Occidente, sia dal punto di vista astronomico che dal punto di vista storico».

Questa parte del catechismo massonico dev’essere riportata. Dopo averla letta, non si potrà dubitare un solo istante dell’origine ebraica della Massoneria:
«Domanda: Quali sono i fatti ai quali si riferisce l’insegnamento dal 4º al 14º Grado?
Risposta: Dal 4º al 14º Grado, Salomone regna; il Tempio viene costruito; Hiram, capo dei lavori, muore assassinato; gli si erige un sepolcro: i suoi omicidi vengono inseguiti, raggiunti e messi a morte, e il maestro Hiram è sostituito da altri sette Maestri, numero che viene ulteriormente elevato negli altri Gradi.

● Domanda: Quale sono i fatti cui si riferisce l’insegnamento del 15º Grado?

● Risposta: Al 15º Grado, Nabucodonosor, re di Babilonia, dichiara guerra a Sedecia, successore di Salomone; entra vincitore in Gerusalemme, distrugge il Tempio, ruba gli oggetti preziosi, massacra la tribù di Levi e porta prigioniere in Assiria le altre tribù vinte. Più tardi, Ciro, successore di Nabucodonosor, rende la libertà ai prigionieri, restituisce loro gli oggetti di cui il Tempio era stato spogliato, e li autorizza a ricostruirlo sotto la direzione di Zorobabele, che costituisce Cavaliere d’Oriente.

● Domanda: Quali sono i fatti cui l’insegnamento del 16º Grado si riferisce?

● Risposta: Al 16º Grado, il Tempio viene ricostruito; i samaritani vogliono impedire questa ricostruzione; ma Dario, successore di Ciro, ordina loro di ritirarsi e nomina Zorobabele prìncipe di Gerusalemme. Questa dignità viene accordata anche ad alcuni dei suoi su sua richiesta, ma egli rimane il loro capo.

● Domanda: Quali sono i fatti ai quali si riferisce l’insegnamento del 17º Grado?

● Risposta: Al 17º Grado, è terminata la ricostruzione del Tempio, numerosi prìncipi di Gerusalemme sono diventati Cavalieri d’Oriente e d’Occidente, la buona novella è annunciata e la verità è diffusa sia tra i discendenti di Sem che tra i discendenti di Iafet.

● Domanda: Quale sono i fatti ai quali si riferisce il 18º Grado?

● Risposta: Al 18° Grado, la verità viene sparsa e gli spiriti vengono illuminati, parecchi popoli fanno alleanza e costituiscono tra i Cavalieri d’Oriente e d’Occidente un gran consiglio, il quale decide che i Cavalieri Rosa-Croce siano incaricati di giudicare tutte le difficoltà che potrebbero sorgere tra essi».

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Non c’è niente nei primi diciotto Gradi della Massoneria che non sia preso in prestito dall’Antico Testamento, per ciò che riguarda i fatti storici propriamente detti, o dal Talmud, per tutto ciò riguarda l’insegnamento morale e filosofico. Il giorno in cui il massone viene iniziato al 15° Grado, diventa de plano membro dell’Alliance Israélite Universelle («Alleanza Israelita Universale»), il cui lo scopo è di raggruppare in un solo fascio tutti coloro che hanno fatto dei principî moderni la propria la regola di fede.

L’Alleanza Israelita Universale e la Società non meno universale della Massoneria formano un’unica e identica società. I nostri avversari troveranno difficilmente un ebreo ostile alla Massoneria e più difficilmente ancora un massone nemico dell’ebraismo. A dispetto delle mie ricerche non sono mai riuscito a constatare il contrario. La ragione è che la Kabbalah, questa forma moderna di occultismo di cui l’ebreo è il gran maestro, è alla base di tutti i Riti massonici. L’Alleanza Israelita Universale è l’opera per eccellenza del giudaismo e della Massoneria.

È raggruppando sotto il suo stendardo tutti gli adepti del libero pensiero, qualunque sia il loro culto d’origine, che Israele vedrà realizzate le sue più care speranze. Tutti gli uomini senza distinzione apriranno il loro cuore davanti allo stesso Dio e negli stessi tempi.

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«Tutto verranno nutriti dagli stessi principî. Gli odî sèttari spariranno, l’armonia regnerà sulla Terra e i tempi messianici, predetti dai profeti d’Israele, saranno realizzati».

Tale è il linguaggio utilizzato nel 1886, ossia alcuni anni dopo la fondazione dell’Alliance Israélite Universelle, dall’ebreo Hippolyte Rodrigues (1812-1898). La rivista Les archives israélites («Gli archivi israeliti») 22, ha riportato la notizia secondo cui il Gran Rabbino del Belgio, Elie Aristide Astruc (1831-1905), pronunciò un discorso sulla tomba di un giornalista ebreo affiliato alla sètta dei Solidali. Un giornale, organo ufficiale del movimento del Libre Pensée («Libero pensiero»), ha manifestato il suo stupore per questo intervento. Il Gran Rabbino gli rispose nei termini che è bene riportare:

«Come sappiamo, Bérend era membro del “Libre Pensée”. Il giudaismo non esclude nessuno dai suoi templi né durante la vita, né dai suoi cimiteri dopo la morte. Non solamente esso ammette negli uni e negli altri gli israeliti che hanno cessato di praticare i suoi riti, ma riceve anche gli stranieri senza chieder loro nessuna formula confessionale […]. Ecco perché Bérend è potuto diventare libero pensatore pur restando israelita […]. Ecco perché, infine, la Massoneria e il “Libre Pensée” hanno potuto intervenire senza alcun ostacolo accanto al giudaismo sulla tomba di un fratello, di un amico, di un correligionario che tutti, israeliti, massoni e liberi pensatori, rimpiangono».

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Il Gran Rabbino Aristide Astruc non la pensava diversamente da me. Anch’egli era del parere che l’Alliance Israélite Universelle e la Massoneria siano uniti da legami abbastanza stretti per diventare un tutt’uno. Il libero pensiero non inorridisce l’ebreo più di quanto l’ebreo non ripugni al massone.

●Niente di nuovo sotto il sole

Il fatto che vado a segnalare non è una novità. Sono diciannove secoli che la Sinagoga ispira i nemici del cattolicesimo. Talvolta, la Massoneria si attribuisce origini fantastiche, ma quando essa annovera gli gnostici, i manichei e gli albigesi nel numero dei suoi antenati, afferma la verità. Essa dimentica solamente di dire che l’ebraismo fu l’anima di queste eresie che, come le Logge massoniche, fecero del Talmud il loro «vangelo» prediletto.

Nel 12º Grado, il Venerabile chiede all’iniziando che cosa significa la lettera «G» che figura al centro della Stella fiammeggiante. Questi risponde che questa lettera significa Geometria, Generazione e Gnosi. Senza soffermarsi sui primi due significati indicati dal postulante, il Venerabile fà una vera dissertazione sugli gnostici di cui i «figli della Vedova» sono i continuatori.

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I massoni, aggiunge il Venerabile, devono proseguire l’opera cominciata dagli gnostici e sforzarsi di distruggere le false religioni, cominciando dall’eresia romana (il cattolicesimo). Dicendo che il Talmud è il «vangelo» del massone come per l’ebreo ortodosso, sono assolutamente nel vero.

«Ritorniamo – dice il Venerabile durante il ricevimento del Grado di Maestro Perfetto – nei primi giorni del mondo, nell’epoca in cui Adamo ed Eva erano ancora nell’Eden.

Eblis (Satana), l’Angelo di Luce, non ha potuto vedere la bellezza della prima donna senza bramarla. Poteva Eva resistere all’amore dieva e lucifero un angelo? […]. Nacque Caino. La sua anima, scintilla dell’Angelo di Luce, spirito di fuoco, lo elevava infinitamente al di sopra di Abele, il figlio di Adamo […]. Tuttavia, egli fu buono con Adamo, di cu sostenne la vecchiaia debole e impotente, buono con Abele, di cui sostenne i primi passi.

