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LA PORNOGRAFIA INCITA ALLA VIOLENZA SESSUALE E ALLO STUPRO

 

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Nel 1986, il Rapporto del Commissione Meese sulla Pornografia, voluto dal Governo americano e pubblicato dal Dipartimento Federale della Giustizia degli Stati Uniti, fece il punto sull’influenza della legalizzazione della pornografia sulla criminalità sessuale negli Stati Uniti. Questo Rapporto dimostrò il ruolo centrale della pornografia nello sviluppo della violenza sessuale 22. Alcune statistiche hanno dimostrato un netto aumento degli stupri negli Stati dell’Unione in cui la pornografia è più tollerata e più diffusa. Secondo un’inchiesta condotta nelle carceri, il 77% dei pedofili che avevano molestato dei ragazzini e l’87% di quelli che avevano adescato delle ragazzine, hanno confessato il ruolo determinante esercitato dalla letteratura pornografica sui loro pensieri e sui loro comportamenti.

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 D’altra parte, Kenneth Lanning, specialista della pornografia all’FBI, ha rivelato davanti alla Commissione Meese che quando i poliziotti perquisiscono l’abitazione di un delinquente sessuale, trovano quasi sempre materiale pornografico in abbondanza. Un rapporto della polizia del Michigan mostra che nel 40% dei crimini sessuali, il reo ha confessato di avere utilizzato del materiale pornografico poco prima di passare all’atto. Alcune inchieste effettuate su gruppi di studenti dalla Commissione Meese hanno dimostrato che un consumo massiccio di materiale pornografico modifica l’immagine che si ha della donna e rende indulgenti nei confronti dello stupro. Ma abbiamo probabilmente la prova più definitiva, e più terribile, della concatenazione che conduce ineluttabilmente dal sesso alla violenza in ciò che, oltre Atlantico, prende il nome di snuff movieQuesto vocabolo designa quei film pornografici in cui le attrici, dopo essere state umiliate nei modi più abietti, vengono letteralmente assassinate in diretta. Parecchi scandali sono già scoppiati dopo la scoperta di cadaveri sepolti vicino ai luoghi in cui questi orribili massacri erano stati filmati. Sapendo tutto ciò, come negare il ruolo preponderante della pornografia nel vertiginoso aumento della criminalità sessuale nei Paesi evoluti? Ricordiamo che in Francia, tra il 1985 e il 1990, il numero delle denunce per stupro è aumentato del 62%, il che rappresenta un tasso di crescita annua del 9%. Secondo il Rapporto Les comportements sexuels en France, del 1993, circa una donna su venti (il 5%) dice di essere stata vittima di rapporti sotto costrizione. Per le donne tra i venti e i trentaquattro anni, il tasso è del 7%. Nel 77% dei casi, questa aggressione sessuale ha avuto luogo prima dei diciott’anni; nel 67% dei casi prima dei quindici anni; nel 25% dei casi prima dei dodici anni. Nel giro di vent’anni, tutte queste cifre sono raddoppiate 23

 

Un altro Rapporto specializzato intitolato Les enfants victimes d’abus sexuels («I bambini vittime di abusi sessuali»), fornisce delle percentuali ancora più elevate: secondo questo Rapporto, in Francia, il 7,8% delle donne e il 4,6% degli uomini hanno dichiarato di avere subito uno o più abusi sessuali prima dell’età di diciott’anni 24Negli Stati Uniti, tra il 1960 e il 1986, c’è stato un incremento degli stupri del 526%. Elisabeth Holzman, Procuratore Generale di Brooklyn, scriveva nel maggio del 1989 sul New York TimesLa violenza sessuale contro le donne imperversa. Quest’anno, a New York, più di 3.400 donne sporgeranno querela per stupro, e diverse migliaia di altre verranno stuprate senza sporgere denuncia. Secondo l’FBI, negli Stati Uniti, una donna viene violentata ogni sei minuti. Una donna su dieci viene stuprata nella sua vita 25.Essa aggiungeva che un’inchiesta ha dimostrato che un uomo su dodici ha confessato la sua implicazione in uno stupro, senza per questo considerarsi un violentatore.

