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L’ELITE E IL PIANO PER DISTRUGGERE LA FAMIGLIA

L'ELITE E IL PIANO PER DISTRUGGERE LA FAMIGLIA

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Gli elementi di degrado sociale e morale a cui stiamo assistendo di questi tempi; la cultura sempre più pornografica, l’impennata dei casi di divorzio; il numero crescente di madri non sposate e bambini nati fuori dal matrimonio; l’omosessualità e il lesbismo, la perversione sessuale e l’allarmante numero di aborti, non sono fenomeni nuovi.
Si tratta di una orditura geniale e diabolica che da millenni cerca di trovare uno sbocco nella cultura di massa (vedi Sodoma e Gomorra e le culture crudeli e degradate diffuse nel paese di Canaan non solo ai tempi del Vecchio Testamento) allo scopo di annientare ciò che è il cuore e fondamento di qualsiasi società giusta e dignitosa: la famiglia!

State per conoscere chi e cosa si celi dietro questa feroce e incrollabile missione votata a sopprimere la famiglia, dividere uomini e donne, pervertire lo spirito donatoci dal Creatore e trascinare in un incubo luciferino quel poco che resterà dell’umanità dopo che l’agenda di spopolamento sarà conclusa. Un incubo in cui una parte minuscola e immensamente ricca e potente di individui si affermerà come dominatrice assoluta in nome e per conto del suo padrone: Lucifero.

Distruggere la Famiglia

Nel 1956 J. Edgar Hoover, direttore dell’FBI e massone di 33° grado (e consapevole delle devianti macchinazioni luciferiane), scrisse:

“L’individuo comune è penalizzato dal trovarsi di fronte ad una cospirazione talmente mostruosa da sembrare impossibile. La mente degli americani semplicemente non riesce a realizzare l’entità del male che è stato introdotto tra di noi. E respinge anche l’ipotesi che degli esseri umani possano sposare una filosofia che in definitiva distruggerà tutto ciò che è buono e decente.” The Elks Magazine (agosto 1956)

Hoover sapeva bene di cosa stesse parlando, e le sue parole oggi suonano ancora più vere di allora, dal momento che – a dispetto dell’evidenza – poche persone oggi sono disposte a contrastare, o anche solo a prendere in considerazione l’azione di queste forze maligne schierate contro la famiglia, l’istituzione del matrimonio e la natura stessa del nostro essere.
Eppure per comprendere cosa stia succedendo basterebbe ricordare le parole agghiaccianti pronunciate dal demagogo comunista Lenin: “distruggere la famiglia equivale a distruggere la società.”

Lenin aveva progettato un piano subdolo per concretizzare tale ideologia, e non era il solo! Ma di questo tema ci occuperemo tra un attimo. In primo luogo è necessario individuare i parallelismi tra l’attuale stato delle cose e l’originario complotto comunista-marxista portato avanti per sopprimere la famiglia, così come illustrato nel numero datato luglio 1926 della rivista Atlantic Monthly:
I bolscevichi odiavano l’istituzione della famiglia come ogni altra istituzione borghese, perciò quando conquistarono il potere nel 1917 misero subito in atto una serie di provvedimenti finalizzati alla sua distruzione.
‘Per ripulire la polvere della famiglia accumulatasi nei secoli era necessario dare una decisa scossa, ed è proprio ciò che abbiamo fatto’ ha affermato la signora Smidovich, attivista comunista impegnata in prima linea in questa ‘battaglia.’ Così uno dei primi decreti emessi dal governo sovietico fu quello di abolire lo status di ‘figli illegittimi.’
Ciò fu ottenuto semplicemente equiparando lo status giuridico dei bambini nati all’interno del matrimonio a quello dei bambini nati fuori dal matrimonio. Dopodiché il governo sovietico si vantò del fatto che la Russia fosse l’unico paese nel quale non esistessero figli illegittimi. Il padre di ogni bambino nato fuori dal matrimonio era solo obbligato a contribuire al suo sostegno, di solito versando alla madre un terzo del proprio stipendio
Allo stesso tempo fu approvata una legge sul divorzio breve con cui fu stabilito che bastasse l’istanza di un solo coniuge per ottenere nel giro di pochi minuti lo scioglimento dei matrimoni. Tutto ciò non mancò di condurre ad una situazione di caos sociale. Gli uomini infatti iniziarono a cambiare le mogli con lo stesso entusiasmo e superficialità con cui cambiavano marca di vodka.
Alcuni uomini hanno venti mogli, vivono una settimana con una, un mese con l’altra’, ebbe modo di affermare con indignazione una delegata nel corso delle sessioni del Tzik. ‘Fanno figli con tutte loro, e molti di essi finiscono in strada per assenza di sostegno!’ I villaggi di contadini furono le comunità che più soffrirono di questa rivoluzione nei rapporti sessuali.