Ma Yahwéh-Adonai, geloso del genio comunicato da Eblis a Caino, ha cacciato Adamo ed Eva dall’Eden per punirli entrambi, e, dopo essi, i loro discendenti a causa della debolezza di Eva. Adamo ed Eva detestavano Caino, causa involontaria di questa iniqua sentenza, e la madre stessa riponeva ogni suo affetto in Abele; quanto ad Abele, il cui cuore era gonfio per questa ingiusta preferenza, rendeva a Caino disprezzo in cambio d’amore.

Una prova più crudele doveva presto spezzare il cuore del nobile figlio di Eblis. Aclinia, la prima figlia di Adamo e di Eva, era unita a Caino da una profonda e reciproca tenerezza, e, malgrado i loro desideri e le loro preghiere, Aclinia fu dato in sposa ad Abele, per volontà di Yahwéh-Adonai; questo Dio geloso aveva plasmato il fango per fare Adamo e gli aveva infuso un’anima servile. Inoltre, egli temeva l’anima libera di Caino. Questo ultimo, esasperato a causa dell’ingiustizia di cui era vittima, uccise suo fratello, crimine che Adonai giudicò indegno di perdono. Tuttavia, Caino, per riparare al suo errore, commesso in un momento di giusta collera, mise al servizio dei figli del fango l’anima superiore e il genio che aveva ricevuto da suo padre Eblis, l’Angelo di Luce. Insegnò loro a coltivare la terra.

Enoch, suo figlio, li iniziò alla vita sociale. Matusalemme insegnò loro la scrittura. Lamech diede loro l’esempio della poligamia. Tubalcain, suo figlio, scoprì l’arte di forgiare i metalli, perfezionò le sue scoperte e li propagò per il bene degli uomini. Nohema, che suo fratello Tubalcain sposò davanti alla Natura, insegnò loro l’arte di filare e di fare della tela per vestirsi. Hiram, o se preferite Adhoniram, discendeva in linea diretta da Caino, tramite questi illustri personaggi, e i massoni si gloriano di contare nel numero dei loro avi il costruttore del Tempio di Salomone».

❋❋❋❋❋❋❋

Ciò che ha appena riportato non è una leggenda inventata a piacere. Si tratta di un racconto estratto quasi integralmente dal Talmud dalle Logge massoniche. Eccone le prove:

«Alcuni demoni scesero su Adamo che, carico della maledizione di Dio, si rifiutò di avvicinarsi ad Eva per non procreare figli della disgrazia» 23.

Due demoni femminili gli apparvero e concepirono con lui altri demoni. Secondo il Talmud 24, Adamo ha generato, per centotrent’anni, con Lilith, un demone femmina, gli spiriti, i diavoli e gli spettri notturni.

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«Dal canto suo, Eva non fu un modello di fedeltà coniugale. Per centotrent’anni, essa non mise al mondo che diavoli, essendo stata la donna di demoni maschi» 25.

Secondo il Talmud e le dottrine segrete della Massoneria, la specie umana è costituita da due razze distinte. La prima, grossolana, maligna e dotata di una rude intelligenza, discende da Adamo ed Eva. Yahwéh-Adonai, il principio cattivo, è il suo Dio. La seconda, uscita da Eblis – o Lucifero – e da Eva, è buona, dotata di facoltà brillanti, e adora il capo della milizia infernale, l’Ormus, o principio buono dei caldei. Quando, dunque, i massoni ci parlano del Grande Architetto dell’Universo (G.A.D.U.), non si riferiscono al Dio dei cristiani, ma al grande ribelle che l’Arcangelo San Michele precipitò nell’abisso.

Come gli gnostici, i «figli della Vedova» professano non solo una grande ammirazione per Caino, loro antenato, ma anche per Canaan, per Esaù, per Coré, per Nathan, per Abiron e… per Giuda, il loro apostolo prediletto. Gli abitanti di Sodoma e Gomorra non hanno mai ispirato loro alcuna antipatia. Non sono forse state le vittime dell’odio di Yahwéh-Adonai, il nemico irriducibile della posterità di Eblis, l’Angelo di Luce?

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●Nemici irriducibili di Dio e dei goym

L’ebreo e il massone hanno in odio Cristo e i goym, e con questa ultima parola bisogna intendere i cattolici. I protestanti fanno volentieri causa comune con le Logge e la Sinagoga, quando si tratta di combattere la Chiesa. Insegna il rabbino Gerson: «Non conviene all’uomo giusto (all’ebreo) essere misericordioso con gli empi» 26. Abravanel dichiara che non si deve manifestare misericordia verso i proprî nemici 27.

Secondo il Talmud, ai giusti (vale a dire agli ebrei) è permesso ingannare gli atei 28. Insieme a numerosi altri dottori della Legge, il rabbino Albo insegna che Dio ha dato agli ebrei potere sui beni e sulla vita di tutti i popoli 29. In queste dottrine, non c’è nulla che sia di natura tale da stupire, quando si sa che l’ebreo si considera come appartenente ad un razza privilegiata, esattamente come il suo correligionario massone. Per il discendente di Abramo, il goy (il cattolico) non differisce dai bruti. Abravanel sostiene che la donna straniera, ovvero non ebrea, è un animale, e, che violandola, l’ebreo non commette alcun male. Dal canto suo, Maimonide afferma: «È permesso abusare di una donna infedele» 30. Lo stesso autore scrive ancora:

«È stato ordinato di assassinare e di gettare nella fossa di perdizione i traditori in Israele e gli eretici, come Gesù di Nazaret e i suoi seguaci».

Il massone condivide l’odio dell’ebreo per i cattolici. Gli avvenimenti attuali ne sono una prova sorprendente. Gli uni e gli altri non discendono forse da Eblis, l’Angelo di Luce (o Lucifero) e dalla prima donna? E lo straniero, il goy, discepolo del Nazareno, non appartiene forse alla razza inferiore e maledetta di Adamo ed Eva? Si è detto che i massoni rendono un culto a Satana, loro padre. Niente di più vero. Com’è noto, Cristo disse ai farisei, di cui i massoni sono i discepoli: «Voi che avete per padre il diavolo» («Vos ex patre diabolo»; Gv 8, 44).

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Nelle loro riunioni, che chiamano con il nome di Aeropaghi, i Cavalieri Kadosh esordiscono con un grido d’odio contro il Dio dei cristiani e brandiscono un pugnale. Il presidente recita poi l’Orazione a Lucifero. Il testo attualmente in uso di questa preghiera è opera dell’anarchico Pierre-Joseph Proudhon (1809-1865). Eccolo:

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«Vieni, Lucifero, vieni! Oh, calunniato dai preti e dai re! Vieni; noi ti abbracciamo e ti stringiamo sul nostro petto! È da molto tempo che ti conosciamo e che tu ci conosci. Le tue opere, oh benedetto del nostro cuore, non sono sempre belle e buone agli occhi del volgare ignorante; ma solo esse danno un senso all’Universo e gli impediscono di essere assurdo. Tu solo animi e fecondi il lavoro. Tu solo nobiliti la ricchezza e sei l’essenza dell’autorità; metti il sigillo alla virtù […]. E tu, Adonai, dio maledetto, vattene; noi ti rinneghiamo! Il primo dovere dell’uomo intelligente e libero è quello di cacciarti dal suo spirito e dalla sua coscienza; perché sei essenzialmente ostile alla nostra natura, e non riconosciamo in alcun modo la tua autorità. Arriviamo alla scienza malgrado te, al benessere malgrado te, alla società malgrado te; ciascuno dei nostri progressi è una vittoria nella quale schiacciamo la tua divinità. Spirito bugiardo, dio imbecille, il tuo regno è finito; cerca tra le bestie altre vittime. Eccoti spodestato e spezzato. Il tuo nome, per così tanto tempo l’ultima parola dello scienziato, la sanzione del giudice, la forza del prìncipe, la speranza del povero, il rifugio del colpevole che si pente, ebbene, questo nome incomunicabile, Padre Eterno, Adonai o Yahwéh, oramai destinato al disprezzo e all’anatema, sarà schernito tra gli uomini!

