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Storia

BARLAAM E LEONZIO PILATO I PADRI DELL’UMANESIMO ITALIANO

BARLAAM E LEONZIO PILATO I PADRI DELL'UMANESIMO ITALIANO

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Sulle tracce dell’Umanesimo calabrese conduce il comune di Seminara dove palpita il ricordo del monaco e teologo bizantino, ma anche astronomo e letterato, Barlaam e del suo illustre discepolo Leonzio Pilato, entrambi originari del comune calabrese ed entrambi maestri di Greco di Petrarca e Boccaccio. La Calabria è infatti anche il luogo in cui la tradizione Classica ha contaminato quella Latina e ha traghettato la letteratura dal Medioevo all’Umanesimo. La Calabria dai mille tesori schiude un altro scrigno, riscoprendo la storia illustre del comune pianigiano e di tutta la Calabria, da cui tutto ha avuto inizio nel lontano 1290 quando a Seminara nacque Barlaam (morto ad Avignone nel 1348) maestro di lingua e letteratura greca di Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio, modelli letterari tra Medioevo e Umanesimo, divenuto monaco greco del monastero di Sant’Elia di Capassino a Galatro sempre in provincia di Reggio Calabria.
Il 2 ottobre 1342, proprio dopo avere avviato allo studio del Greco Francesco Petrarca, divenne anche vescovo di Gerace nominato da papa Clemente VI**. ‘Barba prolixa e capello nigro’, Barlaam scrisse di matematica e musica e fu tenace oppositore della dottrina ascetica dell’esicasmo diffusa nei monaci della Chiesa di Oriente, da cui si discostò per aderire alla Chiesa di Occidente, e della pratica dei monaci del monte Athos, in Grecia, guidati da Gregorio Palamas.  La storia di questo illustre calabrese si intreccia anche con quella del traduttore di lingua italiana della Reggio bizantina, monaco originario sempre di Seminara, Leonzio Pilato, anch’egli suo discepolo, componendo un prestigioso puzzle della storia delle letteratura di tutti i tempi tutta calabrese.
Un’opera dello scultore taurianovese Alessandro Monteleone***, che adorna la sala del consiglio provinciale di Reggio Calabria a palazzo di via Foti raffigura, in uno dei suoi tasselli, proprio Barlaam con i suoi tre illustri discepoli Petrarca, Bocciaccio e Pilato, le cui vite a loro volta si incrociarono nel corso del 1300 nelle principali capitali culturali italiane da Firenze (dove  Leonzio Pilato completò la traduzione dei poemi omerici iniziata a Padova e tradusse l’’Ecuba’ di Euripide) a Venezia (dove Giovanni Boccaccio convinse Leonzio Pilato a restare in Italia e nelle cui acque antistanti lo stesso Leonzio morì nel dicembre 1365 di ritorno da Bisanzio), da Napoli (dove Barlaam incontrò Giovanni Boccaccio) a Padova (dove nel 1358 Leonzio Pilato incontrò Francesco Petrarca).
Un intreccio che raggiunge il compimento nel 1368 quando la traduzione completa di Omero dello stesso Pilato, inviata da Boccaccio, sarà ricevuta dal Petrarca. La riproduzione dell’ opera di Monteleone ha aperto il percorso di visita della mostra allestita nei mesi scorsi a Seminara dalla pro loco intitolata all’economista filosofo pianigiano ‘Domenico Grimaldi’, con il sostegno del comune di Seminara e della Provincia di Reggio Calabria. Un’occasione per creare anche un ponte culturale con la Toscana, patria di Petrarca e Boccaccio ed in particolare con il comune natale di Francesco Petrarca, Arezzo, con la partecipazione della presidente della Biblioteca, Sandra Rogialli. Un viaggio tra scritti, ritratti e libri carichi di storia e fascino, testimonianza del prezioso contributo offerto alla letteratura di tutti i tempi con la traduzione dei poemi omerici dell’Iliade e dell’Odissea dal greco al latino ad opera proprio di Leonzio Pilato con le postille di Francesco Petrarca. Fu dello stesso Pilato, che amava definirsi greco ‘ tessalo’ piuttosto che italiano e calabrese, la prima cattedra di Greco in Italia a Firenze.
La riproduzione dei manoscritti tradotti dell’Ecuba di Euripide come di alcuni canti dell’Odissea e dell’Iliade, che arricchiscono la biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze e quella Nazionale Marciana di Venezia,  scandisce l’esposizione che salva dall’oblio una pagine più autorevoli di storia della letteratura. Pagina scritta di pugno anche da cittadini calabresi. ** La Bolla relativa alla sua nomina recita: “Monachus monasteri Sancti Heliae de Capasino Ordinis Sancti Basilii Militensis Diocesis, in sacerdotio constitutum.” ***Opera del 1952 che raffigura anche Zaleuco da Locri primo legislatore occidentale, I reggini che respingono Annibale, i Cinque Martiri di Gerace e l’ingresso di Garibaldi a Reggio Calabria.
Fonte
Per saperne di più guarda il video:

Presentazione del Libro “LEONZIO PILATO”

Vedi pure: La Calabria ha dato il nome all’Italia

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