Nelle campagne esplose un’epidemia di matrimoni e divorzi lampo. Il matrimonio divenne un gioco in cui non era insolito per un ragazzo di vent’anni aver già avuto tre o quattro mogli, o per una ragazza della stessa età avere avuto tre o quattro aborti. I contadini si lamentarono amaramente: Gli aborti stanno coprendo i nostri villaggi di vergogna. In passato neanche si conosceva l’esistenza di tale possibilità.” Molte donne scambiarono il concepimento di figli per un’occupazione redditizia.

Seducevano i contadini e accumulavano piccole fortune economiche rivendicando da ognuno di essi il sostegno legalmente riconosciuto per i figli nati dal rapporto. In alcuni casi i contadini si trovavano obbligati a vendere ogni proprietà per far fronte a questi debiti. La giurisprudenza creò ancora più confusione legittimando le madri a richiedere il supporto economico anche per figli nati numerosi anni prima. Le donne avevano inoltre il diritto di richiedere il sostegno per i loro bambini anche se durante il periodo del concepimento avevano avuto relazioni con diversi uomini.

Esse stesse oppure il tribunale avevano facoltà di scegliere chi tra i diversi partner avrebbe avuto l’onere di prestare il sostegno per i loro figli. Il commissario Kursky si dichiarò particolarmente fiero di tale punto perché differiva radicalmente dalle ‘abitudini borghesi d’Europa e d’America.’ Lenin semplicemente aveva intenzione di fare propri gli ideali sociali espressi da Socrate, Engels e Marx, cioè la nascita di una nuova società in cui l’unico vero padre dei nuovi nati fosse considerato lo Stato.”

The Atlantic Monthly, Luglio 1926. Lo Sforzo Sovietico Finalizzato all’Abolizione del Matrimonio -Vol. 138, No. 1; pag. 108-114.
E’ possibile leggere l’intero documento (lingua inglese) a questo indirizzo.

Di seguito vado a elencare i punti individuati dal documento concernenti l’agenda finalizzata a distruggere la famiglia:

– Sradicare dalla cultura popolare il concetto di sacralità del matrimonio, etichettandolo come obsoleto e blasé.

– Ispirare odio verso l’unità familiare, la virilità e la paternità.

– Istituire il divorzio breve e senza motivazioni, e incoraggiare i divorzi seriali.

– Istigare alla promiscuità, la fornicazione e l’adulterio.

– Normalizzare la pratica di concepire figli fuori dal matrimonio.

– Persuadere la società che un bambino nel grembo materno non sia un essere umano.

– Incoraggiare le donne ad avere aborti senza riguardo per Dio o la coscienza.

– Incoraggiare le persone a confondere il sesso con l’amore.

– Creare un habitat sociale che gratifichi le ragazze madri.

– Indurre i maschi a disprezzare e abusare delle femmine.

– Indurre le donne a commettere frodi connesse al concepimento dei figli.

– Incitare all’omosessualità e al lesbismo.

– Indurre gli uomini ad abbandonare il tetto coniugale.

– Provocare una feroce e implacabile guerra tra generi sessuali.