Perché Dio significa stupidità e vigliaccheria; Dio equivale ad ipocrisia e menzogna; Dio è tirannide e miseria; Dio è il male […]. Fintanto che l’umanità si inchinerà davanti al tuo altare, sarà schiava dei re e dei preti, sarà riprovata; finché un uomo, nel tuo esecrabile nome, riceverà il giuramento di un altro uomo, la società sarà fondata sullo spergiuro, la pace e l’amore saranno banditi tra i mortali […]. Dio, vattene! Perché, fin da oggi, liberati dal tuo timore e divenuti saggi, giuriamo, con la mano alzata verso il tuo cielo, che non sei altro che il tiranno della nostra ragione e lo spettro della nostra coscienza»!

Poi gli adepti si prosternano davanti al Baphomet, l’idolo dalla testa di capra che adoravano i Templari. Quando si legge questa invocazione a Satana pronunciata dai Cavalieri Kadosch, si comprende la specie di stupida ferocia con cui la Massoneria, diretta dalle retro-Logge, perseguita le opere cattoliche. Come abbiamo visto nelle pagine precedenti, gli ebrei credono siano giunti i tempi messianici.

Il Messia, se si presta fede alle loro parole, renderà loro lo scettro del mondo. Ma questo trionfo d’Israele sarà preceduto da una grande guerra nella quale due terzi dei popoli periranno 31. Il Messia riceverà i doni di tutti i popoli, ma rifiuterà quelli dei cristiani. Gli ebrei saranno immensamente ricchi; tutti i tesori dei popoli passeranno nelle loro mani, tant’è vero che serviranno trecento asini per trasportare le chiavi delle porte del locale e delle casseforti in cui queste ricchezze verranno rinchiuse 32. Ed ecco il gran finale:

«Tutti i popoli si convertiranno alla religione ebraica; solamente i cristiani (i cattolici) non parteciperanno a questa felicità. Essi saranno interamente sterminati perché provengono dal demonio» 33.

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Al contrario, essi provengono da Lucifero, l’Angelo di Luce, e dalla prima donna. L’odio dell’ebreo e quello del massone per Adonai, il Dio dei cristiani, si confondono e fanno una sola cosa, e si manifestano nella violenza e nell’assoluto disprezzo del diritto e della giustizia. Il nome di questo «dio imbecille» non sarà più «la sanzione del giudice, la forza del prìncipe, la speranza del povero, il rifugio del colpevole che si pente». Quando dico che gli ebrei e i massoni si burlano del diritto e della giustizia nei loro rapporti con i cattolici non esagero affatto.

Le Congregazioni religiose e i padri di famiglia ne sanno qualcosa. Non contenti di sopprimere in modo arbitrario il diritto che hanno le famiglie di crescere i loro figli come meglio credono, essi dicono ai religiosi e alle religiose muniti dei diplomi che esige la legge: «Ormai non insegnerete più»! C’è di meglio: essi avanzano la pretesa di mettere mano, in nome dello Stato, sui palazzi che appartengono o alle Congregazioni religiose, o alle società civili che ospitano i religiosi. Gli interessati si appellano ai tribunali?

Ebrei e massoni ricordano ai magistrati, di cui molti sono ebrei o hanno visto la «luce» del 3º Grado, questo passo del Talmud: «Se un ebreo intenta un processo contro un non ebreo, farete vincere la causa al primo e direte all’altro: “Così vuole la nostra legge”». Ecco la spiegazione di certi giudizi emessi ai nostri giorni, e della pretesa che hanno i tribunali di giudicare certe cause che non sono di loro competenza.

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●Dirigenti ed ingenui

Alcuni dei miei lettori potrebbero forse ritenermi troppo severo per coloro che si arruolano nella Massoneria. A ciò risponderò che sono infinitamente più dolci quelli che li dirigono e ai quali ubbidiscono con una cieca docilità. Piccolo Tigre, o piuttosto colui che si celava sotto questo pseudonimo, era un ebreo di una rara intelligenza.

Grazie all’attività che egli sfoderò sotto il regno di Luigi Filippo (1773-1850), e precedentemente sotto la Restaurazione, la Massoneria ricevette un grande impulso. Molto legato a Klemens von Metternich (1773-1859), Primo Ministro dell’Imperatore d’Austria, Piccolo Tigre si servì di questa amicizia per carpire al diplomatico i segreti di Stato che la sètta aveva interesse a conoscere. Ora, ecco le istruzioni che egli inviava, il 18 gennaio 1822, agli agenti superiori delle Logge piemontesi:

«L’essenziale è isolare l’uomo dalla sua famiglia, e di corromperlo nei costumi […]. Egli ama le lunghe conversazioni del caffè e l’ozio degli spettacoli. Trascinatelo, coinvolgetelo, dategli una qualsiasi importanza, insegnategli discretamente ad annoiarsi dei suoi lavori giornalieri, e, attraverso questo lavorio, dopo avergli mostrato quanto siano faticosi i suoi doveri, gli inculcherete il desiderio di un’altra esistenza. L’uomo è nato ribelle. Attizzate questo desiderio di ribellione fino all’incendio, ma che l’incendio non esploda! È una preparazione alla Grande Opera che dovete cominciare. Quando avrete insinuato in alcune anime il disgusto per la famiglia e per la religione, lasciate cadere certe parole che provochino in lui il desiderio di essere affiliato ad una Loggia vicina».

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Mi chiedo quale epiteto meriti una società che utilizza simili procedimenti per aumentare il numero dei suoi aderenti. Credo che trattando Piccolo Tigre da birichino, non si supererebbero i limiti del lecito. Nessuno meglio di questo ebreo ha messo in rilievo l’ingenuità e l’imbecillità, potrei dire, degli infelici di cui si serve la Massoneria per raggiungere i suoi scopi. Scrive ancora Piccolo Tigre: «Questa vanità del cittadino o del borghese di identificarsi nella Massoneria ha qualcosa di così banale e di così universale che sono sempre in ammirazione davanti alla stupidità umana».

La stupidità umana! Non oserei mai adoperare un simile linguaggio. Notate bene che non ho necessità di manipolare il borghese, mentre Piccolo Tigre, un Fratello – ma cosa dico – un generalissimo dell’esercito massonico, avrebbe dovuto, mi sembra, trattare i suoi subordinati con più cortesia. Unendo il dileggio all’ingiuria, il corrispondente degli agenti superiori delle Logge piemontesi aggiunge con il sorriso sulle labbra:

«Mi stupisco di non vedere il mondo intero bussare alla porta di tutti i Venerabili, e chiedere a questi signori l’onore di essere uno degli operai scelti per la ricostruzione del Tempio di Salomone»!

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Ricostruire il Tempio di Salomone! L’accozzaglia massonica non sa molto del vero significato di queste parole. Sono lieto di informare i massoni che, nello spirito dei veri iniziati, con queste parole si intende la ricostituzione del potere ebraico sulle rovine del cattolicesimo e delle potenze europee.

Talvolta, l’ebreo si lascia sfuggire il suo pensiero più profondo, persuaso che può farlo impunemente, grazie alla fenomenale sbadataggine e allo spirito credulone di cui sono dotati i cristiani. Il 29 giugno 1869, gli ebrei aprirono a Lipsia, una specie di concilio intitolato «Sinodo israelitico». Ecco la proposta che il rabbino Ludwig Philippson (1811-1889) sottopose al voto di questa assemblea, con il consenso del Gran Rabbino del Belgio, Aristide Astruc:

«Il Sinodo riconosce che lo sviluppo e la realizzazione dei principî moderni sono le più sicure garanzie del presente e dell’avvenire del giudaismo e dei suoi membri. Esse sono le condizioni più energicamente vitali per l’esistenza espansiva e per un più alto sviluppo del giudaismo».