Il 23 settembre 1993, nel Parlamento Europeo si è tenuta una seduta straordinaria sul problema della pornografia, seguita dalla comunicazione del Rapporto della Commissione delle Libertà Pubbliche e degli Affari Interni sulla Pornografia. Esattamente come il Rapporto Meese, la Commissione del Parlamento Europeo ha riconosciuto che

il consumo massiccio di pornografia detta “senza violenza” influenza, a detta delle persone interrogate, il loro atteggiamento a riguardo dello stupro nella misura in cui questo reato è considerato come meno grave 26.

Il Rapporto della Commissione del Parlamento Europeo ha concluso:

La pornografia è una forma di violenza sessuale esercitata contro le donne poiché veicola un’immagine della donna stereotipata, che esalta la violenza ed è avvilente, e reca così offesa alle condizioni e alla qualità di vita delle donne, disprezzando addirittura i loro diritti più elementari.

La rivista Le Point, del 24 ottobre 1988, ha riportato la testimonianza di un poliziotto della Squadra antidroga e antiprostituzione (BSP), la vecchia Squadra del buoncostume:

Le scene di violenza sessuale viste alla televisione possono condurre ad una banalizzazione dello stupro. Oggi, capita spesso che un violentatore si stupisca, durante un interrogatorio, del fatto che lo stupro venga ancora punito dalla Legge. In un certo qual modo, la televisione innesca una banalizzazione che passa attraverso la morte del proibito27.

In conclusione, è stato chiaramente stabilito che l’aumento delle aggressioni sessuali è legato in modo complesso all’incremento della pornografia. L’impiego di donne giovani nelle pose più umilianti per il piacere maschile è un fattore che induce al tempo stesso ad una maggiore accettazione della violenza sessuale e ad un’insensibilità verso le conseguenze che provoca.

La testimonianza di un grande criminale, Ted Bundy (1946-1989), giustiziato sulla sedia elettrica, a Starks, nello stato della Florida, il 24 gennaio 1989, per lo stupro e l’assassinio di ventotto giovani donne, illumina in modo sorprendente i danni irreparabili causati dall’assuefazione pornografica. In un’intervista filmata alla vigilia della sua esecuzione, quest’uomo dall’atteggiamento affabile ha descritto la spirale fatale nella quale è stato trascinato:

Ciò è avvenuto a tappe, gradatamente. Dapprima sono divenuto un ardente appassionato della pornografia e l’ho considerata come un tipo di inclinazione; volevo vedere materiale di tipo sempre più violento, più esplicito e più descrittivo. Come per la droga, si conserva un’eccitazione insaziabile finché si raggiunge un punto in cui la pornografia non può più andare oltre. Si raggiunge il punto in cui si supera l’ostacolo quando ci si chiede se il fatto di passare all’atto in quel momento vi darà qualcosa di più che leggere e guardarlo solamente compiere 28. Tutti i criminali sessuali che ho incontrato in prigione – ha detto Bundy – erano stati profondamente influenzati e condizionati dall’assuefazione alla pornografia.

L’effetto della pornografia è molto più forte sui bambini e sugli adolescenti, perché sono più ricettivi alle immagini. Ecco perché oggi si osserva, in tutti i Paesi d’Europa, un netto aumento del numero di violentatori minorenni. Nella sola città di New York, in un anno c’è stato un aumento del 27% degli arresti di violentatori di età inferiore ai diciott’anni, e un aumento del 200% degli arresti di violentatori di età inferiore ai quindici anni 29. Durante la trasmissione televisiva La marche du siècle («Il cammino del secolo»), andata in onda mercoledì 22 settembre 1993, una ragazza ha detto di essere stata violata da quattro adolescenti di sedici anni. Nessuno però ha sollevato la domanda: perché certi adolescenti arrivano a questi estremi? In Bretagna, durante l’estate del 1991, una ragazzina di quattordici anni è stata violentata, ripetutamente e per due mesi, da un gruppo di undici ragazzi di cui otto erano minorenni.

Questi ragazzi non erano dei giovani abbandonati a sé stessi. Molti di loro provenivano da buone famiglie. Come hanno potuto, giorno dopo giorno, stuprare questa ragazzina minacciandola di morte se parlava, finché è scappata per sfuggire a questo incubo, e, ritrovata dalla polizia, si è decisa a parlare? Semplicemente perché alcuni di questi ragazzi possedevano delle videocassette porno che guardavano in continuazione. In conclusione, è importante mettere in evidenza il rapporto che esiste tra la vendita di riviste pornografiche nelle edicole e nei supermercati, e lo sviluppo della criminalità più barbara. La pornografia è legata al crimine alle sue due estremità: da parte dei venditori che non sono altro che papponi e violentatori di bambini, e da parte dei consumatori che sono attratti, prima mentalmente poi fisicamente, nel ciclo infernale della sessualità violenta e omicida. 