C’è qualcuno che leggendo questo elenco non abbia individuato diversi punti di contatto con la società attuale?
Ciò che accadde in Unione Sovietica nel 1926 non fu affatto casuale, ed oggi è importante rivangare quella storia per poter inquadrare da un punto di vista politico l’attuale carneficina sociale e morale che sta avendo luogo in Occidente.
L’elevato tasso di divorzi, l’enorme numero di madri non sposate, la rabbia contro la paternità, la guerra di genere, l’evidente boicottaggio culturale nei confronti della famiglia e del matrimonio sono situazioni pianificate, orchestrate e finanziate dalla stessa forza che allestì e finanziò quel regime marcio.

Ora che sapete, non potrete più ignorare il fatto certo e documentato che alcuni poteri, oggi come allora, siano fermamente determinati a de-costruire e sterminare la famiglia.

“Le disuguaglianze tra uomini e donne non potranno essere distrutte fino a quando non sarà distrutta l’istituzione del matrimonio.” Robin Morgan, Sorellanza è Potere – 1970, pag. 537
“La cosa più misericordiosa che una famiglia possa fare per i suoi membri infantili è di ucciderli.” Margaret Sanger (fondatrice di Planned Parenthood) – Le Donne e la Nuova Rabbia – p. 67

Pornografia: Uomini VS. Donne

E’ evidente che una delle armi più insidiose in uso in questa guerra contro l’istituzione più onorata voluta da Dio sia la pornografia, e questo aspetto della battaglia è diretta contro i cuori, le anime e le coscienze degli uomini, non solo in occidente ma – grazie alla diffusione di internet – su scala globale.

Anno dopo anno qualsiasi tipo di materiale erotico e pornografico è diventato sempre più accessibile attraverso la televisione, i film, i video musicali e in particolare Internet. In molti cercano di insegnarci che tale inesorabile sessualizzazione dell’immaginario collettivo sia innocua, ma si tratta di una bugia. In realtà è una rappresentazione aberrante e degradata della sessualità umana, supportata dagli agenti di chi sta facendo il lavoro di Lucifero per distruggere, demoralizzare, corrompere e infine cancellare dal nostro immaginario qualsiasi idea di vita morale e dignitosa.
Malgrado quanto sostenuto dai suoi apologeti, la pornografia ha un effetto negativo sulla comune percezione del sesso e dei comportamenti sessuali. Non a caso i ricercatori della Fondazione Nazionale per la Famiglia e l’Istruzione hanno concluso che “l’esposizione alla pornografia predispone gli spettatori al rischio di sviluppare tendenze sessuali devianti.”
Ad esempio, secondo il rapporto, il mito dello stupro come fantasia sessuale (la miserabile convinzione che le donne istighino e godano nell’essere stuprate, e che gli stupratori siano persone normali) è andata diffondendosi soprattutto nei consumatori di pornografia.”

E’ stato inoltre scientificamente provato che il consumo abituale di pornografia interferisca con la capacità di partecipazione all’intimità coniugale. Il dottor Victor Cline, specialista nel trattamento di dipendenze dal sesso, ha documentato uno sviluppo ricorrente nei soggetti che facciano uso costante di pornografia.
Ciò che inizia con la visualizzazione sporadica e casuale di pornografia può condurre ad un’escalation verso la ricerca di materiale sempre più aberrante. Tutto ciò, sostiene Cline, può condurre al compimento di atti sessuali devianti. E la gran parte degli scienziati comportamentali è d’accordo. Cline riferisce che “mediante questo approccio può essere acquisito ogni tipo di deviazione sessuale, resistente anche a massicce quantità di sensi di colpa.” Alla fine, il consumatore inizia a desiderare di mettere in pratica le fantasie a base di pornografia, con risultati a volte devastanti.
Alcuni ricercatori sostengono che l’esposizione alla pornografia possa influenzare il naturale sviluppo del cervello di un bambino. Le statistiche indicano che i primi approcci al consumo di pornografia abbia luogo in un’età compresa tra i 12 ed i 17 anni. In effetti, per molti individui la pornografia è la prima fonte di educazione sessuale. Ciò ha conseguenze preoccupanti.

“Le gravidanze in età molto giovane e le malattie sessualmente trasmissibili” – osserva un rapporto – “sono del tutto inesistenti nel mondo del porno, e ciò infonde la falsa convinzione che l’emulazione dei modelli della pornografia non comporti conseguenze indesiderate.”