I principî moderni formano il programma esclusivo e completo del Libre Pensée rappresentato dalle Logge massonicihe. L’ebreo M. Kuhn ha potuto esclamare il giorno in cui si aprì questo conciliabolo:

«La rivendicazione dei principî moderni da parte del giudaismo è tra le più umilianti per i nostri democratici, di fronte ai quali gli ebrei si erigono come i veri leader del progresso».

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Ho già detto che, in realtà, gli gnostici e i manichei non erano che ebrei travestiti, o dei loro adepti segretamente diretti da essi. Adam Weißhaupt (1748-1811), il fondatore degli Illuminati di Baviera, Ragon, Clavel, Rédarés, ecc…, confessano senza tergiversare che la sètta massonica è, in effetti, nata da queste eresie, la cui origine ebraica è un fatto accertato.

Dal canto suo, F\ Gabriel Willaume ha affermato: «È grazie agli iniziati d’Oriente che abbiamo ricevuto i misteri attuali». Gli stessi scrittori constatano che gli albigesi non ebbero altra origine. Jules Michelet (1798-1874) che certamente è al di sopra di ogni sospetto, ha affermato a sua volta che ebrei e albigesi non costituivano che un’unica famiglia.

«La Giudea della Francia – come viene chiamata la Linguadoca – non ricordava la regione ebraica solo per le sue strade e per i suoi uliveti; essa somigliava anche a Sodoma e Gomorra. Ora, c’era da temere che la vendetta della Chiesa l’avrebbe trasformata nel Mar Morto». E più avanti: «I loro dottori (i “brabançons”, ossia gli albigesi del Nord) insegnavano ufficialmente Aristotele, e in segreto gli arabi e gli ebrei, con il panteismo di Averroé e le sottigliezze della Kabbalah» 34.

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Fin verso la fine del XVIII secolo, gli ebrei dovettero dissimulare la loro azione, a causa dell’avversione che i popoli nutrivano verso di loro. Ma a partire dal famoso Congresso di Wilhelmsbad, tenutosi nel 1782, essi iniziarono ad agire con disinvoltura. Diciamo che i martinisti non avevano aspettato quel momento per confessare la loro origine semitica.

Martinez de Pasqually (1727-1774) il fondatore dell’Ordine Martinista, aveva fondato verso il 1760 alcune Logge a Bordeaux, a Tolosa e a Marsiglia. Egli portò il suo Rito a Parigi nel 1768. Van-Lao, Louis-Claude de Saint-Martin (1743-1803) e Jean-Jacques Bacon de la Chevalerie (1731-1821) furono i suoi principali discepoli. Il sistema di Martinez de Pasqually, un ebreo portoghese, è solamente un’imitazione della Kabbalah. Ora, è risaputo che quest’ultima, come conferma lo stesso Drach, è l’anima del Talmud.

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●I Superiori Incogniti

Il celebre Congresso di Wilhelmsbad approvò due risoluzioni che non hanno mai smesso di essere rispettate. In primo luogo, venne deliberato che i tre Gradi di Apprendista, di Compagno e di Maestro avrebbero formato la base della Massoneria; in secondo luogo, nella Massoneria simbolica, composta dai tre Gradi in questione, non si sarebbe mai parlato dei capi sconosciuti, e che ogni contatto diretto con i superiori massonici sarebbe stato vietato a questo tipo di Logge.

Si decise, inoltre, che la Massoneria Templare si sarebbe congiunta con gli Illuminati, ma a condizione che i suoi adepti avrebbero ignorato il nome della sètta di cui diventavano così affiliati. Il massone deve ubbidire ciecamente. Il Venerabile lo comunica all’Apprendista il giorno della sua iniziazione. «Signore – gli dice – ogni profano che si fà massone cessa di appartenersi; non è più suo, ma appartiene ad un Ordine che è sparso su tutta la superficie del globo». A chi deve ubbidire il massone? Ai Superiori Incogniti!

È Louis Blanc (1811-1882) che ce lo dice nella sua opera Histoire de dix ans («Storia di dieci anni»). Ora, Louis Blanc sapeva di cosa parlava. Questi Superiori Incogniti sono francesi, inglesi, tedeschi o italiani. Quelli con cui corrispondeva Piccolo Tigre erano ebrei. Li si è visti servirsi di volta in volta, per raggiungere il loro scopo che è di disgregare l’Europa cristiana a profitto di Israele, di Lord Palmerston (1784-1865), di Camillo Benso Cavour (1810-1861), di Napoleone III (1808-1873) e di Otto von Bismarck (1815-1898).

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Ciascuno di questi uomini di Stato ha creduto, ad un dato momento, di essere l’arbitro del mondo, mentre la sètta utilizzava la sua influenza a profitto dei suoi disegni. Nel 1862, un massone di Berlino, messo al corrente di come andavano le cose, si lamentò amaramente della preponderanza dell’ebreo. Un giornale di Monaco pubblicò le sue lamentele.

«In Germania esiste – diceva – una Società Segreta dalle fattezze massoniche che è sottomessa a dei Capi Sconosciuti. I membri di questa associazione sono per la maggior parte israeliti […]. A Londra, dove, com’è noto, si trova il focolaio della Rivoluzione, sotto il Gran Maestro Palmerston, esistono due Logge ebraiche in cui non sono ammessi i cristiani. È lì che si riuniscono tutti i figli di tutti gli elementi rivoluzionari che covano nelle Logge non ebraiche. A Roma, un’altra Loggia interamente composta da ebrei, dove si riuniscono tutti i figli delle trame ordite nelle Logge cristiane, è il supremo tribunale della Rivoluzione. Da là vengono dirette le altre Logge da capi segreti, così che la maggior parte dei rivoluzionari non ebrei non sono che marionette messe misteriosamente in movimento dagli ebrei.

A Lipsia, in occasione della fiera che fà giungere in questa città una parte dei più ricchi negozianti ebrei e cristiani dell’intera Europa, la Loggia ebraica si riunisce ogni volta segretamente, e nessun massone non ebreo viene ammesso. Ecco ciò che fà aprire gli occhi a più di uno di noi […]. Alle Logge ebraiche di Amburgo e di Francoforte non hanno accesso che degli emissari».

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Il corrispondente dei Feiulles historiques et politiques («Fogli storici e politici») terminava dicendo:

«Si degni l’Onnipotente di addolcire le prove che gravano sui grandi a causa della loro noncuranza, e far loro comprendere che la Massoneria vuole rivoluzionare e repubblicanizzare i popoli nell’interesse del giudaismo».

Ogni commento mi sembra superfluo. Se gli interessati non comprendono, è perché hanno meritato il castigo che li minaccia. Henri-Roger Gougenot des Mousseaux (1805-1876) racconta un fatto che corrobora ciò che abbiamo appena letto:

«Dopo la recrudescenza rivoluzionaria del 1848, mi sono trovato in relazione con un ebreo che, per vanità, tradiva il segreto delle Società Segrete alle quali si era associato, e che mi avvertiva con otto o dieci giorni di anticipo di tutte le rivoluzioni che stavano per esplodere in un punto qualsiasi dell’Europa. Devo a lui l’incrollabile convinzione che tutti questi grandi movimenti, i popoli oppressi, ecc…, sono guidati da un mezza dozzina di individui che impartiscono i loro ordini alle Società Segrete dell’Europa intera. Il suolo sotto i nostri piedi è completamente minato, e gli ebrei forniscono un largo contributo a questi minatori» 35.