La complicità e l’ipocrisia dei media

Che siano di destra o di sinistra, la grande maggioranza dei media è segnata ideologicamente da una filosofia generata dalla rivoluzione sessuale degli anni Sessanta. La parola d’ordine di questa rivoluzione è la seguente: «Il massimo di sessualità con il minimo di procreazione». È un’evidenza che i media sono largamente responsabili dello sviluppo della pornografia. In nome della sacrosanta libertà d’espressione, essi insorgono contro ogni tentativo di applicare le leggi che condannano «gli oltraggi al pudore» e contro l’applicazione della censura. 

Premiere of Howard Stern's "Private Parts"

 

Sarebbe bene ricordare che la libertà d’espressione non include quella di degradare e di umiliare la donna rappresentandola come un oggetto sessuale o una bestia da usare per il proprio piacere. Bisogna notare che nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, la libertà d’espressione non occupa una posizione prioritaria; essa figura solamente all’articolo nº 19 di un testo che, prima dell’enumerazione di tutti i diritti, pone nel suo articolo nº 1 la dignità umana. Inoltre, il Patto sui Diritti Civili e Politici (art. nº 19, § 3), ha cura di precisare che l’esercizio della libertà d’espressione può «essere sottomesso a delle restrizioni» necessarie, «al rispetto dei diritti o della reputazione altrui, o alla salvaguardia della sicurezza nazionale, dell’ordine pubblico, della salute o della moralità pubblica» 47

stupri e porno emulazione

Video con contenuti di stupro violento sono accessibili a chiunque

 

Abusare del pretesto della libertà d’espressione è l’atteggiamento tipico di chi chiede la libertà senza voler sentire parlare di responsabilità.

 

Contro questa logica totalitaria che fà della libertà d’espressione un diritto assoluto e prioritario, bisogna ricordare che la censura è un diritto fondamentale della società; è il diritto delle famiglie ad essere protette contro l’aggressione verbale e dall’immagine. Il diritto degli uomini, e soprattutto delle donne, a non essere insultate e umiliate dai messaggi che le riducono a bestie da sfruttare per il piacere. 

 

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Una delle tecniche utilizzate dai media per incoraggiare la degradazione dei costumi è quella dei sondaggi. Le indagini sui comportamenti sessuali, spesso realizzate a spese dello Stato, sono sfruttate dai media e spesso deformate per avvalorare i comportamenti minoritari ed immorali, dando così un’immagine alterata della moralità della maggioranza delle persone. 

I sondaggi definiscono la norma morale. Viene implicitamente proposta una moralità del tipo: «Tutti lo fanno; dunque, perché non io»? Ad esempio, l’Express scriveva commentando un sondaggio: «Solo il 17% di ritardati romantici confonde ancora la fedeltà coniugale con la monogamia sessuale» 49.

n esempio classico di manipolazione dell’opinione pubblica attraverso i sondaggi è il famoso Rapporto Kinsey, pubblicato alla fine degli anni Quaranta, che pretendeva che il 10% degli americani maschi fosse «più o meno» omosessuale. Questo Rapporto venne chiaramente denunciato come un’impostura a causa del campione poco rappresentativo utilizzato, dei metodi d’intervista orientata e delle tecniche di calcolo di percentuale inesatte.

 

I media danno prova di una flagrante ipocrisia scandalizzandosi regolarmente per le forme più gravi di criminalità sessuale, pur promuovendo le forme più leggere di criminalità sessuale e l’immoralità di ogni tipo. La doppiezza di certi quotidiani e riviste è manifesta a causa della loro implicazione nel minitel rosa, un rinomato strumento della criminalità sessuale. Denis Périer, un giornalista del Figaro, rivela, in Le dossier noir du minitel rose («Il dossier nero del minitel rosa»), come, in seguito ad un accordo tra i P&T e i gruppi di stampa, sono i grandi quotidiani e i settimanali (primi fra tutti Le Parisien Libéré e Le Nouvel Observateur) che fanno la parte del leone nei servizi di messaggeria 55.