Quanto ai giovani maschi, esiste un motivo ancora più circostanziato alla base della loro precoce esposizione alla pornografia: pervertire la loro capacità di interagire normalmente con le ragazze, inducendo a considerare le femmine umane come poco più di una serie di orifizi da riempire.
La dottoressa Judith Reisman, presidente dell’Istitute for Media Education, uno degli esseri umani più eccezionali del pianeta, conclude:

“le osservazioni neurologiche circa la risposta del cervello impresso istintuale alla pornografia, hanno indicato che la pornografia è un evento biologicamente significativo che sostituisce il consenso informato ed è dannosa per i cervelli ‘malleabili’ dei bambini in quanto compromette la loro comprensione della realtà e quindi la loro salute mentale e fisica, il loro benessere e la loro ricerca della felicità.”

La pornografia è in grado di formare gli atteggiamenti e influenzare i comportamenti. I suoi messaggi sono allettanti in quanto ‘fantasiosi’, quindi più elettrizzanti dell’esperienza reale.
Le persone che consumano la pornografia si creano delle aspettative non realistiche che conducono al danneggiamento delle relazioni nella vita reale, osserva un rapporto. La pornografia non solo può, ma è naturalmente destinata a distruggere la fiducia e l’apertura, due qualità essenziali per il buon funzionamento di un matrimonio.
Dal momento che viene consumata per lo più in segreto, la pornografia automaticamente conduce all’inganno e alla menzogna. Le mogli si sentono tradite. Non concepiscono perché il loro coniuge trovi più desiderabili delle immagini in un monitor ..

Ricordate, come si è detto, che il fine ultimo di questa agenda malata è la distruzione della famiglia. Quante rotture matrimoniali sono scaturite dalla dipendenza da pornografia? Diamo un’occhiata ad alcuni dati.

Nel corso del convegno del 2003 organizzato dalla American Academy of Matrimonial Lawyers, due terzi dei 350 avvocati divorzisti intervenuti ai lavori hanno segnalato che Internet ed il porno online hanno giocato un ruolo determinante nei divorzi di quello stesso anno, provocando oltre la metà dei casi. Solo sette o otto anni prima il ruolo della pornografia nelle cause di divorzio aveva un ruolo inesistente.

L’immediata, egoistica gratificazione è parte integrate del consumo di pornografia. Dunque possiamo affermare che la pornografia sia incompatibile all’amore. Essa fiacca l’energia profusa nella lotta per mantenere una morale pulita davanti a Dio. La pornografia sfrutta gli uomini, le donne e i bambini. Li umilia e li priva della loro dignità.

Molte persone oggi hanno un atteggiamento ambivalente verso la pornografia, perché come qualsiasi altro vizio che oggi sta distruggendo l’Occidente è stata sdoganata dalla cultura main-stream e anno dopo anno è stata ‘normalizzata.’ L’atteggiamento moderno verso la pornografia si riflette nella moda della ‘prostituta-chic’ adottata da molte celebrità, nei video musicali pieni di immagini erotiche, e nell’adozione della cosiddetta ‘estetica porno’ da parte dei media pubblicitari.

Circa il 75% della pornografia online ha origine negli Stati Uniti. Circa il 15% ha origine in Europa.

Si stima che circa 70 milioni di persone a settimana visitino siti pornografici. Circa 20 milioni di esse si trovano in Canada e negli Stati Uniti.

Uno studio ha rivelato che nel corso di un mese preso in esame, la Germania abbia la più elevata percentuale di consumo di pornografia on-line in Europa, seguita da Gran Bretagna, Francia, Italia e Spagna.

Gli utenti di pornografia online in Germania trascorrono una media di 70 minuti mensili sui siti web pornografici.

Tra gli utenti europei di Internet, quelli sopra i 50 anni di età trascorrono la maggior parte del tempo collegati a siti per adulti.

Il 70 per cento del traffico generato dai siti porno si verifica durante il giorno.

Si stima che 100.000 siti pornografici includano materiale pedo-pornografico.