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Nel 1870, de Camille, allora a Bologna, scrisse al giornale Le Monde una lettera tra le più istruttive:

«In questo momento – diceva – sto facendo un giro in Italia che ho visitato quindici anni or sono, e ho appena incontrato una delle mie vecchie conoscenze. Quest’uomo, che sapevo da tempo immischiato attivamente negli affari dell’Ordine massonico, occupa un posto elevato in una Loggia dell’Italia del Nord».

Avendogli De Camille chiesto se faceva ancora parte della sètta massonica, la vecchia conoscenza gli rispose:

«Ho lasciato definitivamente la mia Loggia dell’Ordine perché ho acquisito la convinzione profonda che in realtà non eravamo che lo strumento degli ebrei che ci spingevano alla distruzione totale del cristianesimo» 36.

Gougenot des Mosseaux, che ha compiuto uno studio approfondito sulla questione ebraica, scrisse nel 1861:

«Chi afferma che il Consiglio Universale e Supremo, ma segreto, della Massoneria, composto da nove membri, deve riservare un minimo di cinque seggi per i rappresentanti della nazione ebraica, perché così vogliono le Costituzioni massoniche, ci insegna ciò che le semplici leggi del buon senso ci dicono che dev’essere» 37.

Lo stesso Autore disse ancora nel 1872:

«Gli ebrei devono, ad insaputa della maggior parte degli alti dignitari dell’Ordine, formare la maggioranza del Consiglio Reale e Supremo della Massoneria» 38.

●Mezzi d’azione dei Superiori Incogniti

La Massoneria è di origine semitica e deriva dal Talmud. Credo di averlo stabilito in modo perentorio. Ma quali sono i procedimenti di cui si serve la sètta per raggiungere i suoi fini, che sono la distruzione della Chiesa cattolica e il trionfo del giudaismo? La Sinagoga e la Massoneria hanno fatto ricorso a due mezzi d’azione che si sono sempre rivelati efficaci:
● Il primo consiste nella parola d’ordine che i Superiori Incogniti inviano ai Grand’Orienti del mondo intero, e che i Grand’Orienti trasmettono
alle Logge poste sotto la loro obbedienza;

● Il secondo, più efficace perché raggiunge tutti insieme, gli adepti e i profani, è la stampa che la lancia.

Chiunque disponga della stampa è padrone dell’opinione pubblica. Ora, è bene che si sappia, in tutti i punti d’Europa, che il giornalismo anti-patriottico e anti-religioso appartiene agli ebrei e serve gli interessi della Massoneria, che si confondono con quelli della Sinagoga. Sia i giornali di provincia che quelli delle grandi città non sfuggono a questa nefasta influenza. Israele li tiene in mano mediante gli annunci e le corrispondenze autografe che gli fà pervenire.

Del resto, sarebbe difficile trovare uno solo di questi giornali che non abbia al suo comando, come direttore, redattore, ispiratore o finanziatore un membro qualsiasi della Loggia più vicina. Quando tutta la stampa pseudo-repubblicana (sarebbe meglio dire ebraico-massonica) eleva lo stesso grido di guerra, si fà eco della stessa idea o perpetua la medesima calunnia, l’opinione pubblica, dapprima un po’ sorpresa, esita a credere, e poi finisce per approvare. Certi giornali pubblicano talvolta una notizia discordante, senza che i capi se ne preoccupino, perché sanno che questa parvenza di resistenza, resa necessaria dal moderatismo della clientela conservatrice della stampa in questione, sarà di breve durata 39.

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L’anticlericalismo non inorridisce questa categoria di lettori. Occorre solamente somministrarlo in piccole dosi. Il borghese che si abbona a questi onesti (?) giornali è lietissimo, in fondo, che si redarguisca il proprio parroco; ma ci tiene a che si rispettino le forme. Tutte le volte che si è trattato di dare alla stampa, a proposito di certe questioni, un impulso decisivo, sono sorte all’inizio alcune divergenze nelle file dei giornali infeudati. Mai i loro accomandatari non se ne sono preoccupati.

Sapevano che queste liti caserecce facevano parte del programma e che si sarebbe finito per intendersi. Ricordate ciò che è accaduto per l’unità d’Italia e, alcuni anni più tardi, per l’unità della Germania. Dopo alcune riserve abilmente calcolate, i giornali addomesticati hanno approvato senza restrizione la politica scavezzacollo del governo francese divenuto schiavo delle Società Segrete. Era inevitabile. Pulcinella non si appartiene. Esso appartiene a chi lo manovra sia quando dice frasi galanti a Rosina, che quando pesta il commissario.

Durante l’assedio di Parigi, gli infiocchettati del Grand’Oriente non giudicarono necessario chiamare in loro soccorso i loro Fratelli tedeschi per l’eccellente ragione che la sètta giudeo-massonica, dopo alcune riserve abilmente calcolate, voleva che fossimo schiacciati. Ma quando vennero i brutti giorni della Comune, essi inalberarono i loro cordoni multicolori e le loro insegne, e si dedicarono, sui bastioni, alle smorfie più eccentriche, nella speranza di fare cadere le armi dalle mani dei francesi, speranza che venne delusa.

●Gli ebrei si sono tolti la maschera

Gli ebrei non si nascondono più. È da circa una trentina d’anni che hanno sollevato la maschera. In Germania, gli ebrei Karl Marx (1818-1883), Ferdinand Lassalle (1825-1864) e Outine organizzarono l’Internazionale. In Francia, i loro correligionari capeggiarono questa temibile associazione. A loro volta, Cahen e Isaac-Adolphe Crémieux (1796-1880) fondarono l’Alleanza Israelita Universale, dove venivano accolti non solo gli ebrei, ma tutti quelli che si dicono massoni o semplicemente liberi pensatori.

Dopo aver preso parte attivamente alla Comune di Parigi, l’ebreo Lévy si recò a Roma e lì si impegnò in un proselitismo sfrenato. A Parigi, nel 1877, Gustave d’Alsace era uno dei membri più turbolenti e più pericolosi della Massoneria. Felice di riconoscere i servizi che egli ha reso alla sètta, di cui anch’egli faceva parte, il Gran Rabbino non esitò a dire, in un discorso rimasto celebre, che D’Alsace ha glorificato il nome ebraico per il modo in cui ha diretto l’opera della Massoneria. Alcuni anni prima, Simon Deutsch, un profugo dei ghetti prussiani, servì da intermediario, sotto Napoleone III, a Bismarck nei suoi rapporti con i rettili della stampa parigina. Inoltre, il «Cancelliere di ferro» lo utilizzava come cassiere del Partito Radicale Francese.

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È a D’Arnim, l’ex ambasciatore della Germania, che dobbiamo questi edificanti dettagli. In Russia, furono gli ebrei ad organizzare il nichilismo. Ora, nessuno ignora che il nichilismo sta all’attuale Massoneria come l’Illuminismo sta alla Massoneria del Convegno di Wilhelmsbad. L’ebreo Hertzen era alla testa di questo movimento. Deutsch, un omonimo dell’ex confidente di Bismarck, diede alla sètta nichilista un impulso eccezionale. Hartmann, Geldenbourg e Madetzki, i cui attentati sono ancora presenti nelle nostre memorie, appartenevano anch’essi al giudaismo.