 

La televisione pornografica

La televisione, inutile dirlo, è sempre all’avanguardia della decadenza. Sempre meno culturale e sempre più portata alla volgarità, la TV è un vero veleno che distrugge la famiglia, mentre potrebbe essere un meraviglioso strumento educativo.

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 Da poco, la televisione ha superato un passo decisivo. Mentre fino ad ora l’erotismo non serviva che da condimento, ora con la «televisione rosa», alcuni programmi hanno l’erotismo come unico scopo. Così, sul quinto canale, in due mesi, sono andati in onda trasmissioni del tipo «Sadomaso: colpi e felicità», «Inganno mio marito per fargli piacere», «I segreti d’alcova dei consiglieri coniugali», «I mille e un segreti dell’orgasmo», «La mia prima notte d’amore», «Fantasie di uomini, fantasie di donne» 59.

 

Presentati in modo sbarazzino, simpatico e umoristico, come innocui divertimenti, questi programmi sono forme di voyeurismo e costituiscono un attentato ai valori morali. La percentuale d’ascolto dei programmi erotici e pornografici è molto aumentata. Nel 1987, il programma Super-sexy, mandato in onda alle 22,30 di ogni mese su TF1, aveva 10.000.000 ascolti.

Hollywood: la fabbrica del veleno

Fin dagli anni Sessanta, Hollywood è rimasta relativamente fedele al codice deontologico che aveva presieduto alla sua fondazione nel 1930, il famoso Codice Hays, secondo cui «non verrà prodotta nessuna scena che abbassi lo standard morale dello spettatore». Nel 1947, il regista Frank Capra (1897-1991) dichiarò:

Il cinema dev’essere un’espressione positiva in cui soffia la speranza, la giustizia, l’amore e il perdono. È un dovere dei produttori e dei registi esaltare le qualità umane e il trionfo dell’individuo nelle avversità 63.

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Nel 1972, il film Arancia Meccanica, del regista Stanley Kubrick (1928-1999), venne ritirato dalle sale cinematografiche a causa di un’ondata di violenza per emulazione di cui era responsabile 64. Ma, poco a poco, tutte le barriere della censura sono cadute: l’adulterio, l’immoralità e la violenza si sono fatte sempre più strada. 

 

 

– Fiona Gélin racconta la sua esperienza all’epoca delle riprese del film Scirocco (1987):In effetti, c’erano delle scene di nudo di cui non mi era stato detto nulla e che ho dovuto girare. Il risultato era al limite del film erotico. Mi sono sentita tradita, completamente scombussolata e sono scoppiata. Avevo vergogna di me stessa. Questo fatto mi ha causato una forte depressione e un mese di ospedale psichiatrico 65.

– Valérie Kaprisky racconta la sua vita dopo parecchi film in cui è stata obbligata a denudarsi, anche per la locandina:Per due anni, ho smesso di girare film come se volessi purificarmi. Pensavo alla redenzione della mia anima, ai bambini che avrei avuto un giorno. Non volevo che avessero vergogna della loro madre 66.

– Béatrice Dalle, ha affermato a proposito delle riprese di un film del regista Jean-Jacques Beineix:Le scene di nudo sono state la causa di numerose sfuriate tra Beneix e me. Tentava con tutti i mezzi di farmi comprendere che questa ragazza, la protagonista del film, era iper-liberata, che non aveva nessun problema con la nudità […]. Dopo il Sessantotto, il fatto di svestire sistematicamente le ragazze al cinema è solamente un trucco. Sono fantasie di tipi di quarant’anni che si immaginano che per dimostrare che una donna è libera occorre spogliarla.

 

Una religione definisce il bene e il male: la libertà sessuale è diventato il bene supremo e si accusa la morale di essere il diavolo in persona; il nemico pubblico è «l’ordine morale». La censura, che è un dovere governativo per proteggere il diritto dei cittadini alla decenza, viene sistematicamente demonizzata;

 

Una religione ci dà dei Santi e dei modelli per la nostra edificazione: le star, di cui i media ci narrano in lungo e in largo la sregolata vita sessuale, sono diventati i nostri modelli.

 

Tratto da

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