Circa l’80 per cento della pornografia infantile sul web ha origine in Giappone.

Esiste un collegamento provato tra la pornografia, lo stupro ed altre forme di violenza contro le donne ed i bambini. Il serial killer Ted Bundy ammise di aver avuto un “forte appetito per la pornografia violenta.”
Anziché ritrarre i rapporti sessuali come una bella ed intima espressione di amore tra uomo e donna, la pornografia distorce l’idea dell’atto sessuale. Il sesso casuale e perverso viene ritratto come eccitante e desiderabile, con l’accento posto sulla gratificazione personale con poco o nessun riguardo per i partner. Donne, uomini e bambini sono ritratti come oggetti che esistono solo per soddisfare degli appetiti sessuali.

Alla fine, come qualsiasi altro stimolo improprio, lo spettacolo diventa banale e di routine. Nel corso del tempo i consumatori di pornografia tendono a ricercare materiale sempre più esplicito e deviante. In taluni casi possono spingere i loro partner a ‘mettere in scena’ attività sessuali sempre più bizzarre, diminuendo la propria capacità di esprimere vero affetto. Vi sembra un diversivo innocuo?

Un Attacco Malvagio Contro la Famiglia

La pornografia basa il suo fatturato sul ricatto e la sofferenza altrui, ed è stata sdoganata per degradare e sovvertire la bontà delle persone, causando seri problemi di ordine personale e familiare; per isolare, corrompere e demoralizzare gli individui (e per sottrarre loro preziose energie – n.d.t.).
Molte persone cadute in questa dipendenza hanno ammesso che guardare la pornografia ha impedito loro di sviluppare stretti rapporti con il prossimo. Non vogliono gente intorno. Sempre più spesso vengono alla luce casi in cui consumatori abituali di pornografia abbiano sviluppato problemi nei rapporti umani e nelle relazioni sessuali con i loro compagni. E’ corretto definire ‘innocuo’ un passatempo che allontana le persone dai loro cari?

Dobbiamo considerare che il proposito originale di Dio nei confronti delle persone sposate fosse di dare espressione gioiosa al loro amore con rapporti sessuali onorevoli. Proverbi 5:18, 19 pone l’accento sulla piacevolezza: “Rallegratevi della vostra giovinezza insieme alle vostre mogli. Le loro mammelle vi inebriano in ogni momento con la costante estasi del loro amore.”

Si noti che secondo le sacre scritture alla base di ogni rapporto sessuale dovrebbe esserci l’amore. Il consumatore di materiale pornografico – invece – tende a gratificare le proprie pulsioni sessuali in assoluta solitudine. Un consumatore di pornografia sposato può iniziare a vedere il proprio coniuge come un mero oggetto che esiste solo per soddisfare il proprio godimento, oppure può semplicemente perdere qualsiasi interesse nei suoi confronti.
Tutto ciò è estremamente lontano dalla dignità e l’onore che il Creatore desiderava che gli uomini tributassero alle donne (Cfr. 1 Pietro 3: 7).
Gli orchestrali dell’industria pornografica, cioè gli Illuminati, sapevano fin troppo bene che ciò che avrebbe avuto inizio sotto forma di una casuale auto-indulgenza, a lungo termine avrebbe condotto a una dipendenza socialmente devastante.
Proprio come gli stupefacenti, il gioco d’azzardo, l’alcol e la pletora di altri vizi sdoganati per fare polpette del tessuto morale delle nostre società, la pornografia è stata progettata per creare una dipendenza che non solo distrugge la fiducia e il rispetto tra famigliari, ma – spesso inconsciamente – anche il rispetto verso se stessi.
Sono tutti potenti strumenti sociali atti a detronizzare ogni giustizia e bontà per sostituirla con il puro male.

Come ha osservato la femminista Germaine Greer – la realtà è che il porno non ha proprio niente a che fare con la libertà di espressione. Si tratta di un settore che prolifera sull’abuso. Sia su quello degli attori che su quello dei consumatori e delle loro esistenze.