Stessa osservazione per i nichilisti che si rifugiarono a Parigi e a Ginevra, salvo rarissime eccezioni. Le Logge francesi sono letteralmente popolate di ebrei. I Lévi, i Nathan, i Meyer, gli Isaac, gli Hermann, ecc…, vi abbondano. Vi si contano a dozzine. A Parigi, gli Hickel, gli Hirsch, gli Hirlemann, ecc.., popolavano le Logge. Professori, negozianti, intagliatori e rabbini fraternizzano con il borghese stupido che Piccolo Tigre ci ha descritto. Quando dico che gli ebrei dirigono l’opinione pubblica in Francia e altrove, mi limito a constatare ciò che altri, più competenti, hanno constatato prima di me. Padre Marie-Alphonse Ratisbonne (1814-1884), ebreo convertito al cattolicesimo, ha fatto un ritratto vivace dei suoi ex correligionari:

«Naturalmente abili, ingegnosi e posseduti da istinti che conducono alle ricchezze, alle dignità e al potere. Il loro spirito si è a poco a poco introdotto nella civiltà moderna. Essi dirigono la borsa, la stampa, il teatro, la letteratura, le amministrazioni, le grandi vie di comunicazione per mare e per terra. E grazie all’ascendente della loro fortuna e del loro genio, essi tengono ingabbiata, come in una rete, tutta la società cristiana» 40.

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Un ebreo, di nome di Gutkow, scrisse nel 1873 sull’Allgemeine Zeitung di Augsbourg:

«Gli ebrei sono i veri fondatori dell’impero tedesco; sono gli ebrei che dettano il da farsi alla stampa, alla diplomazia e alla politica».

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Nel 1876, la Gazzetta delle Ferrovie di Berlino si lamentò dei progressi del giudaismo in Germania:

«Abbiamo cacciato i gesuiti perché volevamo restare tedeschi, e ci teniamo gli ebrei che ci riducono in povertà».

Espellendo i gesuiti, Bismarck si limitò ad eseguire gli ordini della Massoneria, e se quest’ultima e Bismarck hanno lasciato gli ebrei tranquilli e hanno permesso loro di osare tutto in Germania, è perché gli ebrei sono alla testa delle Logge e le manovrano a loro piacimento. Lo stesso giornale aggiunse:

«Tutta la stampa è nelle mani degli ebrei […]. Essi possiedono anche le gazzette ufficiali e ufficiose. Gli agenti della stampa che la Cancelleria imperiale mette a disposizione dei nostri ambasciatori all’estero sono quasi esclusivamente ebrei».

È naturale che sia così. Il denaro, lo si è detto tante volte, è il padrone del mondo. Ora, nel 1875, nella Prussia, su 642 banchieri, 550 appartenevano alla Tribù di Giuda, e tutti, dal primo all’ultimo, erano massoni. Alphonse Toussenel (1803-1885) ha scritto che già sotto Luigi Filippo (1773-1850), tutti gli impieghi elevati e lucrativi – persino quelli della magistratura – erano occupati da ebrei.

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Era l’ebreo che distribuiva gli introiti generali ai suoi fedeli servitori e destituiva gli esattori generali che lo disturbavano 41. I Figli della Vedova, ai quali aveva innanzi tutto affidato i Ministeri delle Finanze, degli Interni o della Giustizia, eseguivano servilmente i suoi ordini, senza sentire il bisogno di ricorrere al minimo richiamo. Le stesse lamentele giungono dall’Italia. In particolare, Il Giornale di Roma parla con terrore della preponderanza ebraica:

«Occorre erigere una diga a questa invasione, se no ci troveremo un giorno tutti imprigionati. Questi parassiti hanno nelle loro mani il denaro, la stampa e le funzioni dello Stato».

Troppo tardi, il male esiste e non ce ne sbarazzeremo che ricorrendo a rimedi eroici. Ciò che mi colpisce è lo stupore di chi scrisse queste cose. Niente di tutto ciò l’avrebbe sorpreso se avesse saputo – e come poteva ignorarlo? – che a Roma, non lontano dal suo ufficio di redazione, esiste una Loggia composto esclusivamente da ebrei, e che da questa Loggia partono gli ordini ai quali i politici ubbidiscono senza protestare, sapendo che ogni protesta potrebbe esporli a grosse noie.

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●Potenza della parola d’ordine impartita dai Superiori Incogniti

Nel capitolo precedente, dicevo che tra i mezzi d’azione a cui fanno ricorso i Superiori Incogniti – che costituiscono il Consiglio Supremo della Massoneria – figura la parola d’ordine. Mi si permetta di citare un fatto che proverà meglio di tutti i ragionamenti il potere esercitato dalla parola d’ordine sugli stupidi che corrono nelle Logge massoniche. Il 28 novembre 1864, il Journal de Bruxelles annunciò ai suoi lettori che, su ordine dei Superiori Incogniti dell’Ordine, la Massoneria, si preparava a prendere in mano la direzione dell’insegnamento pubblico.

«Bisogna – scrisse il redattore del giornale belga – che i padri di famiglia siano al corrente di questa verità. Oggi abbiamo alcuni curiosi dettagli da fornire sul lavorio di cui è oggetto l’insegnamento nelle Logge belghe. Si vedrà a quali tristi e mostruose aberrazioni lo spirito sèttario è arrivato tra noi, nel suo insensato desiderio di uccidere lo spirito del cattolicesimo in seno alle nostre giovani generazioni. Il Grand’Oriente del Belgio ha esposto in questi termini l’ordine del giorno di tutte le Logge della sua obbedienza: la questione dell’insegnamento obbligatorio:

– “Dire ciò che si intende per insegnamento obbligatorio;
– Fissare il programma di questo insegnamento;
– Determinare i mezzi coercitivi per assicurare l’esecuzione di questa misura;
– Formulare un Progetto di Legge”.

Le Logge risposero alle domande che erano state poste, e dalle loro risposte rivedute e corrette in alto loco, uscì il Progetto di Legge:

– “Obbligo per il padre o per la madre vedovi di condurre con la forza i proprî figli a scuola;
– Soppressione di ogni istruzione religiosa;
– Iscrizione del nome dei genitori che derogano a queste norme in una bacheca esposta pubblicamente davanti al municipio;
– Condanna di questi genitori ad una multa di un massimo di 100 franchi, e, in caso di insolvenza, ai lavori forzati per trenta giorni a beneficio del comune, o da uno a cinque giorni di carcere;
– Sottrazione del figlio alla direzione paterna”».

Si trattava di preparare l’opinione pubblica all’accettazione di queste drastiche misure. A questo scopo, il 16 febbraio 1865, due mesi dopo l’elaborazione del programma che ho appena citato, venne fondata in Belgio la Lega dell’Insegnamento, con il concorso attivo dei massoni e degli ebrei infeudati alla Massoneria. In Francia, il Grand’Oriente fu costretto a barcamenarsi, non sembrando le Camere di allora disposte a condividere le sue vedute.

La stampa anticlericale si limitò dunque ad esercitare discretamente una propaganda ipocrita in favore dell’insegnamento gratuito e obbligatorio, lasciando da parte la questione religiosa o non toccandola che con una certa discrezione. Una volta preparate le vie, si credette di poter fare un passo in più, e si creò una Lega dell’Insegnamento sul modello della Lega belga. Il primo bollettino della nuova associazione giudaico-massonica apparve il 15 dicembre 1866. L’anno seguente, si giudicò inutile dissimulare ulteriormente le vere intenzioni, e il mondo massonico parlò in termini non equivoci della Lega francese e del suo fondatore:

«Siamo felici di constatare – scrisse il redattore di questa rivista – che la Lega dell’Insegnamento di F\ Macé e la statua di F\ Voltaire incontrino in tutte le Logge le più vive simpatie. Non si potevano unire due sottoscrizioni con maggiore armonia. Voltaire, vale a dire la distruzione dei pregiudizi e delle superstizioni, la Lega dell’Insegnamento, ossia l’edificazione di una nuova società, unicamente basata sulla scienza e sull’istruzione. Tutti i nostri FF\ la vedono in questo modo» (aprile 1867).

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Nel suo numero di maggio (dello stesso anno), la rivista in questione si espresse in maniera ancora più netta. Essa constatò che le dottrine della Lega non differivano in nulla da quelle della Massoneria, e invitava tutti i massoni a farsene apostoli. A sua volta, l’11 giugno 1870, il Grand’Oriente si pronunciò nello stesso senso. Più tardi, quando le Camere votarono la Legge sull’insegnamento primario (attualmente in vigore), il pubblico non sospettò affatto che la redazione di questa Legge fosse opera dei Superiori Incogniti della Massoneria, e che era arrivata al Palais-Bourbon passando per il Belgio e per il Tempio massonico di rue Cadet.

Questa campagna contro le scuole cattoliche era stata preparata da lungo tempo. Nel 1854, un massone, un certo Henri Carle, fondò l’Alliance Religieuse Universelle («Alleanza Religiosa Universale»), i cui membri erano costituiti in parte da ebrei progressisti e da liberi pensatori più o meno accertati. Contrariamente a ciò che la sua intestazione sembrava indicare, questa società negava il soprannaturale e faceva della religione un’istituzione puramente umana. Essa perseguiva la secolarizzazione delle istituzioni di beneficenza come gli ospedali, gli uffici di carità, le ambulanze militari, ecc…, e chiedeva la celebrazione civile della nascita, del matrimonio e dei funerale. Nel corso di sei anni, gli adepti diedero prova di un’attività febbrile. Nel 1860, essi avevano quasi acquisito la certezza che la loro opera si era definitivamente compiuta, e che potevano sbarazzarsi della maschera di cui si erano coperti fin dall’inizio.

L’Alliance Israélite Universelle, fondata da Crémieux e da Cahen, succedette all’Alleanza Religiosa Universale. Quest’ultima dichiarò che tale associazione le sembrava necessaria per ridare prestigio in Francia alla Massoneria, che aveva perduto – come essa pretendeva – il suo antico vigore. Nessuno ignora che Crémieux era uno dei più alti dignitari del Rito Scozzese. Queste due riviste, bisogna dirlo, non si rivolgevano al popolo o nemmeno lo raggiungevano. F\ Jean Macé (1851-1894) lo comprese e la Lega dell’Insegnamento venne fondata.

Le dottrine dell’Alliance Israélite Universelle e delle Logge massoniche sarebbero così finalmente giunte alle masse popolari e avrebbero raggiunto il risultato di allontanarle dalla Chiesa e di soffocare in esse l’idea di patria. L’ebreo e il massone sono entrambi cosmopoliti. Il primo drizza la sua tenda là dove lo chiama il suo interesse. Il mondo è il suo campo, e verrà un giorno in cui tutti i popoli gli saranno sottomessi. Che cosa gli importa, quindi, del suo luogo di nascita? Il secondo, plasmato con lo stesso stampo dai capi che lo hanno iniziato, vede con lo stesso occhio stranieri e concittadini, purché come lui e il suo fratello circonciso, conoscano l’Acacia. Tutti i senza-patria sono ebrei, massoni o protestanti. Questi ultimi si attribuiscono volentieri il titolo di intellettuali, come se la loro qualità di calvinisti o di luterani garantisse a ciascuno di loro il monopolio dell’intelligenza.

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Tutto il mondo sa che i protestanti più in vista – magistrati, senatori, deputati e membri dell’insegnamento – hanno fatto causa comune con gli ebrei e con i massoni quando si è trattato di salvare Dreyfus 42. Nelle loro proteste, essi nutrivano meno riserve dei rabbini stessi. Queste manifestazioni dei rappresentanti accreditati della Riforma ebbero una portata che non avrebbero avuto altrimenti senza la forza espressa da queste parole di Eliphas Levi:

«La grande associazione cabalistica conosciuta in Europa con il nome di Massoneria apparve tutto ad un tratto nel mondo nel momento in cui la protesta contro la Chiesa aveva appena smembrato l’unità cristiana. I capi di questa associazione tollerano tutte le credenze, ma professano solamente un’unica filosofia».

Sono veramente così tolleranti? «Essi cercano solamente la verità […] e vogliono condurre progressivamente tutte le intelligenze alla ragione». La loro tolleranza consiste nel fare dei loro aderenti, per mezzo dei procedimenti conosciuti e praticati nelle Logge, degli adoratori della dea Ragione. Faceva osservare Gougenot des Mousseaux:

«Certi corifei del giudaismo professano apertamente questa filosofia che corrompe e permette loro di penetrare nel mondo cristiano».

Fu così che agirono ai tempi degli gnostici, dei manichei e degli albigesi, i precursori della Massoneria, alla quale questi eretici hanno tramandato il succo delle loro dottrine, come si può constatare facendo uno studio attento delle iniziazioni.

«I cabalisti – dice ancora l’Autore che ho appena citato – definiscono gli ebrei i nostri padri nella fede, e i loro leader sono i capi di quell’associazione cabalistica conosciuta in Europa con il nome di Massoneria».

●Alcune osservazioni finali

Non insegnerò nulla di nuovo dicendo che i capi della Comune di Parigi (1871) appartenevano quasi tutti alle Logge massoniche, e che la maggior parte di essi erano di origine ebraica o protestanti. Si sa, inoltre, che i federati vollero fare man bassa sulla Banca di Francia, e chi fu Charles Beslay (1795-1878) che salvò, non senza fatica, il nostro grande istituto finanziario. Beslay era un cattolico che gli avvenimenti di 1870-1871 spinsero nei ranghi dell’insurrezione, ma il cui patriottismo non aveva fortunatamente subito alcun danno.

Le cantine della Banca sfuggirono al saccheggio grazie all’intervento di un francese degno di questo nome. Forse che Charles Beslay ebbe bisogno di intervenire per salvare le banche ebraiche dal saccheggio come aveva fatto per la Banca di Francia? Il suo intervento non fu necessario; nessuna di esse fu mai minacciata. Non si è letto da nessuna parte che chi, nel 1871, diede l’ordine di incendiare il Ministero delle Finanze, abbia proferito la benché minima minaccia contro i grandi ebrei della capitale e tentato di incendiare o di far incendiare i loro palazzi.

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Sarete d’accordo con me nell’affermare che anche in questo caso ci furono singolari coincidenze. Le persone sospettose vi hanno visto non solo delle coincidenze più o meno fortuite, ma un’innegabile complicità, e, parlando francamente, sono del loro parere. Nei diversi affari finanziari che, dal 1877, sono stati funesti per tante famiglie cattoliche, l’accordo dell’ebreo, del protestante e del massone si è rivelato in un modo sorprendente. Forse mi direte che l’alleanza dell’ebreo e del massone sembrava incontestabile, ma che quella del protestante con il massone e con gli ebrei sembra dubbia. Scrive Édouard Adolphe Drumont (1844-1917) nella sua opera La France juive («La Francia ebraica»):

«L’ebreo, reso prudente dalle sue disavventure in Germania e altrove, non attacca più il cattolicesimo a volto scoperto; egli consiglia Lutero, lo ispira, gli suggerisce i suoi migliori argomenti […]. “Ogni cattolico che diventa protestante – ha detto Alexandre Weil – fà un passo verso il giudaismo”. Sarebbe più giusto dire che ogni protestante è per metà ebreo. Il protestantesimo servì da ponte agli ebrei per penetrare non nella società, ma nell’umanità. La Bibbia, messa in secondo piano durante il Medioevo, prese più tardi il suo posto vicino ai Vangeli, e l’Antico Testamento fu messo vicino al Nuovo. Dietro la Bibbia apparve il Talmud. Reuchlin, l’uomo degli ebrei, fece propaganda per rimettere in circolazione il libro proscritto» 43.