Il senso della pornografia può riassumersi nelle scene in cui gli uomini eiaculano sul viso oppure nella bocca della donna (vedi le pornostar si confessano). Il tutto vorrebbe apparire consensuale, ma spesso per dei brevi istanti in cui la maschera ‘attoriale’ viene meno, ecco emergere negli occhi dell’attrice il disgusto e la disperazione prima che la maschera torni ad assumere la sua posa ‘eccitata.’ E allora? La nostra società è davvero giunta ​​al punto di sfruttare il ricatto del debito e della miseria per trattare un essere umano come una cosa inanimata?
La preoccupazione non riguarda solo il terribile degrado subito dalla ragazza, ma anche quello che si insinua nelle anime dei fruitori di questo materiale, ben consapevoli che quello spettacolo non è che una forma di violenza, e che in realtà non c’è godimento, ma disgusto nello sguardo dell’attrice. Ci siamo fatti desensibilizzare fino al punto di ritenere eccitante la consapevolezza che quella persona si lasci usare con sofferenza e disgusto, per soddisfare le nostre pulsioni? Siamo proprio convinti che tollerare – o baloccarci – con tali mostruosità faccia il nostro interesse, l’interesse della collettività?

La risposta – purtroppo – è affermativa. I nostri cuori e le nostre menti sono realmente precipitati nella morsa del Maniaco Numero Uno.

attacco alla famiglia

Centinaia di video porno simili a questi, inondano la rete, storie di orgie famigliari, rapporti incestuosi ecc. Tutto liberamente accessibile, immaginate l’impatto di questi video sui ragazzini...

 

Un Innocuo Diversivo?

L’argomento più gettonato è che le immagini pornografiche non facciano male a nessuno in quanto si tratta di fantasie. Ma fantasie che riguardano cosa? L’umiliazione delle donne? Il trattarle come oggetti disumanizzati? Come sostiene il filosofo Roger Scruton nel libro Desiderio Sessuale, le fantasie hanno la tendenza a rimodellare la percezione della realtà a propria immagine.
Così può accadere che un ‘innocuo’ porno-voyeur si trasformi in uno stupratore armato di pistola. Che la sua fantasia si popoli di miti illusori circa il desiderio inconscio delle donne di subire violenza sessuale, o dei bambini i quali non aspetterebbero altro che essere risvegliati al piacere sessuale, oppure che l’esercizio della violenza sia un diritto naturale.

Conclusione

Ciò che un tempo era considerato giusto è stato detronizzato da ciò che un tempo era considerato malato e maligno. La sola menzione che il Cristianesimo o l’Islam (moderato o sciita) siano ormai gli ultimi baluardi della virtù e della moralità finisce per suscitare in gran parte delle persone occidentali reazioni di scherno e chiusura.
Il nucleo familiare è in via di estinzione. Quanti giovani uomini e donne di oggi scelgono di pensare solo alle loro persone, piuttosto che prendere in considerazione l’idea di una vita di devozione verso i rispettivi compagni e i loro figli? Tutto ciò che fino a non molto tempo fa era dato per scontato è diventato in qualche modo irrilevante e persino ridondante.

Non c’è nulla di innocuo nella pornografia. Si tratta sempre di sfruttamento e corruzione. Senza che se ne prenda atto, femminismo e pornografia stanno distruggendo le relazioni tra i generi sessuali e pervertendo la naturale espressione della loro intimità. Avvelenano la mente e lo spirito; promuovono una serie di atteggiamenti cinici ed egoisti. Minano ogni sforzo di mantenere la coscienza pulita.

In realtà sono due potenti armi culturali sfruttate dai sedicenti Illuminati per raggiungere la disumanizzazione, il crollo della natalità e lo spopolamento globale. Al momento non è facile capire quanto lontani siano dalla costituzione del loro nuovo ordine mondiale basato sulla schiavitù.
La cosa certa però è che la nostra migliore difesa contro questo regno del male sia smettere di andare dove essi ci spingono ad andare; rinnovare la fede in Dio e l’impegno verso le istituzioni del matrimonio e della famiglia. E’ da questi punti fermi che possiamo costruire la fortezza che ci permetterà di resistere all’attacco finale.

Tratto da

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