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Aggiungiamo, per completare questa nota, che i protestanti più in vista e almeno i tre quarti dei pastori appartengono alle Logge, dove hanno perso, a contatto con gli ebrei e con i Figli della Vedova, la poca fede che restava loro. Essi rivaleggiano in zelo anti-religioso con i loro complici e lavorano di concerto con essi alla ricostruzione del Tempio di Salomone. Scrive ancora Drumont:

«Dal principio della Repubblica, il protestantesimo francese fece alleanza con il ghetto, di cui Waddington sostenne gli interessi al Congresso di Berlino. Egli era nell’Ordine. È stata constatata almeno venti volte la stretta connessione che esiste tra l’ebreo e il protestante. “Un protestante – ha detto l’ebreo Heine – è un cattolico che lascia l’idolatria trinitaria per camminare verso il monoteismo ebraico”» 44.

Anche Edouard Drumont ha constatato i legami di parentela che uniscono tra loro i massoni e gli ebrei:

acacia massonica«L’origine ebraica della Massoneria è manifesta, e in questa circostanza gli ebrei non possono nemmeno essere incolpati di dissimulazione. Mai scopo più chiaro, infatti, fu indicato sotto una trasparente allegoria. C’è voluta tutta l’ingenuità dei cristiani per non comprendere che invitandoli ad unirsi per rovesciare l’antica società e ricostruire il Tempio di Salomone, li si invitava ad assicurare il trionfo di Israele. Aprite qualsiasi rituale, e tutto vi parla del giudaismo. “Kadosh”, il Grado più alto, in ebraico significa “santo”. Il candeliere a sette braccia, l’Arca dell’Alleanza, il tavolo in legnomassoneria ebraica d’Acacia… non manca nulla a questa istituzione figurativa del Tempio […]. Anche la famosa frase che si scambiano tra loro gli iniziati, e che Andrieux ha messo in ridicolo – “L’Acacia mi è nota” – si ricollega alle più antiche tradizioni ebraiche. “L’Acacia – risponde il massone alla domanda posta nell’Intermediario – è il ramo d’oro dell’iniziazione moderna; è per esso e mediante esso che si è massoni, quando se ne è penetrato il segreto”. Secondo la Sacra Scrittura, quest’albero, spesso chiamato con il nome di “Shittah” (al plurale “Shittim”), era considerato sacro tra gli ebrei; su ordine di Mosé, il Tabernacolo, l’Arca dell’Alleanza e tutti gli utensili religiosi furono forgiati con questo legno, e il Profeta Isaia raccomanda, agli israeliti, al loro ritorno dall’esilio, di avere cura di piantare nel deserto dei cedri e delle acacie (“shittim”), la cui utilità e il cui fascino dovevano essere incontestabili» 45.

Spero che i miei lettori riconosceranno alla mia tesi, presa in prestito da un grande scrittore che cito finendo, un valore eccezionale

Note

1 Traduzione dell’originale francese La Franc-maçonnerie, secte juive née du Talmud (Librairie Bloud et Cie, 1903), a cura di Paolo Baroni. L’abbé Bertrand (1829-1914) era un sacerdote, un saggista cattolico e un giornalista francese conosciuto per le sue opinioni anti-massoniche.
2 Cfr. E. Levi, Histoire de la Magie («Storia della Magia»), Parigi 1860, pag. 23. Levi, il cui vero nome era Alphonse Louis Constant, era un ex seminarista cattolico.
3 Cfr. D. P. Drach, Deuxième lettre d’un rabbin («Seconda lettera di un rabbino»), 1827.
4 Ibid., pagg. 300-301.
5 Cfr. D. P. Drach, De l’harmonie entre l’Église et la synagogue («Dell’armonia tra la Chiesa e la Sinagoga), Parigi 1844, vol. I, pagg. 167-168.
6 Cfr. Abarbanel, nel suo Commento dell’Hos. IV, pag. 230.
7 Cfr. Jalqùt Reùbéni.
8 Cfr. Trattato Baba Bathra; trattato Barachoth.
9 Cfr. Trattato Barachoth.
10 Cfr. Sepher. Cad-Haiqqarim.
11 Cfr. Sepher Hà-Mizvoth; Jad Chaz, Bilch. Geneba I.
12 Cfr. Trattato Baba Mez.; trattato Barachoth.
13 Cfr. Trattato Baba Qamma.
14 Cfr. Nethib, IV.
15 Cfr. Spher Mizvoth Gadol.
16 Cfr. Jüd Deckmantel, pag. 171.
17 Ufficiale ebreo francese accusato di alto tradimento, prima condannato e in seguito assolto, divenuto un esempio di antisemitismo. La sua causa fu perorata dalla comunità ebraica internazionale e dalle forze liberal-massoniche (vedi nota nº 42).
18 Cfr. J.-M. Ragon, Maçonnerie occulte («Massoneria occulta»), pag. 18.
19 Cfr. E. Levi, Dogme et rituel de la Haute Magie («Dogma e rituale dell’Alta Magia»), vol. I.
20 Cfr. E. Levi, Histoire de la Magie, pagg. 24.
21 Ibid., pag. 399.
22 Cfr. Les archives israélites, 1886, pagg. 927,928.
23 Cfr. Jalqût Reûbeni, III.
24 Cfr. Trattato Erubin, fol. 136.
25 Cfr. Bachai, fol. 16a; Sepher Nismath Chaijm, fol. 1146.
26 Nel suo commento di 1 Re 18, 14.
27 Cfr. Masmià Jesuà, 1, c.
28 Cfr. Trattato Baba Bathra, fol. 123a; Trattato Berachoth,13b.
29 Cfr. Sepher Haiqqarim, III, cap. XXV; Jalqût Simeoni ad Hab, fol. 83.
30 Cfr. Jad. Chaz. Hilch. Malachim.
31 Cfr. Masmia Jesùa, fol. 49a.
32 Cfr. Trattato Pesachim, fol. 119; Trattato Sanhedrin, fol. 110; Bachai, fol. 62.
33 Cfr. Trattato Jebanemotts, fol. 24b; Trattato Aboda Zara 3b; Masmia Jesùa, fol. 65; Bashai, fol. 83; Sepher Zeror Damor, fol. 125b.
34 Cfr. J. Michelet, Histoire de France, vol. II, pagg. 404, 409 e 472.
35 Cfr. H.-R. Gougenot des Mousseaux, Le juif («L’ebreo»), pagg. 368-369.
36 Cfr. Le Monde, del 2 aprile 1876.
37 Cfr. H.-R. Gougenot des Mousseaux, op. cit., pag. 359.
38 Cfr. Le Monde, del 10 e 11 maggio 1872.
39 Le Temps, ad esempio, organo politico dei protestanti, per non citare che questo giornale.
40 Cfr. P. A. Ratisbonne, La question juive («La questione ebraica»), Parigi 1808. Padre Marie-Alphonse Ratisbonne era un banchiere ebreo convertito al cattolicesimo dalla Madonna stessa che gli era apparsa nella Chiesa romana di Sant’Andrea delle Fratte. Egli fondò, insieme al fratello Theodore, i Missionari di Nostra Signora di Sion, un ordine religioso votato alla conversione degli ebrei.
41 Cfr. A. Toussenel, Les juifs rois de l’Espagne («Gli ebrei re di Spagna»), vol. I, pagg. 10, 19 e 20.
42 Nel 1894, Alfred Dreyfus, un ufficiale ebreo dell’Esercito francese, fu accusato di tradimento e condannato. La sentenza fu interpretata come un segno di antisemitismo e portò ad un mutamento, in senso liberale, nell’orientamento politico del governo francese. Nel 1906, Dreyfus, ottenuta la grazia, fu reintegrato nell’Esercito e decorato con la Legion d’Onore. In realtà, il caso di Dreyfus (ebreo di razza, ma cattolico praticante) venne strumentalizzato dalle lobby ebraiche che se ne servirono per raggiungere i loro fini, senza dimostrare un vero interesse per la sua persona (N.d.T.).
43 Cfr. E. Drumont, La France juive, vol. 1, pag. 190.
44 Ibid., vol. II, pag. 360.
45 Ibid., vol. II, pagg. 312-313.

Fonte

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